HomeSicurezzaIl sucralosio provoca alterazioni metaboliche e danni al microbiota intestinale 

Il sucralosio provoca alterazioni metaboliche e danni al microbiota intestinale 

Il sucralosio dolcifica senza apportare calorie. Questo edulcorante, tuttavia, se consumato spesso, può aumentare i livelli di glucosio e insulina nel sangue delle persone sane, oltre a danneggiarne il microbiota intestinale. Il paradosso emerge da uno studio clinico dell’Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM). (1)

Sucralosio, 600 volte più dolce dello zucchero. Con atomi di cloro

L’edulcorante sucralosio (E955) è ottenuto a partire dall’introduzione di atomi di cloro nella struttura del saccarosio. Si tratta di una molecola con un alto potere dolcificante (più di 600 volte superiore allo zucchero), acalorica e più stabile al calore e a un intervallo ampio di pH. Per questo è ampiamente utilizzato dall’industria alimentare.

Precedenti ricerche avevano evidenziato che anche il sucralosio è tra gli edulcoranti acalorici che possono causare un (paradossale) aumento di peso. (2) Sugli animali era invece emerso come favorente neoplasie ematologiche. (3) Ora, lo studio clinico condotto dal professor Galileo Escobedo, ricercatore della Unidad de Medicina Experimental UNAM – Hospital General de México, rivela che l’E955 provoca nelle persone sane cambiamenti simili a quelli che si verificano prima dell’insorgenza del diabete di tipo 2.

Lo studio clinico

I ricercatori hanno somministrato per 10 settimane al primo gruppo di partecipanti una dose giornaliera di 48 mg di sucralosio sciolto nell’acqua. Tale dose ‘equivale a mezzo litro di succo o quattro biscotti’ e rappresenta il consumo medio – moderato – del dolcificante. Al gruppo di controllo è stata invece somministrata acqua priva dell’edulcorante.

All’inizio e alla fine delle 10 settimane di esposizione al sucralosio, i ricercatori hanno effettuato misurazioni dei livelli di glucosio, insulina e leptina, nonché una determinazione del profilo del microbiota mediante sequenziamento e procedura PCR.

I risultati

Nel gruppo trattato con sucralosio, i ricercatori hanno rilevato un aumento del batterio Clostridium coccoides, che si relaziona con picchi di glucosio e insulina in sangue e una tendenza allo sviluppo di diabete tipo 2, e una diminuzione del Lactobacillus acidophilus, necessario per la salute intestinale (4). Questa disbiosi intestinale è associata alla tendenza di infiammazione intestinale e disturbi digestivi.

Il professor Escobedo spiega che il protrarsi dei picchi glicemici per lunghi periodi danneggia i nervi e i vasi sanguigni, come si osserva nei soggetti in condizioni pre-diabetiche. E lo studio dimostra come un simile fenomeno venga attivato dal consumo di sucralosio, con l’emergere delle stesse alterazioni tipiche del diabete – iperinsulinemia, iperglicemia, intolleranza ai carboidrati e disturbi digestivi – in fasi separate.

Conclusioni provvisorie

Sebbene il sucralosio sia un additivo autorizzato in UE, perciò soggetto a procedura di rivalutazione periodica da parte di EFSA, i ricercatori suggeriscono di evitare il suo consumo. E più in generale, ridurre al minimo il consumo di alimenti ultraprocessati. A questo scopo, i ricercatori raccomandano di non abituare i bambini ai sapori dolci.

Isis Consuelo Sanlucar Chirinos

Note

(1) Fernando Guzmàn, Endulzantes artificiales pueden causar alteraciones parecidas a la diabetes. Gaceta UNAM, 8/04/2022, https://www.gaceta.unam.mx/endulzantes-artificiales-pueden-causar-alteraciones-parecidas-a-la-diabetes/?utm_campaign=meetedgar&utm_medium=social&utm_source=meetedgar.com

(2) Marta Strinati. Dolcificanti zero calorie, effetto paradosso. GIFT (Great Italian Food Trade) 22.4.18 https://www.greatitalianfoodtrade.it/dolcificare/dolcificanti-zero-calorie-effetto-paradosso 

(3) Soffritti M., Padovani M., Tibaldi E., Falcioni L., Manservisi F., Lauriola M., Bua L., Manservigi M., and Belpoggi F. (2016). Sucralose administered in feed, beginning prenatally through lifespan, induces hematopoietic neoplasias in male swiss mice. Int J Occup Environ Health.  2016 Jan;  22 (1): 7-17. doi: 10.1080 / 10773525.2015.1106075

(4) Marta Strinati. Lactobacillus reuteri, un probiotico utile contro il cancro al colon. Studio USA. GIFT (Great Italian Food Trade), 16/02/2022. https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/lactobacillus-reuteri-un-probiotico-utile-contro-il-cancro-al-colon-studio-usa

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Laureata in ingegneria alimentare all’Università Nazionale Autonoma del Messico, frequenta il master ‘Giurista e Consulente della Sicurezza Alimentare’ presso Alma Mater, Università di Bologna.

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