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L’industria italiana soffre ma esporta di più

L’industria italiana soffre ma esporta di più

Nel 2012 l’industria alimentare italiana ha subito la crisi dei consumi, ma può guardare con fiducia all’export e ad aziende pronte ad accettare la sfida dei mercati esteri. E’ quanto emerge dai dati del Centro studi di Federalimentare, esaminati in un articolo di Distribuzione Moderna. Secondo le stime, nel 2012 il fatturato dell’industria alimentare italiana ha raggiunto i 130 miliardi di euro, con un aumento del 2,3% sull’anno precedente legato all’effetto prezzi. Le esportazioni hanno toccato i 24,8 miliardi di euro, +8% sul 2011, con performance rilevanti per le aziende che puntano ai mercati emergenti. Così nel 2012 è cresciuto l’export alimentare: Emirati Arabi Uniti (+41,5%), Arabia Saudita (+29,1%), Turchia (+38,5%), Cina (+20,6%), Giappone (+21,2%), Tailandia (+38,5%), Corea del Sud (+25,9%), Hong Kong (+19,3%). Rilevante anche l’incremento in Messico (+35,2%) Russia (+19%) e Ucraina (+18,0%). Poi ci sono le aziende che investono nonostante la crisi: Granarolo, che fa acquisizioni in Francia con l’obiettivo di aumentare il volume d’affari a 2 miliardi di euro nel 2016, Bauli, che ha inglobato il marchio Bistefani, e Riso Scotti, che ha siglato un patto con la spagnola Ebro Foods, trampolino per l’export nei mercati esteri.