HomeConsum-attoriOlio extra vergine di oliva contaminato. Il confronto di Öko-Test

Olio extra vergine di oliva contaminato. Il confronto di Öko-Test

La quasi totalità dell’olio extra vergine di oliva è contaminato da oli minerali, pesticidi e plastificanti. Lo afferma Öko-Test, la rivista dei consumatori tedeschi, che ha analizzato 20 marche di EVOO, anche biologico, tra le quali 6 disponibili anche in Italia.

Olio extra vergine di oliva contaminato

Il laboratorio di analisi incaricato da Öko-Test ha concentrato la ricerca su alcuni contaminanti ormai noti

– oli minerali MOSH (idrocarburi saturi di oli minerali) e MOAH (idrocarburi aromatici di oli minerali), questi ultimi sospettati di essere cancerogeni. Questi contaminanti sono stati rilevati in passato in numerosi alimenti e provengono da fonti disseminate lungo l’intera filiera produttiva. (2)

– plastificanti, probabilmente rilasciati dagli impianti di produzione e imbottigliamento,

– pesticidi.

Il risultato del test

L’esito delle analisi è deludente. 19 dei 20 prodotti sono risultati contaminati, sebbene sempre entro i limiti di legge. Le marche italiane (o comunque commercializzate in Italia) sono tutte bocciate. Si tratta, nell’ordine, di

– Filippo Berio, definito il peggiore olio del test a causa di residui di olio minerale ‘notevolmente aumentati’, anche MOAH. In questo prodotto sono state rilevate anche tracce di IPA, plastificanti e 2 pesticidi, inclusa la deltametrina. Il produttore contesta l’esito del test, come riferiamo più avanti.

– Dennree (Farchioni), con residui di olio minerale ‘notevolmente aumentati’, anche MOAH, e IPA,

– De Cecco, con contaminanti di olio minerale ‘notevolmente aumentatii, anche MOAH, tracce di idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e residui di un pesticida,

– Casolare bio Farchioni, livelli aumentati di oli minerali, IPA e tracce di plastificanti,

– Primadonna (LIDL), giudicato ‘inadeguato’ per la presenza di componenti di oli minerali.

Il caso Bertolli

Tra i campioni di olio extravergine di oliva disponibili in Italia, il Bertolli è stato giudicato e bocciato, ma Öko-Test ne dà conto in un articolo separato, a causa del divieto di pubblicazione imposto dall’ufficio legale del produttore (la multinazionale spagnola Deoleo).

Come per gli altri oli, anche nel Bertolli, che consideriamo il ventesimo del test, i livelli di contaminazione di olio minerale sono stati giudicati ‘molto aumentati’.

L’unico promosso è il biologico Rapunzel ‎Olio extra vergine d’oliva Kreta P.G.I, completamente libero dagli oli minerali e da altri contaminanti.

Filippo Berio contesta le analisi di Ökotest

La SALOV spa, proprietaria del marchio Filippo Berio, contesta il risultato negativo delle analisi condotte dalla rivista dei consumatori tedeschi Ökotest.

L’azienda afferma che ‘il metodo utilizzato per analizzare e classificare gli Oli Extra Vergini è inappropriato e non conforme con quanto indicato dall’International Olive Oil Council e dalla regolamentazione dell’UE‘.

L’olio Filippo Berio analizzato da Ökotest, dichiara inoltre l’azienda, ‘è commercializzato in Germania ma non è presente sul mercato italiano’.

In merito ai tre parametri che hanno condotto Ökotest a bocciare il prodotto, la SALOV spa afferma che

– i residui di pesticidi rilevati (deltametrina e Fosmet) sono inferiori ai limiti di legge. Un dettaglio precisato, in realtà, anche dagli autori del test,

– i residui di oli minerali MOAH sono stati misurati con una metodologia non riconosciuta da ‘organismi ufficiali’ e la normativa europea non indica un limite alla contaminazione da MOAH e MOSH,

– i composti clorurati rilevati da Ökotest sulla confezione del prodotto sono stati rinvenuti ‘“nel coperchio esterno di rivestimento” del tappo quindi in una zona nemmeno a contatto con il prodotto alimentare’.

La dichiarazione integrale della SALOV Spa è disponibile in questo allegato.

Marta Strinati

Note

(1) Lisa-Marie Karl/Katja Tölle/Lena Wenzel. Olivenöl-Test: Bis auf eins alle mit Mineralöl verunreinigt, Öko-Test 29.4.22, https://www.oekotest.de/essen-trinken/Olivenoel-Test-Bis-auf-eins-alle-mit-Mineraloel-verunreinigt_12637_1.html

(2) Gli oli minerali MOAH e MOSH sono stati, tra l’altro, rintracciati nell’olio extra vergine di oliva nel test francese di Que Choisir e in un precedente lavoro di Öko-Test.

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Giornalista professionista dal gennaio 1995, ha lavorato per quotidiani (Il Messaggero, Paese Sera, La Stampa) e periodici (NumeroUno, Il Salvagente). Autrice di inchieste giornalistiche sul food, ha pubblicato il volume "Leggere le etichette per sapere cosa mangiamo".

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