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Export in Russia, l’Europa paga il conto dell’embargo

Export in Russia, l’Europa paga il conto dell’embargo

Export in Russia, l’Europa paga il conto dell’embargo. Ovvia conseguenza del recente rinnovo delle assurde sanzioni che gli USA, per il tramite dei suoi vassalli in UE, hanno imposto alla Russia.

Il Consiglio europeo ha deciso all’unanimità, il 22.6.17, di prorogare per ulteriori sei mesi – fino al 31.1.18 – una serie di sanzioni economiche nei confronti della Russia. Sanzioni che riguardano i settori finanziari, dell’energia e della difesa. Oltre alle tecnologie c.d. dual use.

Il governo di Mosca ha risposto rinnovando a sua volta per un anno, fino al 31.12.18, un embargo che colpisce l’export di diverse categorie di alimenti europei. Come le carni – anche lavorate – e i prodotti ittici, nonché l’ortofrutta. Per la difesa degli interessi nazionali e il sostegno delle produzioni locali nei settori coinvolti.

La Commissione europea frattanto ha stanziato altri 70 milioni di aiuti supplementari per i frutticoltori dei 12 Paesi Ue maggiormente colpiti dall’embargo. Nel misero tentativo di rimediare al disastro causato alla filiera agroalimentare europea.

Il rinnovo delle sanzioni imposte dalla NATO a partire dal 2014 pare ineluttabile, in assenza di evoluzioni sulla situazione a Est dell’Ucraina. Sebbene gli accordi di Minsk del 2015 risultino in tutta evidenza inidonei a sbloccare il confronto tra Kiev e i territori con identità pro-russa dominante. (1)

export russia internaI politicanti europei paiono avere dimenticato il ruolo cruciale storico della Russia, nella liberazione dall’assedio nazista. E quello attuale, nella liberazione della Siria dai taglia-gole dello Stato islamico purtroppo armati dall’alleanza atlantica col contributo di Arabia Saudita e vicini.

La filiera agroalimentare italiana intanto lamenta il difetto di rappresentanza e l’assurdità delle sanzioni prorogate nei confronti del suo grande alleato di sempre. Secondo le organizzazioni di categoria, la rinnovata guerra fredda ha già causato al Made in Italy una perdita di oltre 10 miliardi di euro. A seguito del drastico calo delle esportazioni nella prima economia del continente europeo.

Si aggiunge l’ulteriore danno – stimato in più di un miliardo di euro – alla reputazione del Made in Italy in Russia. Laddove, a fronte dell’indisponibilità dei prodotti italiani autentici che tale mercato continua a richiedere, è inevitabile la proliferazione di merci contraffatte.

In attesa di nuove elezioni, in Italia e in Europa, attendiamo fiduciosi la presa di posizioni congrue alla storia e all’attualità dello scenario geopolitico. E di quello economico.

Dario Dongo

Note

(1) Francia e Germania confidano in un nuovo negoziato, che le vedrebbe coinvolte come protagonisti del c.d. ‘quartetto di Normandia’, al fianco del leader russo e dell’asserito corrispondente ucraino. Si attende peraltro il primo vis-à-vis tra Vladimir Putin e Donald Trump, previsto al G20 di Amburgo il 7-8 luglio 2017

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