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Free from, a quota 13%

Free from, a quota 13%

I cibi free from sono a quota 13% delle referenze a scaffale. Senza glutine e senza lattosio in cima alla lista

La passione degli italiani per gli alimenti free from continua a crescere. Con un lieve rallentamento della corsa, nell’ultimo anno, che ha comunque segnato un passo avanti dell’1,2%.

Senza glutine e senza lattosio sono i due claim free from più apprezzati dai consumatori. Secondo l’Osservatorio Immagino, di GS1 Italy e Nielsen, ben 13 prodotti su 100 venduti al supermercato rientrano in una di queste due categorie. (1)

Gli alimenti senza glutine e senza lattosio a scaffale sono oltre 4.500 e valgono un fatturato, nella sola GDO (Grande distribuzione organizzata), che si aggira attorno ai 3 miliardi di euro.

Il ‘senza glutine’ è il segmento più solido nell’area free from. A valore occupa una quota del 12,4%, dieci volte più grande di quella degli alimenti per celiaci certificati con la spiga barrata, il logo dell’AIC, Associazione italiana celiachia. Ma questi ultimi crescono più velocemente, al ritmo del 5,7% contro lo 0,2% degli altri.

Il ‘senza lattosio’ esprime invece il free from più dinamico, con una crescita del 13,8% nel 2016. L’offerta è meno ampia del segmento gluten free, e una volta su tre l’acquisto è oggetto di promozione.

I consumatori con reddito medio sono i maggiori acquirenti di prodotti senza glutine e senza lattosio. I nuclei familiari che scelgono il gluten free hanno al loro interno bambini e ragazzi di età inferiore ai 17 anni. Mentre in quelli votati all’offerta senza lattosio la persona incaricata di fare la spesa ha tra i 35 e i 54 anni.

Rimane da chiedersi, a fronte di tali dati, se le condizioni di salute degli italiani siano così rapidamente peggiorate da aver condotto in pochi anni il 13% di un popolo cresciuto a pasta e pane, latte e cacio a svilupparne l’intolleranza. (2) Si direbbe piuttosto che la mano visibile del mercato abbia creato falsi bisogni, a riconferma delle teorie di Marcuse.  Con visibile impatto sulla ‘battuta di cassa’ e buona pace della tradizionale dieta mediterranea.

Note

(1) Complessivamente le due categorie di alimenti dedicati a persone con intolleranze alimentari rappresentano il 12,8% (13,7% a valore) dell’offerta alimentare nei supermercati, escluse acqua e bevande alcoliche.

(2) I dati epidemiologici non sono così drammatici, la celiachia interessa l’1% della popolazione con picchi del 2% in poche regioni