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Polpa essiccata di bacche di caffè per infusi e bevande, via libera in UE

Il regolamento (UE) 2022/47 autorizza l’immissione sul mercato interno della polpa essiccata di bacche di caffè (specie Coffea arabica L. e/o Coffea canephora Pierre ex A. Froehner) per infusi e bevande, quale alimento tradizionale di Paesi terzi, ai sensi del reg. UE 2015/2283 sui novel food. (1)

Polpa essiccata di bacche di caffè, alimenti tradizionali da Paesi terzi

Société de Produits Nestlé SA e Luigi Lavazza SpA hanno notificato alla Commissione l’intenzione di immettere in UE polpa essiccata di bacche di caffè (o cascara) delle specie Coffea arabica L.Coffea canephora Pierre ex A. Froehner e il suo infuso, come ingredienti per infusi e bevande aromatizzate destinati alla popolazione in generale.

I dati presentati dai richiedenti dimostrano che l’uso della polpa essiccata di bacche delle specie citate e del suo infuso è storicamente comprovato nello Yemen, in Etiopia e in Bolivia, in linea con quanto prescritto dal reg. UE 2015/2283 (art. 14). Gli Stati membri non hanno presentato obiezioni motivate entro i 4 mesi successivi alle notifiche ricevute (art. 15).

Relazioni EFSA e condizioni d’impiego

EFSA ha pubblicato due relazioni tecniche, concludendo che i dati disponibili sulla composizione e l’uso storico non destano preoccupazioni in materia di sicurezza. Il nuovo alimento è denominato ‘polpa di bacche di caffè’ e/o ‘cascara (polpa di bacche di caffè)’ e/o ‘infuso di polpa di bacche di caffè’ e/o ‘infuso secco di polpa di bacche di caffè’.

Le condizioni d’impiego ammesse sono tre:

– bacche di caffè delle specie Coffea arabica L. e/o Coffea canephora Pierre ex A.Froehner per la preparazione di infusi,

– ‘caffè, estratti di caffè e cicoria, caffè solubile, tè, infusi di erbe e frutta, succedanei del caffè, miscele di caffè e miscele solubili per bevande calde (e loro controparti aromatizzate)’,

– bevande analcoliche pronte da bere, aromatizzate e non.

Istruzioni per l’uso e avvertenze

Istruzioni per l’uso. ‘I preparati tipici per infusi sono approntati con un massimo di 6 g di polpa di bacche di caffè per 100 ml di acqua calda (> 75°). Per la polpa di bacche di caffè immessa sul mercato come tale per la preparazione di infusi sono fornite informazioni ai consumatori sulla preparazione’.

Avvertenze. La dicitura ‘tenore di caffeina elevato. Non è raccomandato ai bambini o alle donne durante la gravidanza o l’allattamento’, seguito dal tenore di caffeina in mg/100 ml, è prescritta nello stesso campo visivo della denominazione, qualora il tenore di caffeina nel prodotto (bevanda tal quale ovvero ottenuta mediante ricostituzione, secondo le istruzioni fornite) sia >150 mg/l.

Caffeina, incongruenza con il reg. UE 1169/11

Si annota una grave incongruenza tra il regolamento in esame e il Food Information Regulation, per quanto attiene al warning ‘tenore elevato di caffeina’. Che non si applica alle bevande ‘a base di caffè, di tè o di estratto di caffè o di tè la cui denominazione comprende il termine «caffè» o «tè»’ (reg. UE 1169/11, Allegato III, punto 4).

La discriminazione del nuovo alimento rispetto ad altre bevande a base di caffè e suoi estratti è priva di alcuna giustificazione scientifica. E quand’anche essa derivi da una disattenzione, esprime un eccesso di potere della Commissione europea da correggere al più presto.

Polpa di bacche di caffè, la tradizione campesina in Bolivia

La Bolivia esprime meno dell’1% della produzione mondiale di caffè, se pure di alta qualità. Agli inizi del XIX secolo la produzione era così scarsa che i proprietari terrieri vietavano di bere caffè ai lavoratori rurali, gli Yanaconas. I quali hanno così iniziato a preparare una bevanda a partire dall’unica parte delle bacche di cui potevano disporre, la polpa essiccata.

La Sultana, il ‘tè dei poveri’, si otteneva mediante infuso della polpa essiccata – dopo averla arrostita in pentole di argilla, per intensificarne il colore – con cannella, zucchero e chiodi di garofano. Una delizia che i contadini della Yungas, la regione ove si concentra la produzione di caffè in Bolivia, hanno portato a La Paz ove essa è divenuta celebre ed è ora usata anche in cucina e pasticceria. (2)

Sultana, agroecologia ed economia circolare

L’agroecologia tuttora convive, in Bolivia, con la produzione di caffè che viene infatti coltivato nell’ambito di sistemi agroforestali con alberi, frutteti (es. agrumi, banane) e altre specie locali. Lo spazio viene ottimizzato con semplicità, diversificando la coltivazione in diversi strati di piante che realizzano servizi ed equilibri ecosistemici. Maggiore biodiversità di animali e insetti, minor impatto dei parassiti. (3) Un tesoro da preservare e promuovere.

L’economia circolare è a sua volta emblematica della produzione di Sultana, ove si valorizza una polpa – ricca di tannini, composti fenolici, caffeina e diversi aminoacidi – altrimenti dispersa nei flussi laterali dei coprodotti. L’industria del caffè utilizza infatti solo il 5% del frutto della raccolta, e lo smaltimento degli scarti nelle piantagioni ha tra l’altro un impatto negativo sulle piante e la biodiversità. (4)

Conclusioni provvisorie, il valore del bio

La possibilità di introdurre in Unione Europea il nuovo alimento in esame pone la premessa per lo sviluppo di infusi innovativi e bevande funzionali di sicuro interesse. Ulteriori studi sono raccomandati per accertare e dimostrare i benefici associati all’apporto di composti fenolici e altre sostanze bioattive.

Il valore del bio è essenziale, proprio per preservare e incentivare lo sviluppo di sistemi agroforestali integrati ove l’impiego della gran parte del materiale raccolto consenta di aumentare la redditività per i campesinos, oltre al valore nutraceutico dei prodotti. (5) Senza trascurare, in ogni caso, i rigorosi limiti di residui di antiparassitari. (6)

Dario Dongo, con la collaborazione di Isis Consuelo Sanlucar Chirinos

Note

(1) Reg. UE 2022/47 che autorizza l’immissione sul mercato della polpa essiccata di bacche delle specie Coffea arabica L. e/o Coffea canephora Pierre ex A. Froehner e del suo infuso quale alimento tradizionale da un paese terzo a norma del regolamento (UE) 2015/2283. https://bit.ly/3FSmET6

(2) María Julia Jiménez, Yara Carolina Fernandez Valdez, Johanna Jacobi, Chahan Yeretzian (2021). Sultana: bonnes pratiques et autres curiosités. Slow Food Bolivia. https://doi.org/10.21256/zhaw-21770

(3) Mil y una formas de consumir la sultana. Slow Food Bolivia. 11.9.19, https://www.slowfood.com/es/mil-y-una-formas-de-consumir-la-sultana/

(4) César Oswaldo González Sosa (2020). Tisana a base de cereza del café: analysis de mercado, desarrollo y evaluación sensorial del producto terminado. Universidad Autónoma de Puebla, México. https://repositorioinstitucional.buap.mx/handle/20.500.12371/14846

(5) Dario Dongo, Andrea Adelmo Della Penna. Alimenti biologici e sistema immunitario, evidenze scientifiche. GIFT (Great Italian Food Trade). 11.4.20, https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/alimenti-biologici-e-sistema-immunitario-evidenze-scientifiche

(6) I livelli di antiparassitari ammessi negli alimenti in oggetto sono quelli fissati dal reg. CE 396/2005 alla voce 0639000, relativa a ‘infusi di erbe da altre parti della pianta

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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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