Imballaggi

Plastica riciclata negli imballaggi, l’avanguardia di Coop Italia

Plastica riciclata negli imballaggi, l’avanguardia di Coop Italia

Plastica riciclata negli imballaggi e un sostegno concreto alle operazioni di pulizia del mare, invaso da plastiche e microplastiche. È la nuova avanguardia di Coop Italia, unico gruppo italiano della GDO (Grande Distribuzione Organizzata) che aderisce alla Pledging Campaign. Un esempio da seguire, anche nell’ambito del programma promosso dalla Commissione europea per incrementare l’impiego di imballaggi plastici riciclati.

Imballaggi e cassette, più plastica riciclata

L’obiettivo di Coop Italia è raggiungere in 6 anni la sostituzione di 6.400 tonnellate di plastica vergine (un volume paragonabile a 60 TIR in colonna su 1 km di strada) con materiale riciclato. L’operazione si completerà entro il 2025 su tutti i prodotti a marchio, alimentari e non, a partire da:

– bottiglie di acqua minerale. Per le 27 referenze di acqua a marchio Coop si raggiungerà il 30% di riciclato a dicembre 2019, fino a raggiungere il 50% a gennaio 2023,

– flaconi dei detergenti per la casa e il bucato (il cui impatto sul ciclo dei rifiuti è già stato ridotto mediante offerta di ricariche in buste),

vaschette per l’ortofrutta.

Le cassette riutilizzabili – impiegate per movimentare ortofrutta, carne e pesce – sono altresì interessate dal progetto di Coop Italia. Un impegno Invisibile, agli occhi dei consumatori, ma misurabile e significativo in termini di impatto ambientale. Nel solo comparto ortofrutta, ogni anno vengono infatti sostituite 600.000 cassette. Le versioni attualmente in uso contengono plastica riciclata in quota del 40%, che salirà al 60% entro il 2025.

Il primato del leader della GDO italiana nell’adozione di impegni virtuosi (e onerosi) è noto. L’eliminazione dell’olio di palma da tutti i prodotti alimentari a marchio, l’esclusione degli antibiotici dalle filiere zootecniche (su carni, pesce e uova, il bando all’uccisione dei pulcini maschi delle galline ovaiole. E molto altro ancora, per i consumAttori di cui il gruppo rappresenta la prima cooperativa, ma anche per i lavoratori in agricoltura e industria. Ricordando la primazia di Coop nell’applicare l’unico standard di sostenibilità sociale, SA8000, da una ventina d’anni ormai. Su tutti i fronti della sostenibilità, Coop guida la linea, in Italia e in Europa.

Quindici anni prima che i decisori europei finalmente decidessero di mettere al bando gli oggetti in plastica monouso, nel 2004 Coop sostituiva la ‘vecchia’ plastica delle stoviglie monouso con il PLA, derivato dagli amidi vegetali (nonché biodegradabile e compostabile). Oltre ad avere sostituito i derivati del petrolio con materiali biodegradabili nei bastoncini per l’igiene delle orecchie. 

Con 10 anni di anticipo rispetto alle scadenze UE, già a fine 2020 i prodotti della linea Vivi Verde saranno imballati con soli materiali riciclabili o compostabili o riutilizzabili. Ed entro il 2022 – 8 anni prima dei termini fissati dall’Europa – la trasformazione Coop verrà estesa a tutti i prodotti a marchio, per un valore commerciale di circa 3 miliardi di euro/anno.

Il mare siamo noi

La pulizia del mare dalle plastiche e l’informazione ambientale al consumatore sono altri progetti avviati dalle cooperative dei consumatori. Proprio in questi giorni Ancc-LegaCoop (l’Associazione Nazionale delle Cooperative di Consumatori), assieme a Lifegate, ha fornito a Marina Genova il #Seabin. Un dispositivo galleggiante che può raccogliere oltre 500 kg di rifiuti plastici, microplastiche e microfibre incluse, filtrando l’acqua del mare a ciclo continuo. E dopo l’estate 2019, Coop Italia avvierà una nuova campagna informativa rivolta ai 6,8 milioni di soci. 

Un ulteriore esempio di progresso, ‘si tratta di un rilancio importante di un impegno storico a difesa dell’ambiente. Dalle azioni degli anni ‘80 (una per tutte la campagna che mise al bando i pesticidi) alla più recente ‘Acqua di casa mia’ (2010-2013, volta a incentivare l’uso dell’acqua di rubinetto e comunque di acqua minerale proveniente da fonti vicine), fino all’attività di sensibilizzazione verso i fornitori di prodotto a marchio. Con il progetto “Coop for Kyoto” del 2006, che poi è evoluto negli anni con “Coop insieme per un futuro sostenibile” (2017). I risultati sono importanti: forte adesione alla campagna con 328 fornitori coinvolti in processi di miglioramento sostenibile delle proprie performance produttive.’

#PlasticLess è il vero principio da seguire a tutti i livelli della filiera, consumAttori compresi. Meno imballaggi, meno plastica e tantomeno plastica vergine negli imballaggi, escluderla dagli oggetti monouso in tutti i casi ove ciò sia tecnicamente possibile.

Dario Dongo e Marta Strinati

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