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Biodiversità in crisi, rapporto FAO

Biodiversità in crisi, rapporto FAO

Il primo rapporto FAO ‘The State of the world’s Biodiversity for Food and Agriculture’ offre nuovi spunti su biodiversità e sicurezza degli approvvigionamenti alimentari (c.d. ‘food security’). (1)

La biodiversità che sta alla base dei nostri sistemi alimentari sta scomparendo, mettendo a rischio il futuro dei nostri alimenti, dei mezzi di sussistenza, della salute umana e dell’ambiente’ (FAO).

La biodiversità è dunque una risorsa cruciale per garantire cibo sano, sicuro e nutriente nelle quantità appropriate alle popolazioni del mondo. (2) In uno scenario, delineato nel rapporto ONUThe State of the World in 2050, che già mostra tensioni crescenti a causa di diversi fattori. Cambiamento climatico e inquinamento, incremento demografico e urbanizzazione accelerata, eccedenze e sprechi, sovra-sfruttamento delle risorse naturali stanno mettendo a rischio la sopravvivenza di piante e animali che alimentano le filiere i sistemi alimentari.

Biodiversità, una perdita continua

La perdita di biodiversità è espressa, nella sua gravità, dai seguenti numeri:

– oltre 6 mila specie vegetali sono tuttora coltivate per produrre cibo, ma

– meno di 200 piante contribuiscono in modo sostanziale alla produzione alimentare (mondiale, nazionale e regionale), mentre

– il 66% della produzione agricola globale si basa su sole 9 specie di piante.

Le produzioni animali globali si basano su una quarantina di specie eppure carne, latte e uova provengono in prevalenza solo da un loro ristretto gruppo, mentre il 26% delle razze locali di bestiame è a rischio estinzione. Quasi un terzo degli stock ittici è sovra-sfruttato, il 60% ha raggiunto e/o superato il limite di non-ritorno.

Sono a rischio le produzioni locali autoctone e molte genetiche che contribuiscono agli ecosistemi vitali per l’alimentazione e l’agricoltura. Vale a dire quella ‘biodiversità associata’ che comprende tutte le piante, gli animali e gli organismi (insetti, pipistrelli, coralli, funghi, batteri) che contribuiscono alla fertilità dei terreni, impollinano le piante, purificano aria e acqua, contribuiscono a combattere i parassiti.

Il 24% di circa 4 mila specie di alimenti selvatici sta scomparendo e con essi le loro memorie, conoscenze e tradizioni. Sono in pericolo api, farfalle, pipistrelli. Habitat naturali come foreste, mangrovie, barriere coralline e zone umide sono in declino.

Climate change, il primo imputato

La biodiversità rende i sistemi di produzione e i mezzi di sussistenza più resilienti agli shock e agli stress, compresi quelli causati dai cambiamenti climatici. È una risorsa chiave negli sforzi per aumentare la produzione alimentare limitando gli impatti negativi sull’ambiente’ (rapporto FAO).

Le pratiche agricole intensive imposte dai mercati, viceversa, contribuiscono al climate change a causa dell’impiego massiccio di pesticidi e fertilizzanti di sintesi, nonché del sovra-sfruttamento dei suoli e dell’acqua, a discapito degli habitat naturali e della biodiversità associata. Indebolendo così, paradossalmente, l’intero sistema di produzione agricola e alimentare.

I fenomeni antropici che devastano l’ecosistema hanno declinazioni peculiari, secondo il rapporto FAO, nei vari continenti:

– l’Africa è afflitta in particolare da sovrasfruttamento, caccia e bracconaggio,

– l’Asia è devastata dalle deforestazioni,

– Europa e Asia centrale subiscono gli effetti negativi di deforestazione e intensificazione delle produzioni agricole, deforestazioni e impatto di parassiti,

– America Latina e Caraibi soffrono malattie e specie invasive. Il cambiamento climatico prevale sulla biodiversità associata soprattutto in Africa, America Latina e Medio Oriente.

Food security’ a rischio

La biodiversità è fondamentale per la salvaguardia della sicurezza alimentare globale, è alla base di diete sane e nutrienti e rafforza i mezzi di sussistenza rurali e la capacità di resilienza delle persone e delle comunità’, afferma José Graziano da Silva, Direttore Generale della FAO. ‘Dobbiamo usare la biodiversità in modo sostenibile, in modo da rispondere meglio alle crescenti sfide del cambiamento climatico e produrre cibo senza danneggiare il nostro ambiente’.

Meno biodiversità significa esporre piante e animali a maggiore vulnerabilità a parassiti e malattie. Elemento, che insieme alla nostra dipendenza da un numero sempre minore di specie per nutrirci, sta mettendo la nostra già fragile sicurezza alimentare sull’orlo del collasso’.

La notizia positiva è rappresentata dalla crescente consapevolezza del problema da parte degli Stati che aderiscono alla FAO. L’80% dei 91 Paesi che hanno fornito informazioni per il rapporto riferiscono invero di avere intrapreso percorsi orientati verso pratiche favorevoli alla biodiversità quali l’agricoltura biologica, la gestione sostenibile del suolo, l’agro-ecologia, l’approccio più sostenibile alla pesca. A parole, almeno.

Sviluppo sostenibile, lItalia è ancora indietro

La crisi ecologica e sociale in atto viene segnalata da ogni agenzia internazionale, oltreché dalle autorità deputate alla valutazione dei rischi legati a desertificazione dei suoli e depauperamento delle risorse naturali. Il sistema è vicino al collasso e la pur crescente diffusione dell’agricoltura biologica, anche in Europa e in Italia, non è sufficiente a compensare i danni all’ambiente causati dall’agricoltura convenzionale.

L’Italia – al pari degli altri Paesi membri delle Nazioni Unite – ha assunto i propri impegni per raggiungere i ‘Sustainable Development Goals’ (SDGs) previsti in Agenda 2030, i quali comprendono misure a tutela della biodiversità. L’analisi delle misure previste dalla legge di bilancio 2019, condotta dall’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (Asvis), mostra tuttavia segnali di peggioramento proprio sugli obiettivi di sviluppo che riguardano alimentazione e agricoltura sostenibile. (3)

– Obiettivo 2, mettere fine alla fame. Raggiungere cioè la ‘food security’ (sicurezza degli approvvigionamenti alimentari), migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile, nel rispetto degli ecosistemi,

– Obiettivo 15, Vita sulla terra. Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre. Gestire boschi e foreste all’insegna della sostenibilità, contrastare la desertificazione, arrestare e fare retrocedere il degrado del terreno e fermare la perdita di diversità ecologica.

I soli finanziamenti previsti sono quelli da destinati al reimpianto degli ulivi eradicati con la giustificazione (ampiamente dibattuta) del batterio Xylella fastidiosa. Segnalandosi invece ‘l’assenza di altri interventi diretti alla tutela della biodiversità’. Asvis puntualizza che ‘per il Goal 15 la Legge di Bilancio non prevede alcuna misura specifica atta a recuperare i ritardi accumulati nel tempo relativi alla Strategia nazionale per la biodiversità adottata nel 2010, gli impegni assunti in sede internazionale con la Convezione sulla diversità biologica (CBD) e il piano decennale 2011-2020 (e i relativi target adottati con la COP 10 di Aichi), fondamentali anche per raggiungere diversi dei target del Goal 15 con scadenza prossima al 2020’.

Le istituzioni hanno molto da fare al di là degli impegni a parole, a livello internazionale che nazionale. E così i ConsumAttori, i veri padroni della filiera che, come evidenzia la stessa FAO, ‘possono optare per prodotti coltivati in modo sostenibileacquistare dai mercati degli agricoltori o boicottare cibi considerati insostenibili’.

Sabrina Bergamini

Note

(1) Fao, The State of the World’s Biodiversity for Food and Agriculture

(2) La malnutrizione, a livello planetario, continua ad aggravarsi su entrambi i fronti della denutrizione e della sovralimentazione. Si vedano i precedenti articoli https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/sistema-alimentare-sano-per-superare-la-malnutrizione (2013), https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/editoriale-expo-2015-milano-e-il-ruolo-cruciale-dei-consumattori (2015), https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/fame-e-denutrizione-il-mondo-alla-rovescia (2018), https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/malnutrizione-infantile-c-era-una-volta-la-cena (2019)

(3) Asvis, analisi ‘La legge di Bilancio 2019 e lo sviluppo sostenibile’, su http://asvis.it/public/asvis/files/ASviS_Commento_Legge_di_Bilancio_270219_1_.pdf

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