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Accordo di libero scambio tra UE e Colombia, Perù, Ecuador. Consultazione pubblica a Bruxelles

Accordo di libero scambio tra UE e Colombia, Perù, Ecuador. Consultazione pubblica a Bruxelles

La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica sull’accordo di libero scambio tra UE e Colombia, Perù, Ecuador. L’accordo è già applicato in via provvisoria con il Perù dall’1.3.13, la Colombia dall’1.8.13, l’Ecuador dall’1.1.17. (1)

Le parti sociali interessate – cittadini, associazioni e altri enti pubblici e privati – possono esprimere i propri commenti, entro l’8.4.21, sulla pagina web dedicata. Alcuni spunti di riflessione, a seguire.

Comunità Andina – UE, accesso preferenziale

La Comunità Andina è un blocco di integrazione interregionale costituito da Colombia, Perù, Ecuador e Bolivia. Fino al 2012 questi Paesi avevano goduto dei benefici di un accesso preferenziale unilaterale al mercato UE, nell’ambito del Generalised Scheme of Preference Plus (GSP+).

La riforma imposta dalla Banca Mondiale al sistema preferenziale non avrebbe però consentito a Colombia, Perù ed Ecuador di mantenere l’accesso preferenziale al mercato UE. I tre Paesi avevano perciò avviato le trattative per un nuovo accordo con l’Unione Europea, raggiunto nel 2010 dopo nove cicli di negoziati.

Il nuovo accordo UE – Colombia, Perù, Ecuador

L’accordo concluso tra UE e Colombia, Perù, Ecuador è uno dei primi Free Trade Agreement (FTA) ‘di nuova generazione’. In quanto teso a facilitare l’apertura dei mercati dei Paesi coinvolti attraverso la promozione di uno sviluppo sostenibile che aumenti la stabilità e la prevedibilità del contesto commerciale e degli investimenti.

Il trattato va dunque al di là della liberalizzazione degli scambi di beni e servizi, tipico oggetto dei Free Trade Agreement. Per estendersi ai settori degli investimenti, gli appalti pubblici, la concorrenza, i diritti di proprietà intellettuale. Oltre alle questioni relative al commercio e lo sviluppo sostenibile, di cui a seguire.

Trade and Sustainable Development (TSD)

La nuova strategia UE su commercio e sviluppo sostenibile (Trade and Sustainable Development, TSD) si esprime mediante l’introduzione di un apposito capitolo, nel testo dell’accordo, dedicato a diritti dei lavoratori, tutela dell’ambiente e società civile. Le Parti si impegnano a:

– promuovere e attuare le norme a tutela dei lavoratori stabilite nelle convenzioni internazionali (ILO, International Labour Organization, ONU). Con preciso riferimento ai diritti sindacali (libertà di associazione, diritto alla contrattazione collettiva), l’eliminazione di ogni forma di lavoro forzato o obbligatorio, l’effettiva abolizione del lavoro minorile e delle discriminazioni, (2)

– riconoscere il valore degli accordi internazionali a tutela dell’ambiente, quale risposta della comunità internazionale a problemi e stress ambientali globali e regionali. (3) Nella prospettiva di rafforzare il sostegno reciproco tra commercio e ambiente.

Sostenibilità à la carte

La sostenibilità – a cui è dedicato il Titolo IX dell’accordo – è peraltro priva di sanzioni. Vale a dire che gli ecocidi e gli abusi sui diritti dei lavoratori non valgono a interrompere i vantaggi commerciali di chi ne sia responsabile o ne tragga comunque beneficio. Poiché gli impegni sulla carta sono esclusi sia dalle clausole risolutive del trattato, sia dalla procedura di risoluzione delle controversie.

La violazione delle norme internazionali a tutela di lavoro o ambiente è solo soggetta a una fiacca ‘procedura alternativa di risoluzione delle controversie’, articolata in tre fasi. Consultazioni governativa con possibile convocazione del ‘Sottocomitato per il commercio e lo sviluppo sostenibile’. In caso di insuccesso, un ‘gruppo di (tre) esperti’ presenta una relazione con raccomandazioni non vincolanti.

Rapina delle terre, olio di palma

‘Particolarmente preoccupante è la forte crescita delle esportazioni colombiane di olio di palma, che è raddoppiata negli ultimi quattro anni. La Colombia esporta il 52% del suo olio di palma nell’UE; gli acquirenti più importanti sono i Paesi Bassi, seguiti dalla Spagna.

Ma in Colombia, la coltivazione della palma da olio è altrettanto conflittuale quanto l’estrazione del carbone. Questa coltivazione è responsabile di numerose controversie con contadini e popolazioni indigene, che hanno dovuto cedere il passo all’espansione delle piantagioni di palme.’ (4)

Land grabbing, deforestazioni, lavoro minorile

La Colombia ha raggiunto in pochi anni il primato per la produzione di olio di palma nel continente americano, grazie a conflitti e rapine sulle terre (land grabbing) ampiamente documentate dagli osservatori internazionali. (5) Il Perù, nella sua area amazzonica, vive a sua volta rapine delle terre e deforestazioni a causa delle monocolture intensive di palma da olio. (6)

Le condizioni dei lavoratori nella Comunità Andina risultano lontane dagli standard dei diritti di base proclamati nelle convenzioni internazionali. Soprattutto in Colombia, ove continuano a registrarsi violenze (anche) contro i leader sindacali. E in Perù, ove lavoro minorile e lavoro nero risultano radicati, le libertà di associazione e contrattazione collettiva pressoché sconosciute (soprattutto nei settori tessile e dell’agricoltura). (4)

Diritti umani

L’esecutivo di Bruxelles aveva indicato nel 2012 che una ‘clausola rigorosa sui diritti umani’ sarebbe stata integrata da ‘garanzie adeguate’ volte ad assicurare il rispetto delle norme internazionali sul lavoro. Una risoluzione del Parlamento europeo, lo stesso anno, aveva affermato che il trattato tra UE e Colombia, Perù, Ecuador contiene ‘disposizioni complete e vincolanti (…) che garantiscono la protezione dei diritti umani’. (7)

La situazione è particolarmente grave in Colombia, ove a cinque anni dall’accordo di pace con le FARC (Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane) prosegue indisturbato il massacro – ad opera di milizie para-militari – di difensori dei diritti umani, 120 uccisi nel solo 2020. Oltre a sindacalisti, funzionari pubblici, ex-guerriglieri impegnati nei programmi di reinserimento sociale. (8)

Conclusioni e condizioni

La valutazione dell’Accordo di libero scambio tra UE e Colombia, Perù, Ecuador non può prescindere da una verifica approfondita e indipendente dell’effettivo rispetto dei diritti umani fondamentali e dell’ambiente. Tali garanzie costituiscono premessa e condizione del trattato stesso e risultano del tutto assenti, in particolare, nel caso della Colombia. (9)

Il Parlamento europeo, con risoluzione 22.10.20 su deforestazioni e biodiversità, ha sollecitato la Commissione a introdurre il divieto di importare materie prime e prodotti che derivino da filiere irrispettose degli ecosistemi. (10) In attesa di questo doveroso atto di giustizia ambientale, che la Commissione Von der Leyen ha a sua volta promesso nella strategia UE Farm to Fork, si metta subito fine all’importazione dalla Colombia di olio di palma e altre derrate in regime di favore.

Dario Dongo

Note

(1) Protocollo di adesione dell’accordo commerciale tra l’Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Colombia e il Perù, dall’altra, per tener conto dell’adesione dell’Ecuador, https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A22016A1224%2801%29

(2) Dario Dongo. Convenzione ONU per i diritti dell’infanzia, 30 anni senza soluzioni. Égalité. 17.11.19, https://www.egalite.org/convenzione-onu-per-i-diritti-dellinfanzia-30-anni-senza-soluzione/

(3) Dario Dongo. Biodiversità ed emergenza climatica, il filo comune. GIFT (Great Italian Food Trade). 13.3.20, https://www.egalite.org/biodiversita-ed-emergenza-climatica-il-filo-comune/

(4) Commission Justice et Paix (ONG, Belgio). Thomas Fritz (2018). Cinco Años del Tratado de Libre Comercio de la Unión Europea con Colombia y Perú. Valores Europeos puestos a Prueba. blob: https://ec.europa.eu/43f5110d-e90f-41e6-8ba1-042faddaa867

(5) Dario Dongo. Colombia, olio di palma e conflitti. GIFT (Great Italian Food Trade). 2.8.17, https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/colombia-olio-di-palma-e-conflitti

(6) Dario Dongo. Olio di palma in Perù. GIFT (Great Italian Food Trade). 17.8.17, https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/olio-di-palma-in-perù

(7) Parlamento europeo. Risoluzione 13.6.12 sull’accordo commerciale tra l’Unione europea e la Colombia e il Perù (2012/2628(RSP)). https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-7-2012-0249_IT.html

(8) OHCHR. Bachelet urges Colombia to improve protection amid heightened violence in remote areas. 15.12.20, https://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=26608&LangID=E

(9) Le ingiustificate condizioni di favore riconosciute alla Colombia nell’accesso al mercato UE, oltretutto, discriminano la gran parte dei 79 Paesi ACP http://www.acp.int/content/secretariat-acp (African, Caribbean and Pacific Group of States). I quali a loro volta esportano materie prime agricole in UE, a regimi daziari più gravosi

(10) Parlamento europeo. Risoluzione 22.10.20 recante raccomandazioni alla Commissione concernenti un quadro giuridico UE per fermare e invertire la deforestazione globale imputabile all’UE (2020/2006(INL)). https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2020-0285_IT.html