HomeImballaggi e MOCAIl ruolo del packaging contro lo spreco alimentare

Il ruolo del packaging contro lo spreco alimentare

Il packaging può proteggere gli alimenti, prolungarne la durata di conservazione e ridurre l’impatto ambientale con una conseguente diminuzione dello spreco alimentare. In questo senso, il packaging può essere considerato un alleato per la lotta al food waste.

L’approccio win-to-win è utilizzato dal progetto SISTERS (1), finanziato dall’UE H2020 volto a ridurre lo spreco di cibo trovando soluzioni strategiche per ogni fase della filiera agroalimentare anche attraverso lo sviluppo di nuovi packaging biodegradabili.

Sistemi di smaltimento della plastica

L’inquinamento da plastica è un’emergenza che il settore agroalimentare non può ignorare (2). Le materie plastiche che raggiungono i sistemi di gestione dei rifiuti e che vengono riciclate ammontano a meno del 30%. La percentuale è ancora più bassa se non si considerano bottiglie e contenitori.

Il 70% della plastica viene smaltita in discarica o incenerita perché le tecnologie di riciclo non sono adeguate e compatibili con la maggior parte degli imballaggi in plastica che risultano troppo sottili o troppo piccoli per essere selezionati dagli impianti di smaltimento, complessi e composti da più strati, sporchi di residui organici per essere lavorati (1).

Packaging e spreco alimentare

Un’analisi condotta da ReFED (3) indica che migliorando la progettazione delle confezioni si potrebbero deviare più di un milione di tonnellate di rifiuti alimentari ed evitare sei milioni di tonnellate di emissioni di gas serra ogni anno.

Le soluzioni in questo settore avrebbero anche un beneficio finanziario netto di 4,13 miliardi di dollari (4). Tuttavia, ad oggi, emerge sempre più la necessità di orientare produttori e consumatori nell’implementazione della gestione e della progettazione responsabile degli imballaggi al fine di prevenire gli sprechi alimentari, soddisfare gli obiettivi climatici e integrare caratteristiche positive per i consumatori.

Figura 1 Emissioni di gas serra evitate in tonnellate metriche di anidride carbonica equivalente rispettivamente alle azioni elecante (3)

Packaging biodegradabili

L’utilizzo di packaging biodegradabili è inserito tra gli obiettivi dell’European Green Deal, nelle politiche volte a ridurre, riutilizzare e riciclare la plastica per ridurre al minimo l’uso della plastica e l’uso di energia e di risorse e perseguendo al contempo un ambiente privo di sostanze tossiche (5).

A livello globale i packaging biodegradabili rappresentano l’1% della capacità produttiva totale di plastica, per un volume di oltre 2 milioni di tonnellate all’anno. L’Europa ospita un quarto della capacità produttiva, mentre l’Asia ne rappresenta quasi la metà. Si prevede che la loro produzione cresca più rapidamente rispetto agli anni precedenti e che raddoppino la loro quota della capacità produttiva totale di plastica entro il 2025 (6).

I due principi dei materiali biodegradabili

1) Proprietà di sistema

La progettazione di nuove plastiche o per lo sviluppo di misure politiche consiste nel considerare la biodegradazione come una “proprietà di sistema” che tiene conto delle proprietà dei materiali, delle condizioni ambientali specifiche e dei rischi.

2) Determinazione del tempo di degradazione

L’uso di plastiche che si biodegradano in ambiente aperto deve essere limitato ai materiali per i quali la completa biodegradabilità si è dimostrata al di sotto di un periodo di tempo specifico e comprovato per evitare danni all’ambiente e ad applicazioni specifiche dove la riduzione dei consumi o il riutilizzo non sono opzioni praticabili e in cui la rimozione, la raccolta e il riciclo completo dei prodotti in plastica non sono fattibili.

Il PLA- L’acido polilattico

Uno dei principali polimeri studiati nell’ambito dei packaging biodegradabili è il PLA (Acido polilattico). Il PLA è attualmente la plastica biobased e biodegradabile più accessibile, ma la sua biodegradabilità, e quella di molti altri biopolimeri biodegradabili, è limitata e non garantita in ogni ambiente.

Recenti scoperte hanno dimostrato che gli imballaggi in PLA, se trattati con enzimi naturali e introdotti in una matrice polimerica biodegradabile possono disintegrarsi più rapidamente a temperatura ambiente e possono così trasformarsi in compost in meno di 8 settimane e certificati “OK Compost Home“.

Upcycling– Bioplastiche da scarti agroindustriali

Alcuni studi (7) hanno trovato strategie disponibili per l’upcycling (8) dei rifiuti agroalimentari in bioplastiche funzionali e materiali avanzati. Biomasse di basso valore o sottoutilizzate, biocolloidi, biopolimeri idrosolubili, monomeri polimerizzabili e nutrienti sono introdotti come elementi costitutivi per la conversione biotecnologica di bioplastiche.

L’ottenimento di bioplastiche da scarti agroindustriali rappresenta uno dei maggiori obiettivi nell’ambito dell’approccio win-to-win.

Sustainable Packaging Coalition (SPC)

La Sustainable Packaging Coalition (SPC) (9), un’associazione impegnata nell’implementazione di imballaggi sostenibili, ha pubblicato una guida, “Best Practices for Designing Packaging to Prevent and Reduce Food Waste” (10).

Il documento propone di trattare la tematica della prevenzione degli sprechi alimentari coniugandola con quella della sostenibilità degli imballaggi. Presenta inoltre strategie di progettazione specifiche come la richiudibilità, le nuove dimensioni di porzioni e confezioni e l’imballaggio attivo/intelligente.

Le strategie descritte dalla guida aiutano anche gli stakeholders nel trovare un compromesso tra food waste e sostenibilità dei rifiuti alimentari.

In media, solo il 3-3,5% dell’impatto climatico degli alimenti confezionati deriva dall’imballaggio stesso, il restante deriva dalle altre fasi della food value chain. Questa percentuale può essere significativamente più alta per alcuni tipi di alimenti e formati, ma in definitiva l’imballaggio “paga” se contribuisce a ridurre gli sprechi degli alimenti che contiene di almeno il 4%.

Ciò significa che, anche quando l’imballaggio crea un impatto sul clima, le aziende dovrebbero dare priorità alle strategie che riducono i rifiuti alimentari.

Le 5 strategie per ridurre il Food Waste – Il progetto Sisters

Il progetto europeo Sisters si inserisce in questo contesto e mira all’ implementazione di cinque strategie innovative seguendo l’approccio coniugato della lotta al food waste attraverso la gestione intelligente del packaging.

Ogni innovazione si lega direttamente ad una fase della Food Supply Chain:

  • nuovi strumenti per i produttori primari per promuovere le vendite dirette e a filiera corta (agricoltori),
  • nuove innovazioni tecnologiche nel packaging per i trasformatori e i rivenditori,
  • campagne di sensibilizzazione per rivenditori e consumatori sulla perdita e lo spreco di cibo.

1 – La Piattaforma per le filiere corte

Il progetto propone la creazione della prima piattaforma online europea per consentire agli agricoltori e al settore primario di vendere le eccedenze delle loro produzioni, favorendo così l’economia locale e facilitando l’accesso a cibi sani e nutrienti per i gruppi sociali più svantaggiati.

Questo spazio includerà ad esempio colture di frutta e verdura che non soddisfano gli standard di dimensione o aspetto richiesti dal mercato per la loro successiva commercializzazione, ma che sono perfettamente adatte al consumo.

2 – Contenitori SMART per merci confezionate e sfuse

SISTERS progetterà anche contenitori alimentari smart che contribuiranno a ridurre al minimo le perdite di cibo durante il trasporto, mantenendo sia gli alimenti sfusi che quelli confezionati in condizioni ottimali grazie all’installazione di sensori avanzati che consentiranno un controllo preciso dell’ambiente in cui il prodotto viene trasportato o conservato.

Tra gli altri parametri, verranno misurati la temperatura, l’umidità e la composizione gassosa dell’ambiente.

3 – Bio-based&active food packaging

Per implementare la conservazione della qualità degli alimenti, sarà sviluppata anche una serie di imballaggi bio-based, utilizzando biopolimeri a base di poliesteri e acido polilattico (PLA) che possono essere compostati in casa, riducendo così l’impatto negativo sull’ambiente.

A questi materiali verranno aggiunti additivi estratti dai rifiuti agricoli per prolungare la shelf life dei prodotti attraverso cicli di upcycling. Altri additivi saranno aggiunti per favorire il processo di biodegradabilità del prodotto finale.

4 – Sigillo di eccellenza

A complemento di questa strategia globale, SISTERS creerà un marchio di eccellenza che mira a promuovere pratiche di vendita al dettaglio sostenibili.

5 – Etichettatura con codice QR

L’etichetta fornirà informazioni ai consumatori attraverso un codice QR e un’etichettatura dinamica, al fine di aumentare la consapevolezza della sostenibilità sia per i clienti che per i rivenditori.

Wasteless, quantificare i rifiuti e ridurre lo stress ambientale

Anche Wasteless è un progetto europeo con l’obiettivo finale di ridurre gli sprechi alimentari per ridurre lo stress ambientale. Il progetto mira a sviluppare strumenti per misurare e monitorare le perdite e gli sprechi alimentari in diversi scenari, dalla grande distribuzione alle famiglie.

Inoltre, verrà sviluppato un toolbox digitale dove raccogliere e condividere le buone prassi orientate verso il riutilizzo dei flussi secondari e degli scarti rivolto a tutti i soggetti interessati della catena del valore alimentare.

Giulia Pietrollini

Note

(1) Official Page of SISTERS EU Project https://sistersproject.eu/

(2) Marta Strinati e Dario Dongo. Inquinamento da plastica, le responsabilità di Big Food. GIFT (Great Italian Food Trade). 12/01/2022

(3) ReFED, Roadmap to 2030: Reducing US Food Waste by 50%, 02.2021 https://refed.org/uploads/refed_roadmap2030-FINAL.pdf

(4) Dario Dongo e Marta Strinati. Plastiche compostabili, crescita a doppia cifra. GIFT (Great Italian Food Trade). 20.06.2019

(5) Dario Dongo, Alessandra Mei. Riduzione, riutilizzo e riciclo degli imballaggi in UE. La proposta di PPWR. GIFT (Great Italian Food Trade). 14.12.2022

(6) European Bioplastics, nova-Institute, Market Update 2021. The EU market share of these plastics is also 1% https://www.european-bioplastics.org/market/

(7) Otoni CG, Azeredo HMC, Mattos BD, Beaumont M, et al. The Food-Materials Nexus: Next Generation Bioplastics and Advanced Materials from Agri-Food Residues. Adv Mater. 2021 Oct;33(43):e2102520. doi: 10.1002/adma.202102520. Epub 2021 Sep 12. PMID: 34510571.

(8) Dario Dongo. Upcycling la via maestra di ricerca e innovazioneGIFT (Great Italian Food Trade). 1.1.2023

(9) The Sustainable Packaging Coalitition (SPC). Supply Chain Solutions Center (edf.org) https://supplychain.edf.org/partner/the-sustainable-packaging-coalition-spc/

(10) The Sustainable Packaging Coalitition (SPC). Does your package fight food waste? (sustainablepackaging.org) https://sustainablepackaging.org/does-your-package-fight-food-waste/

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