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Cosa mangiano gli italiani, la TAC dell’Osservatorio Immagino

Cosa mangiano gli italiani, la TAC dell’Osservatorio Immagino

Le tendenze dei consumi alimentari degli italiani vengono radiografate nella nona edizione dell’Osservatorio Immagino 1/2021 di GS1 Italy e Nielsen. Il rapporto descrive gli andamenti di oltre 120.000 referenze distribuite nei supermercati e ipermercati italiani nel 2020.

Osservatorio Immagino, il trend sostenibile dei consumi

Dal benessere animale all’impatto ambientale e sociale delle produzioni alimentari, il richiamo alla sostenibilità è il tema dominante sulle etichette dei prodotti in etichetta. I consumatori lo cercano e gli operatori di industria e distribuzione rispondono. (1)

I richiami alla ‘sostenibilità’ sono presenti sulle etichette del 22% dei prodotti monitorati dall’Osservatorio Immagino nel 2020. E a questi claim, come vedremo, viene attribuito un incremento di fatturato pari al 7,6%, per un valore complessivo di 10 miliardi di euro.

Senza antibiotici‘, vendite raddoppiate in due anni

free from rappresentano il 25% delle vendite del paniere alimentare Immagino. Con una crescita verticale dei prodotti di origine animale ‘senza antibiotici‘, le cui vendite sono raddoppiate in due anni  (+41,3% 2020 su 2019, +60% l’esercizio precedente). 153 referenze tra cui affettati, pollo, pesce surgelato, ma soprattutto uova.

Free from’ e ‘clean label

In ascesa, a seguire, i ‘senza polifosati‘ (+12,6%), ‘senza glutammato‘ e ‘non fritto‘ (entrambi +10,5%), ‘senza aspartame‘ (+10%) e ‘senza additivi’ (+7,9%). I consumatori confermano maggiore attenzione verso la salute e le c.d. clean label. Così:

– ‘senza conservanti è presente sul 5,8% dei prodotti, con una quota di vendite del 9,2%,

– ‘senza olio di palma, già campione di settore, continua ad affermarsi (+2,3% le vendite). Soprattutto su prodotti di pasticceria, avicunicoli di quarta lavorazione, pane a lunga conservazione e panini.

– ‘senza coloranti, +2% di vendite, è ricercato in particolare su cereali per la prima colazione, pesce pronto surgelato, biscotti e bevande al gusto di frutta. A ragione, allorché si tratti di coloranti sintetici.

Gluten-free e ‘senza lattosio

Nel segmento dei free from dedicati alle persone con intolleranze alimentari continuano a svettare i due claim ‘senza glutine‘ e ‘senza lattosio‘, i cui prodotti superano i 4 miliardi di euro di vendite:

– ‘senza glutine‘ è su 8.363 referenze e registra il +5% nelle vendite. Crescono gli affettati, le preparazioni a base di carne bovina e la maionese. ‘Spiga barrata’, il gluten free certificato da AIC (Associazione Italiana Celiachia), a sua volta avanza con 3,9%,

– ‘senza lattosio‘ cresce ancor più, +6,7% le vendite. Affettati, würstel, bevande sostitutive del latte e latte fermentato/kefir i lactose-free in ascesa.

Rich in. Omega 3, proteine, fibre

Tra i claim ‘rich in – giro d’affari di 3,4 miliardi di euro nel 2020, +4,6% – brillano in particolare

– ‘Omega 3 (+10,1%) su salmone e pesce surgelato,

– ‘proteine‘ (+9,4%) su salumi affettati, yogurt greco, latte fermentato, fette biscottate e pesce al naturale surgelato,

– ‘fermenti lattici (+6%) su mozzarelle, latte fermentato/kefir, crescenze e yogurt.

rich in più solidi rimangono quelli relativi alle fibre. Con una quota del 3,7% sulle vendite totali del food, questo claim accresce le vendite del 4,3%, in modo marcato su fette biscottate arricchite, surgelati vegetali, zuppe e passate pronte, piatti pronti vegetali e crocchette.

Correlato alla buona presenza di fibre, il claim ‘integrale‘ continua ad aumentare le vendite, 3,1%, in particolare per cereali per la prima colazione, farine/miscele e biscotti.

Bene infine i claim che segnalano la presenza di iodio (+8%) su pesce surgelato, preparati avicunicoli e passata di pomodoro, e zinco (+3,5%), frutta secca con guscio, kefir e latte Uht. In calo il trend del claim ‘magnesio‘, legato al calo di vendite di frutta secca sgusciata, acque aromatizzate, snack dolci e merende (-2,3%).

Stili di vita a tavola. Il biologico supera tutti

Il biologico spicca tra i prodotti identitari, scelti perché coerenti a uno stile di vita. Il logo bio appare su quasi 8mila referenze – il 9,4% dei prodotti food rilevati da Immagino – e spinge le vendite del +2,9% annuo, ben oltre il 2,1% del 2019.

Il ‘bio-bene-rifugio’, come emerge dallo speciale di Food, nel 2020 riguarda farine, uova, confetture, bevande sostitutive del latte e surgelati vegetali. L’Osservatorio Immagino non considera oltretutto i canali diversi dalla GDO, come i negozi specializzati e le consegne dirette, che pure hanno segnato una crescita significativa.

Vegetariani e vegani a loro volta aumentano le vendite, rispettivamente +10,4% e +9,5%. E lo stesso richiamo Veg riscuote un vivace gradimento (+8,7%). Gli alimenti conformi ai dettami kosher (religione ebraica) e halal (Islam), infine, registrano incrementi pari a +7,3 e +5%.

Fairtrade, tricolore

Il riferimento a certificazioni e logo, su base volontaria, è un fenomeno in costante e rapida evoluzione. Gli operatori provano anche così a esprimere il valore aggiunto dei prodotti:

– Fairtrade, la certificazione del commercio equo e solidale, è presente su 236 referenze e spinge una crescita del 10,1%. Vittoria assoluta per le banane equosolidali e biologiche, libere dai pesticidi che invece penetrano la buccia dei frutti convenzionali,

Friend of the Sea è presente su 516 referenze e funge da volano alle vendite di tonno in scatola e altre conserve ittiche (+6,1%),

– il tricolore italiano prosegue la scalata a scaffale, +6% il fatturato sulle vendite alimentari,

Anche la CSR (Corporate Social Responsibility) sventolata in etichetta sfiora i 4,2 miliardi di euro (+5,3%), sebbene spesso si tratti di mero greenwashing.

Ingredienti di appeal salutistico, il caso avocado

La vendita di alimenti considerati benefici o contenenti ingredienti con tale nomea rallenta complessivamente con un incremento di appena lo 0,9%, contro il 2,7 del 2019. A trainare il comparto sono i semi (+10,9%) – con un’impennata per sesamo (+32,5%) la e zucca (+14,4%). In calo invece la canapa (-6,4%).

In positivo anche i superfrutti (+2,1%). Qui continua la strabiliante performance dell’avocado, +67,4% dopo il 92,9% del 2019, che conta 41 referenze tra il frutto tal quale e le preparazioni (salse e sughi) che ne contengono. Un trend estremamente positivo, tanto da far confluire il frutto nel paniere Istat nel 2018, che speriamo suggerisca un incremento delle produzioni nostrane, in Calabria e Sicilia.

Mandorle superstar, meglio se italiane

Più solido il successo delle mandorle, che in questa categoria si confermano l’ingrediente benefico più diffuso (1.140 prodotti) e più efficace quale acceleratore delle vendite (+3,5%). Al proposito è utile ricordare la grande differenza tra le mandorle italiane e quelle importate, di cui abbiamo già riferito.

Ferme invece sono le farine multicereali, dopo la flessione dell’anno precedente  (-4,5%). Il merito della ripresa va all’avena (+5,4%) e la farina di mais (+14,9%). Tra le spezie, alla buona performance della cannella (+8%) si contrappongono i cali di curcuma (-6,1%) e zenzero (-5,1%).

Superfood. Microalghe alle stelle

La spirulina sbalordisce con le vendite al +20,7% su 25 referenze nel largo consumo, tra integratori alimentari e frullati. Si raccomanda al proposito di scegliere prodotti senza l’additivo biossido di silicio.

Le bacche di goji registrano invece la peggiore performance del 2020. -33%, forse anche a causa dei sospetti su possibili residui di pesticidi su derrate non bio in arrivo da lontano. In calo anche matcha (-10%) e acai (-16,2%).

Il metodo di lavorazione

La precisazione in etichetta del metodo di lavorazione dell’alimento riguarda in prevalenza l’olio extravergine di oliva ‘estratto a freddo.  È presente su 271 referenze e segna un progresso modesto nelle vendite, +0,7%.

Leader per presenza a scaffale è invece il claimtrafilato‘. Riguarda 1.009 prodottti, soprattutto pasta di semola trafilata al bronzo, protagonisti di una crescita del 10,5% annuo. Altro richiamo mirato per la pasta riguarda l’essiccazione, che spinge le vendite del +5,7%.

Molto dinamici i claim ‘non filtrato‘, che eleva del 25,2% le vendite delle birre soprattutto, e ‘affumicato‘ (+25,5%), citato su 76 referenze. E ancora, ‘lavorato a mano‘ (+9,8%), soprattutto per tonno e conserve di pesce, con l’eccezione dei gelati, che pur rimanendo in secondo piano guadagnano vendite del +30,7%.

Pesante battuta d’arresto, infine, per il claim ‘lievitazione naturale‘, con un calo del -13,4% in confronto al 2019. Sulla sorte delle 393 referenze che lo recano in etichetta ha inciso molto la riduzione d’uso di questo claim su pizze surgelate e merendine, oltre al calo di vendite dei prodotti da ricorrenza.

Marta Strinati 

Note

(1) La nona edizione dell’Osservatorio Immagino è disponibile qui. V. anche il precedente rapporto su Consumi alimentari. La fotografia dell’Osservatorio Immagino. GIFT (Great Italian Food Trade). 15.2.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/consumi-alimentari-la-fotografia-dell-osservatorio-immagino

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