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Italia, il Senato approva la legge che vieta agricoltura cellulare e ‘meat sounding’

Il 19 luglio 2023 il Senato della Repubblica ha approvato il disegno di legge che vieta in Italia l’agricoltura cellulare e il meat sounding, vale a dire l’uso di nomi che richiamano le carni in etichetta e pubblicità di alimenti plant-based o comunque di diversa natura. (1)

93 voti favorevoli (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Italia Viva), 32 astensioni (Partito Democratico, Azione) e soli 28 contrari (Verdi, Sinistra Italiana, Movimento 5 Stelle e alcuni membri del Gruppo Misto) esprimono l’asservimento della politica a Coldiretti. #VanghePulite.

1) Coldiretti e la ‘sovranità alimentare’ su misura dei propri interessi

La politica agroalimentare in Italia è governata in via esclusiva dal capo dei capi di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, a prescindere dai personaggi di volta in volta designate a capo di ministeri e commissioni parlamentari. Come chi scrive ha ampiamente dimostrato – almeno dal 2004 (2) – e le votazioni al disegno di legge in esame (ordinato appunto da Coldiretti. V. note 3,4) dimostrano.

L’ideologia di Coldiretti è del resto apartitica poiché segue l’interesse esclusivo di accumulare per sé denaro e potere. Ciò spiega sia l’acrimonia di Palazzo Rospigliosi verso l’agricoltura cellulare – che non ha ancora espresso opportunità di business per il cerchio magico di Coldiretti – sia l’accorato sostegno di nuovi OGM (NGTs, New Genomic Techniques) e dei prodotti agrochimici (5,6).

2) Agricoltura cellulare, il divieto parziale in Italia

Il disegno di legge in esame – incostituzionale e illegittimo, come si è visto (7) – vieta la produzione e la immissione sul mercato sia di alimenti che di mangimi ‘costituiti, isolati o prodotti a partire da colture cellulari o di tessuti derivanti da animali vertebrati’ (ddl, articolo 2). In pratica, l’agricoltura cellulare e la vendita dei relativi prodotti verrebbero così limitate, in Italia, alle riproduzioni di tessuti di alcune specie ittiche (es. meduse, molluschi) e insetti.

La somma ignoranza degli autori di questa strampalata normativa viene poi espressa nel richiamo al principio di precauzione, come evocato nel General Food Law. Laddove proprio la norma europea richiamata chiarisce come il precautionary principle possa venire invocato dalle autorità deputate alla gestione del rischio alimentare – non certo dai legislatori – per affrontare ‘circostanze specifiche’ con ‘misure provvisorie’ (reg. CE 178/02, articolo 7).

3) Meat sounding, il divieto

I soli alimenti trasformati – prodotti e commercializzati in Italia – che contengano ‘esclusivamente proteine vegetali’ verrebbero poi assoggettati al divieto di riferire a:

a) denominazioni legali, usuali e descrittive, riferite alla carne, a una produzione a base di carne o a prodotti ottenuti in prevalenza da carne,

b) riferimenti alle specie animali o a gruppi di specie animali o a una morfologia animale o un’anatomia animale,

c) terminologie specifiche della macelleria, della salumeria o della pescheria,

d) nomi di alimenti di origine animale rappresentativi degli usi commerciali’ (ddl, articolo 3. Divieto della denominazione di carne per prodotti trasformati contenenti proteine vegetali).

3.1) Denominazioni riservate

Il legislatore italiano delegherebbe poi il MASAF (ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste) a pubblicare un decreto, entro i sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge in esame, ove riportare ‘un elenco delle denominazioni di vendita degli alimenti che, se ricondotte a prodotti vegetali, possono indurre il cittadino che consuma in errore sulla composizione dell’alimento’ (ddl, articolo 3.5).

Il ras di Coldiretti e il suo stuolo di seguaci, al colmo del delirio foodporn, vorrebbero dunque redigere un nuovo ‘vocabolario legale’ dei cibi italiani. Arrogandosi l’arbitrio di decidere quali nomi potrebbero indurre in tentazione veg i consumatori che il ministro Lollobrigida ha invece compito di rieducare a una sana cultura italica del ‘pane e salame’. Si dovrebbe perciò costruire una lista di ‘denominazioni legali’ nazionali riservate agli alimenti di origine animale. (8)

4) Controlli a raffica e sanzioni esemplari

Controlli e sanzioni stabilite in questa legge foodporn sono del tutto sproporzionati rispetto a ogni misura finora intrapresa per contrastare fenomeni assai più gravi:

– la competenza ai controlli è estesa a ASL, NAS, RAC, Carabinieri Forestali, ICQRF, Guardia di Finanza, Capitanerie di porto (ddl, articolo 4),

– le sanzioni variano da 10.000 a 60.000 euro ovvero ‘il 10% del fatturato annuo’ relativo all’esercizio precedente, quando esso sia superiore a € 60.000, entro un limite di € 150.000 (ddl, articolo 5).

5) Conclusioni provvisorie

Il fedelissimo eurodeputato Paolo De Castro, presidente della fondazione Filiera Italia di Coldiretti, ha già subito una sconfitta memorabile, a Strasburgo, proprio sul meat sounding. (9)

I politicanti italiani si ostinano a seguire gli ordini del capo dei capi calpestando i diritti fondamentali dei cittadini e delle imprese, oltre alle regole del ‘condominio Europa’, conoscendo la generosità del sistema Coldiretti nei confronti dei suoi ‘amici’. (10) Ma il costo di iniziative deliranti come quella in esame è altissimo e ricade sull’intera collettività.

#VanghePulite

Dario Dongo

Note

(1) Senato della Repubblica. Resoconto stenografico della seduta in aula n. 089 del 19.7.23. V. relazione orale su disegno di legge 651. Disposizioni in materia di divieto di produzione e di immissione sul mercato di alimenti e mangimi sintetici. Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Disposizioni in materia di divieto di produzione e di immissione sul mercato di alimenti e mangimi costituiti, isolati o prodotti a partire da colture cellulari o di tessuti derivanti da animali vertebrati nonché di divieto della denominazione di carne per prodotti trasformati contenenti proteine vegetali https://tinyurl.com/4devpeze

(2) Proprio chi scrive ottenne che la Commissione europea mettesse in mora il governo italiano, allora guidato da Silvio Berlusconi, con diffida a interrompere l’applicazione della legge 204/2004 (non notificata a Bruxelles, come invece doveroso) che su ordine di Coldiretti prescriveva l’indicazione obbligatoria dell’origine delle materie prime di tutti gli ingredienti sulle etichette di tutti i prodotti alimentari. Tale legge, e il decreto legge che la precedette, furono i primi segni del dominio di Coldiretti sulla politica agroalimentare in Italia

(3) Carne sintetica: bene stop Senato per 3 italiani su 4. Il Punto Coldiretti. https://tinyurl.com/5eckewdz 19.7.23

(4) Franco La Cecia. Il greenwashing della Coldiretti a braccetto con la destra italiana. https://www.micromega.net/il-greenwashing-della-coldiretti-a-braccetto-con-la-destra-italiana/amp/ Micromega. Giugno 2023

(5) V. paragrafo 1 nel precedente articolo ‘Coldiretti alla conquista del settore bio. #VanghePulite

(6) Dario Dongo. Sovranità alimentare in Italia, l’ABC. Riflessioni e proposte al nuovo ministro. GIFT (Great Italian Food Trade). 28.10.22

(7) Dario Dongo. Italia, agricoltura cellulare vietata per legge? Disegno di legge incostituzionale. GIFT (Great Italian Food Trade). 2.4.23

(8) Dario Dongo. Denominazione dell’alimento. GIFT (Great Italian Food Trade). 21.8.17

(9) Dario Dongo. ‘Carne vegana’, meat sounding. Grande spettacolo al Parlamento europeo. GIFT (Great Italian Food Trade). 23.10.20

(10) Dario Dongo. Pubblica amministrazione, fedeltà allo Stato o a Coldiretti? #VanghePulite. GIFT (Great Italian Food Trade). 27.6.21

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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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