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CETA, carne canadese da bovini nutriti con farine animali

CETA, carne canadese da bovini nutriti con farine animali

CETA. Non solo Ogm e clonazioni, ormoni di sintesi e farmaci veterinari vietati in Europa. Grazie all’accordo commerciale con il Canada, sbarcheranno in UE anche le carni bovine da capi nutriti con farine animali. Una notizia sconcertante, quella offerta dal quotidiano francese Le Monde, che è ‘curiosamente’ sfuggita alla stampa italiana di regime.

CETA, una politica cieca

Il CETA, già in vigore in via provvisoria, sarà definitivamente operativo quando gli Stati membri dell’Unione europea lo avranno ratificato. Il 23.7.19 la ‘Camera bassa’ francese ha dato il via libera, a esito di un vivace dibattito sulla prospettiva che l’applicazione del trattato possa rappresentare una minaccia per la salute dei consumatori europei. (1) Le condizioni d’ingresso in UE degli alimenti che provengono dal Canada – ovvero da altri Paesi, attraverso imprese basate in Canada – parevano essere chiare, considerato che l’accordo è stato siglato da ben 18 mesi. Il dibattito francese ha tuttavia rivelato alcuni aspetti finora passati ‘sottotraccia’.

Il principio di precauzione – su cui si radica il diritto alimentare europeo – non viene richiamato in alcuna parte del trattato UE-Canada. In base a tale principio, qualora ‘a seguito di una valutazione delle informazioni disponibili, venga individuata la possibilità di effetti dannosi per la salute ma permanga una situazione d’incertezza sul piano scientifico’, devono venire adottate opportune misure di gestione del rischio, ‘per garantire il livello elevato di tutela della salute’. (2)

Al di là dell’Atlantico invero si applica un criterio concettualmente antitetico alla precauzione, noto con l’acronimo GRAS (Generally Recognized As Safe). Vale a dire che, a prescindere da sommarie analisi del rischio, si accetta l’immissione sul mercato e l’impiego di vari tipi di sostanze presumendone la sicurezza ‘salvo prova contraria’. Da ciò deriva un legal environment sicuramente favorevole agli operatori di filiera, i quali possono inseguire la produttività letteralmente ‘a ogni costo’. Come dimostrano, nella filiera vegetale, gli abusi di erbicidi (es. glifosato) e disseccanti su cereali e legumi (es. lenticchie) nella fase post-raccolta. E la deliberata immissione nell’ambiente di OGM, vecchi e nuovi, né tracciati né etichettati.

Canada, zootecnia da incubo e rischio BSE

La zootecnia d’oltreoceano, a sua volta, insegue la produttività facendo largo uso di ormoni della crescita, antibiotici e altri farmaci veterinari (es. anabolizzanti come i farmaci cortisonici e i ‘β-agonisti’, quali la ractopamina) che in Europa sono vietati da numerosi anni.

Le farine animali nei mangimi sono altresì ammesse, negli allevamenti canadesi, quali ingredienti dei mangimi per gli animali da reddito. Sebbene proibite da due decenni, in Europa, a seguito della loro identificazione quali vettori dell’encefalopatia spongiforme (BSE), nota in gergo come la malattia della ‘mucca pazza’. Una realtà occultata dai politicanti pro-CETA, fino alla vigilia del voto. Ma infine emersa e confermata dalle stesse autorità canadesi. (3)

È vero che ‘la farina di carne e ossa’, prodotta da carcasse di bovini non idonei al consumo, è effettivamente vietata all’importazione in Francia, a causa del rischio di trasmissione della malattia della mucca pazza. Ma esiste un altro tipo di farina, prodotta con pezzi non nobili di bovini sani, come peli, sangue o grasso, trattati a temperature elevate. Queste ‘proteine animali trasformate’ non presentano alcun rischio per la salute, ma sono ancora vietate nell’UE in nome del principio di ‘non-cannibalismo’ (un bue non dovrebbe mangiare residui di carne bovina). Tuttavia, sono ampiamente utilizzati dagli agricoltori canadesi e i due regolamenti europei che stabiliscono le regole per l’importazione di carne bovina non vi fanno riferimento‘. (Le Monde. V. nota 4)

L’antibiotico-resistenza (Anti-Microbial Resistance, AMR) è un’emergenza globale, come evidenziato dall’OMS nel rapporto 29.4.19 ‘Non c’è tempo da perdere’. L’Europa ha riformato la disciplina dei trattamenti veterinari, al preciso scopo di affrontare con efficacia questo grave problema che viene però ignorato dalle autorità e gli allevatori canadesi. I quali fanno uso sistematico di antibiotici vietati in Europa da 20 anni per stimolare artificialmente la crescita degli animali da reddito.

Le minacce del CETA al diritto europeo

Proprio il principio di precauzione è bersaglio di un reclamo presentato all’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) da Canada e altri 15 Stati contro l’Europa, accusata di decretare limitazioni a sostanze impiegate nelle loro filiere agroalimentari senza fornire prove scientifiche della loro pericolosità. (5) Ed è solo un assaggio delle prove di forza che costringeranno il legislatore comunitario, prima o poi, ad abbassare la guardia.

La Corte di Giustizia UE, il 30.4.19, ha riconosciuto il potere della clausola trita-norme (Investment Court System, alias Investor-State Dispute Settlement, ISDS) prevista dal CETA, mediante la quale i privati potranno contestare le regole vigenti in UE e pretendere il risarcimento dei danni per l’ostacolo ai loro business. E le lobby canadesi hanno già mostrato i denti anche contro l’Italia, per avere previsto l’indicazione d’origine del grano (6) – che gli italiani preferiscono Made in Italy – e resistere al glifosate.

Marta Strinati e Dario Dongo

Note

(1) La ratifica del CETA è passata alla Camera bassa in Francia con 265 voti a favore, 211 contrari e 77 astenuti. Contrari il centrosinistra e la sinistra radicale, ma anche una parte dei deputati di En Marche, il partito del presidente Emmanuel Macron (9 contro, 52 astenuti)

(2) V. reg. CE 178/02, c.d. General Food Law, articoli 6 (Analisi del rischio) e 7 (Principio di precauzione)

(3) V. Agri 72, ‘Ceta: le Canada autorise certaines protéines de ruminants pour nourrir les ruminants‘ su https://www.agri72.fr/ceta-le-canada-autorise-certaines-proteines-de-ruminants-pour-nourrir-les-ruminants-actualite-numero-6700.php

(4) V. ‘CETA: farines animales, antibiotiques… la confusion du gouvernement sur les conséquences en France‘, Le Monde, 15.7.19 https://www.lemonde.fr/les-decodeurs/article/2019/07/15/farines-animales-antibiotiques-la-grande-confusion-de-la-majorite-sur-le-ceta_5489659_4355770.html

(5) I firmatari della comunicazione inviata all’OMC il 4.7.19 sono Australia, Brasile, Canada, Colombia, Costa Rica, Repubblica Dominicana, Ecuador, Guatemala, Honduras, Malaysia, Nicaragua, Panama, Paraguay, Peru, Stati Uniti e Uruguay. V. ALLEGATO

(6) Il decreto interministeriale sull’origine del grano e della semola sulle etichette della pasta è peraltro illegittimo e inapplicabile, benché applicato su base volontaria dalla quasi totalità degli operatori. Si veda l’articolo https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/sede-dello-stabilimento-in-etichetta-controlli-a-rischio

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