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YouTube e junk-food, la connessione virale per adescare i Millennials

YouTube e junk-food, la connessione virale per adescare i Millennials

YouTube è il nuovo strumento utilizzato da Big Food per adescare i Millennials ai grandi marchi del junk-food. Piccoli investimenti con ritorni sbalorditivi, per la connessione virale di giovani vittime.

A 12 anni dal lancio, YouTube ha raggiunto 1,3 miliardi di visitatori (18% della popolazione mondiale, 35% degli utenti web del pianeta), con 30 milioni di accessi e 5 miliardi di video osservati ogni giorno. I dati sulle fasce più giovani di età sono incerti, poiché la gran parte dei minori utilizza account di adulti ovvero falsifica la data di nascita, in fase di registrazione, per ottenere l’accesso. Non a caso, proprio a loro sono rivolti i canali YouTube che dominano la classifica italiana, uno su tutti Favji TV (3,5 milioni di iscritti, 1,5 miliardi di download).

Ecco come Big Food adesca i Millennials su YouTube

La pubblicità su YouTube va dritta al bersaglio, colpisce ogni testa del pubblico target in qualsiasi orario, quasi sempre al di fuori del controllo genitoriale. Sorbire pubblicità, guardare video. Ripetizione seriale di marchi simbolo di cibi a elevato tenore di grassi e grassi saturi, zuccheri e sale. Oltreché, s’intende, di videogiochi i cui tutorial sono a loro volta impestati di promozione del junk-food.

Il social marketing più subdolo e osceno è quello che si insinua nei meandri delle produzioni video, per collocare i brand iconici all’interno delle c.d. challenge. Gli Youtubber di grido utilizzano Coca Cola, Nutella, Mentos, Nesquik, Oreos per realizzare scherzi, gare, esperimenti. Sarà un caso – o forse no – ma negli sketch più ‘cliccati’ ricorrono proprio alcuni prodotti e non altri. E il loro impiego è spesso increscioso, poiché i cibi sono trattati come materiale di gioco, all’insegna dello spreco che tutti dichiarano di voler combattere. (1) Quando non ci si ‘limiti’ a mostrarne il consumo sconsiderato. (2)

Big Food distrae gli adulti, alla Piattaforma UE per la Dieta, l’Attività Fisica e la Salute, con solenni dichiarazioni di facciata. E al contempo rimbecillisce i bambini e gli adolescenti, bombardandoli di messaggi su prodotti HFSS (High Fats Sugars and Sodium). Non c’è dunque da stupirsi, se l’obesità infantile cresce al ritmo dei social network.

Il Parlamento europeo sta considerando l’ipotesi di escludere la pubblicità di cibi HFSS dai contenuti di piattaforme video rivolti ai bambini. Ma servono misure drastiche per impedire la vitalità delle malattie non trasmissibili che derivano da diete squilibrate. (3)

Dario Dongo

Note

(1) Si riportano i link ad alcuni video che ben esprimono il fenomeno:

https://youtu.be/59L51yWUFiQ

https://youtu.be/rlmpopXwrBc

https://youtu.be/hEUTnWYpOtM

https://youtu.be/rFNSuGLq5hE

https://youtu.be/A0N7422gKkc

(2) Altre esemplari esibizioni:

https://youtu.be/X2u_Bz8qMxg

https://youtu.be/_cAA1wjiYuQ

https://youtu.be/-VWTFYYzpuk

(3) Tra i c.d. NCDs (Non Communicable Diseases) il diabete tipo 2 ha segnato il record planetario di 5 milioni di morti premature nel 2015 (fonte IDF Diabetes Alliance)

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