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La Francia vieta i pericolosi PFAS nei vestiti ma non nelle padelle

L’Assemblea nazionale francese ha adottato una proposta di legge per bandire l’impiego delle pericolose sostanze chimiche PFAS nei vestiti, ma non anche nelle padelle antiaderenti e altri oggetti destinati al contatto con gli alimenti. (1)

La Francia salva i PFAS nelle padelle

La proposta di legge, depositata dal deputato ecologista francese Nicolas Thierry, è stata accolta il 4 aprile 2024. Prevede il divieto di produrre, importare, esportare e commercializzare cosmetici, sciolina e abiti (eccetto quelli per uso professionale) contenenti PFAS (sostanze poli- e per-fluoroalchiliche).

Il testo prevedeva anche il divieto di usare i PFAS nelle padelle e negli utensili da cucina. Questa parte è stata però stralciata su pressione dai sindacati dei lavoratori impiegati nelle industrie francesi che producono padelle con rivestimento a base di PFAS (comunemente noto come Teflon), secondo i quali la misura avrebbe minacciato i posti di lavoro.

PFTE nelle padelle antiaderenti con teflon

Il baratto tra la salute della popolazione e i posti di lavoro, per preservare i quali basterebbe innovare rinunciando alla chimica tossica, risulta un compromesso indigeribile per i consumatori.

Gli stabilimenti Tefal di Rumilly (Alta Savoia) e Tournus (Saône-et-Loire) utilizzano una sostanza di questa famiglia, il politetrafluoroetilene (PFTE), per produrre padelle. Il PFTE è meglio conosciuto con il suo nome commerciale, Teflon. Utilizzato per la sua capacità di respingere l’acqua e il grasso, è stato oggetto di sospetti fin dalla fine degli anni Novanta.

Nel marzo 2022, abbiamo individuato diversi altri composti perfluorurati nelle padelle antiaderenti e abbiamo deplorato la mancanza di informazioni sulla composizione dei rivestimenti di questi utensili da cucina, visto il potenziale rischio tossico che rappresentano’, commenta il mensile dei consumatori francesi ’60 Millions de Consommateurs’, edito dall’Institut national de la consommation (INC), braccio scientifico del ministero per Imprese, Turismo e Consumi. (2)

Avvelenati dai PFAS

I PFAS sono sostanze chimiche (circa 10mila tipi diversi) altamente pericolose

– per l’ambiente, ove persistono a lungo (tanto da venire definiti ‘forever chemicals’), inquinando fonti d’acqua e coltivazioni, anche mediante i pesticidi, (3)

– per la salute umana. L’esposizione della popolazione mediante inalazione e consumo di acqua e alimenti pone gravi rischi per la salute. Una delle molecole PFAS, il PFOA, è stato di recente classificato dalla Iarc come cancerogeno per le persone, come abbiamo visto. (4) L’esposizione a diverse molecole PFAS può inoltre aumentare il rischio di diabete, di danni a tiroide, fegato e sistema immunitario, di cancro al rene e ai testicoli e avere impatti negativi sulla fertilità.

Nonostante le evidenze sulla loro tossicità, i PFAS vengono ancora impiegati dall’industria per rendere idrorepellenti una grande quantità di oggetti di uso quotidiano, come cosmetici, tessuti per abbigliamento e arredamento ma anche prodotti destinati al contatto con gli alimenti: carta da forno, padelle antiaderenti, imballaggi alimentari e stoviglie monouso, come quelle individuate dalle recenti analisi di IPEN nei fast food di 17 Paesi. (5)

Verso un bando europeo?

La Danimarca è stato il primo paese dell’Unione Europea a vietare nel 2020 l’impiego di PFAS negli imballaggi alimentari. (6)

L’iniziativa francese sui PFAS, se confermata al Senato, potrebbe aprire un’ulteriore breccia verso il divieto di impiego di queste molecole. Attualmente, nell’Unione europea

– nel 2020 l’EFSA ha ridotto l’assunzione settimanale accettabile a 4 ng/kg di peso corporeo per la somma di PFOS, PFOA, PFHxS e PFNA, (7)

– la Commissione ha formulato una raccomandazione 2022/1431 sulla raccolta dei dati sui PFAS nei prodotti alimentari. Monitorare anziché vietare, (8)

– cinque Stati membri UE (Danimarca, Germania, Olanda, Norvegia e Svezia) all’inizio del 2023 hanno formalizzato a ECHA (European Chemical Agency) una proposta di revisione del REACH (Registration, Evaluation, and Authorisation of Chemical Substances) Regulation CE No 1907/2006, per restringere l’impiego di circa 10 mila sostanze perfluoroalchiliche (PFAS). (9)

Marta Strinati

Note

(1) Proposition de loi, adoptée, par l’Assemblée nationale, visant à protéger la population des risques liés aux substances perfluoroalkylées et polyfluoroalkylées, n° 514 , déposé(e) le jeudi 4 avril 2024 et renvoyé(e) à la Commission de l’aménagement du territoire et du développement durable. Assemblée nationale https://www.assemblee-nationale.fr/dyn/16/dossiers/proteger_population_risques_pfas 

(2) La loi contre les polluants éternels (PFAS) votée par l’Assemblée, mais sans les poêles. 60 Millions de Consommateurs. 5.4.24 https://www.60millions-mag.com/2024/04/05/la-loi-contre-les-polluants-eternels-pfas-votee-par-l-assemblee-mais-sans-les-poeles 

(3) Marta Strinati. PFAS in frutta e verdura non bio attraverso i pesticidi. Studio PAN Europe. GIFT (Great Italian Food Trade). 26.2.24

(4) Marta Strinati. Le sostanze PFAS sono cancerogene, la conferma di IARC. GIFT (Great Italian Food Trade). 3.12.23

(5) Marta Strinati. PFAS, le sostanze chimiche tossiche in contenitori e stoviglie dei fast-food. Indagine IPEN. GIFT (Great Italian Food Trade). 19.12.23

(6) Dario Dongo, Luca Foltran. PFAS, divieto in Danimarca sui MOCA in carta e cartone. GIFT (Great Italian Food Trade). 17.9.19

(7) Marta Strinati. PFAS, via ai limiti in carne, pesce, uova e altri alimenti di origine animale. GIFT (Great Italian Food Trade). 20.1.23

(8) Dario Dongo, Andrea Adelmo Della Penna. PFAS, furani, glicoalcaloidi, Alternaria. La Commissione europea ‘raccomanda’ anziché vietare. GIFT (Great Italian Food Trade). 23.9.22

(9) Dario Dongo. PFAS. All’esame di ECHA la restrizione all’uso in UE dei forever chemicals. GIFT (Great Italian Food Trade). 23.2.23

Marta Strinati
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Giornalista professionista dal gennaio 1995, ha lavorato per quotidiani (Il Messaggero, Paese Sera, La Stampa) e periodici (NumeroUno, Il Salvagente). Autrice di inchieste giornalistiche sul food, ha pubblicato il volume "Leggere le etichette per sapere cosa mangiamo".

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