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Le bottiglie di plastica monouso e l’inquinamento degli oceani, la denuncia di Greenpeace

Le bottiglie di plastica monouso e l’inquinamento degli oceani, la denuncia di Greenpeace
© Will Rose / Greenpeace

Le bottiglie di plastica monouso sono la prima causa di inquinamento da plastica negli oceani, ma solo il 6,6% è realizzato in materiale riciclato.

Il recente rapporto di Greenpeace denuncia l’impatto ambientale delle bottiglie di plastica monouso, prima causa di inquinamento da plastica degli oceani e dei mari del pianeta. (1) Con danni irreparabili alla fauna marina, poiché servono secoli per smaltire le sostanze chimiche nocive.

Quasi due milioni di tonnellate di bottiglie sono prodotte ogni anno nella sola Inghilterra. (2) Di queste solo il 6,6% è realizzato in materiale riciclato. Negli ultimi dieci anni oltretutto l’industria delle bevande analcoliche ha quasi abbandonato l’impiego di contenitori riutilizzabili, in favore di quelli ‘usa e getta’.

Nessuno dei colossi intervistati – Coca-Cola, PepsiCo, Nestlé, Danone, Suntory e Dr Pepper Snapple – si è impegnato a ridurre le bottiglie di plastica monouso. Soltanto due gruppi su sei considerano il rischio di inquinamento marino in fase di progettazione degli imballi. E hanno definito timidi obiettivi di incremento d’uso di materiale riciclato. (3)

Se abbiamo intenzione di proteggere i nostri oceani abbiamo bisogno di porre fine all’età di plastica usa e getta (Louise Edge, Greenpeace UK)

Greenpeace richiede un maggiore impegno da parte dei produttori di soft drink. Si deve abbandonare la logica della plastica ‘usa e getta’, in vista dell’impiego di contenitori riutilizzabili. Nel frattanto, bisogna impiegare materiali 100% riciclati.

Le bottiglie di plastica monouso e il ruolo dei consum-Attori

Il cambiamento a ben vedere dipende anche dai consumAttori, come sempre. Quante bottigliette acquistiamo ogni giorno? Ci curiamo del loro smaltimento corretto, ai fini della raccolta differenziata? Educhiamo così i nostri pargoli?

La riduzione dell’usa e getta nei consumi quotidiani, il riutilizzo e il riciclo dei materiali è la premessa per ridurre la nostra impronta ambientale. Le amministrazioni nazionali e locali dovrebbero poi introdurre sistemi di ‘vuoto a rendere’. (4) I quali, ove applicati, hanno incrementato i tassi di riciclo e di raccolta per oltre l’80% a livello globale. Fino al 98% in Germania.

Dario Dongo

Note

(1) 12 milioni di tonnellate di plastica ogni anno finiscono negli oceani, secondo le stime di Greenpeace

(2) Il dato riguarda le sole produzioni britanniche dichiarate dai 5 gruppi industriali su 6 che hanno risposto alle domande, Coca-Cola esclusa

(3) Alcune industrie hanno ridotto lo spessore dei contenitori e iniziato a utilizzare bioplastiche, non derivate dal petrolio. Strumenti utili, eppure insufficienti a compensare la continua crescita dei volumi di produzione

(4) Incredibile ma vero, due terzi dei giganti di Big Food intervistati da Greenpeace hanno dichiarato di avere politiche globali contrarie ai sistemi di raccolta delle bottiglie (!)

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