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Latte in polvere. In Cina è caccia alla qualità

Latte in polvere. In Cina è caccia alla qualità

Le famiglie di Shanghai sono disposte a pagare un prezzo maggiorato del 14% in cambio di latte sicuro per i loro bambini. La tendenza è stata rilevata da uno studio presentato il 1° febbraio 2014 al meeting della Southern Agricultural Economics Association, a Dallas, Texas. Ed è conseguenza diretta degli scandali che nell’ultimo decennio hanno travolto i produttori cinesi di latte in polvere. L’episodio più grave risale al 2008, quando un prodotto addizionato di melamina ha causato l’avvelenamento di molti bambini.

Il settore lattiero-caseario ha una dimensione importante in Cina, e la domanda è in espansione. Dal 2006 al 2010 la spesa delle famiglie è cresciuta del 189% nelle aree urbane. E a Shanghai, dove i consumi di latte in polvere raddoppiano, la crescita è lievitata del 160%.

A orientare le scelte in Cina sembrano dominare le garanzie di qualità e sicurezza degli alimenti. E premiano con crescente attenzione le produzioni estere. Anche se più costose. Da un sondaggio condotto tra 1.500 persone residenti a Pechino, Shanghai, Guangzhou, Wuhan e Chengdu è emerso che il 44% dei consumatori di latte e derivati diffida della qualità dei prodotti nazionali e il 45% ritiene che i controlli siano inadeguati.