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Rum agricolo 100% siciliano. Un antico gioiello rinato ad Avola

Rum agricolo 100% siciliano. Un antico gioiello rinato ad Avola

Il rum agricolo 100% siciliano è un antico gioiello del patrimonio agroalimentare italiano che rinasce ad Avola, dove veniva prodotto nei secoli XVIII e XIX. Dopo mille anni di coltivazioni di canna da zucchero in Sicilia.

Rum agricolo 100% siciliano, 300 anni di storia

La rinascita del rum agricolo 100% siciliano è merito dall’intuizione e l’iniziativa di Corrado Bellia. Il vivace direttore del Consorzio Mandorla d’Avola, molto attivo tra l’altro nella battaglia alle contraffazioni e le frodi sulla frutta secca con guscio.

‘È un’idea nata alcuni anni fa, quando ritrovai le testimonianze storiche che ad Avola era stato prodotto per oltre due secoli, già a partire dal 1700, un prelibatissimo rum’ (Corrado Bellia. Ron Currau, nomen ipsum, per gli amici).

Canna da zucchero in Sicilia, 1000 anni di coltivazioni

La canna da zucchero venne portata in Sicilia dagli Arabi nell’800 d.C. e coltivata nell’intera’isola fino al 1600, quando iniziò a scomparire per ragioni climatiche e di globalizzazione ante litteram. Gli spagnoli avevano infatti avviato, nel frattanto, enormi colture in America Centrale e Meridionale.

Le coltivazioni di Saccharum officinarum proseguirono soltanto ad Avola, nelle proprietà dei marchesi Pignatelli d’Aragona Cortes. E proprio lì – a partire dalla canna da zucchero – si produceva un rum agricolo ‘eccellente e che pagasi a caro prezzo’, come riferito da Gustavo Strafforello ne ‘La Patria – Geografia dell’Italia’ (1893).

Rum agricolo 100% siciliano, la rinascita

Corrado Bellia si è avvalso della collaborazione di Leonardo Pinto – uno dei massimi esperti del settore, nonché direttore di Show Rum (Italian Rum Festival) – per riattivare ad Avola la produzione di un rum di eccellenza, sul solco dell’antica tradizione.

Il lavoro è iniziato seguendo le indicazioni del botanico Giuseppe Bianca, che nel 1878 aveva descritto il ruolo della canna da zucchero (cannamele) in una città, Avola, già celebre per le mandorle e la produzione di vino.

Avola Rum’, il rum agricolo 100% made in Sicily

Dopo tre anni dedicati a coltivare canna da zucchero in aree vocate e sperimentare i vari distillati, a inizio primavera 2021 ha avuto inizio la produzione della prima annata di rum agricolo 100% siciliano del Terzo Millennio. Raccolta, spremitura, fermentazione e infine la distillazione, presso l’artigiana Distilleria Giovi.

‘Avola Rum’ rinasce così, vibrante come la sua terra, con una gradazione di 52 gradi. Realizzato con il metodo agricolo, ‘è un rum che non ha niente da invidiare a quelli dei Caraibi o delle Filippine, collocandosi nella fascia di alta gamma e una produzione annuale limitata’, spiega Bellia.

Rum agricolo e rum industriale, quali differenze?

Le differenze tra rum agricolo e rum industriale sono significative, poiché riguardano materie prime e processi:

– il rum agricolo viene prodotto mediante fermentazione del solo succo fresco ottenuto dalla pressatura e sfibratura meccanica della canna da zucchero. Questo metodo di produzione, originario delle Antille Francesi (Martinica in particolare), viene tuttora utilizzato nei Caraibi e in America Centrale – oltreché ad Avola – per ottenere distillati più aromatici, fruttati e profumati. Con un’identità spiccata, che gli esperti sanno distinguere per territori e annate,

– il rum industriale (o commerciale) deriva invece dalla distillazione della melassa, a sua volta estratta dalla canna da zucchero. L’utilizzo di una materia prima semilavorata con processi industriali, in luogo del succo naturale della pianta, riduce drasticamente le frazioni aromatiche caratteristiche della pianta e il suo terroir. E i successivi ‘trucchi’, in distillazione e maturazione, servono a omologare il sapore di ogni brand, nelle diverse linee di invecchiamento (e prezzo).

Lunga vita alla tradizione eco-agricola di Sicilia!

Marta Strinati e Dario Dongo 

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