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Xylella fastidiosa sugli olivi in Puglia, un decennio di monitoraggio

Un recente studio (Ciervo et al. 2024) pubblicato su Journal of Phytopathology analizza un decennio di dati di monitoraggio sulla Xylella fastidiosa, fornendo un quadro dettagliato della situazione e suggerendo strategie di gestione e controllo.

Secondo i ricercatori, nonostante le preoccupazioni iniziali, l’incidenza del batterio nelle aree demarcate è sorprendentemente bassa, soprattutto negli ultimi tre anni di monitoraggio. Questo dato suggerisce una possibile revisione delle strategie di gestione della malattia, mettendo in discussione l’efficacia e la necessità di misure drastiche come l’abbattimento di ulivi monumentali. (1)

Gli olivi secolari in Puglia

L’olivicoltura pugliese, con una storia che risale all’età del Bronzo, contribuisce significativamente al settore agricolo della regione:

  • rappresenta il 13% del valore della produzione agricola totale e
  • incide per il 26% sul valore della produzione olivicola italiana. (2)

La Puglia è famosa per la Piana degli olivi monumentali, un’area che si estende tra le province di Brindisi e Bari, dove oltre 250.000 olivi, molti dei quali centenari e alcuni addirittura millenari, dominano il paesaggio.

Questa zona è stata inclusa nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici del ministero dell’Agricoltura ed è candidata al riconoscimento Unesco come Patrimonio dell’Umanità. Svolge un ruolo cruciale nella conservazione della biodiversità e nel mantenimento dell’equilibrio ecologico. Gli oliveti tradizionali costituiscono infatti un agroecosistema che funge da cuscinetto a protezione del territorio circostante dagli effetti negativi dell’agricoltura intensiva.

La minaccia di Xylella fastidiosa subsp. pauca

Negli ultimi dieci anni, tuttavia, la Puglia ha affrontato una minaccia senza precedenti alla sostenibilità di questo prezioso ecosistema: l’insorgenza di Xylella fastidiosa subsp. pauca (Xfp), un batterio patogeno originario del continente americano, che causa il “complesso del disseccamento rapido dell’olivo” (CoDiRO o OQDS, Olive Quick Decline Syndrome), portando a gravi declini e alla morte degli alberi colpiti. (3,4) Un campanello d’allarme per la comunità scientifica e agricola, che ha realizzato un’ampia gamma di studi e monitoraggi per comprendere meglio la diffusione e l’impatto di questo patogeno. (5)

Identificata per la prima volta in Puglia nel 2013, Xylella fastidiosa ha scatenato un’allerta sanitaria a livello europeo, data la sua capacità di infettare, oltre all’olivo, circa 500 specie vegetali, inclusi vite, mandorlo e oleandro.

La trasmissione del patogeno avviene principalmente tramite l’alimentazione di insetti vettori, come Philaenus spumarius L., la ‘Sputacchina dei prati’, che si nutrono della linfa delle piante infette, diffondendo la malattia.

Il batterio patogeno colonizza i vasi xilematici della pianta, causando un blocco nel flusso di acqua e sostanze nutritive, portando alla bruciatura delle foglie, disseccamenti e altri sintomi, fino alla morte della pianta. (6)

La diffusione di questo batterio (Figura 1 e 2) ha messo a rischio la sopravvivenza di molti alberi secolari, influenzando negativamente la biodiversità locale e minacciando le pratiche agricole tradizionali che hanno sostenuto le comunità rurali per generazioni.

Figura 1. Carte geografiche della Puglia che indicano lo spostamento delle zone “contenimento” e “cuscinetto” da monitorare per la presenza di Xylella fastidiosa subsp. pauca dalle indagini dal 2013–2014 al 2017–2018 (a–d). Elaborazione su dati Regione Puglia.
Figura 2. Carte geografiche della Puglia che indicano lo spostamento delle zone “contenimento” e “cuscinetto” da monitorare per la presenza di Xylella fastidiosa subsp. pauca dal 2018–2019 al 2022–2023 (a–e). Elaborazione su dati Regione Puglia.

2.1) Approccio e strategie di gestione

La Xylella fastidiosa è inclusa nella lista A2 dei fitopatogeni da quarantena dell’Organizzazione europea e mediterranea per la protezione delle piante (EPPO). (3)

Le autorità regionali, in collaborazione con ricercatori e agricoltori, hanno implementato una serie di misure per contenere e gestire la diffusione di Xylella fastidiosa subsp. pauca (Xfp). (7) Queste includono

– monitoraggio intensivo delle aree colpite,

– modelli matematici e epidemiologici sull’espansione di Xfp negli oliveti,

– abbattimento selettivo ed eradicazione delle piante risultate positive alla Xfp, comprese anche tutte quelle asintomatiche in un raggio di 100 o 50 m,

– ricerca su metodi di controllo biologico e resistenza varietale,

– applicazione di pesticidi

– attuazione di ispezioni, quarantene e restrizioni all’importazione per prevenire la diffusione del patogeno e controllare la popolazione di vettori,

– promozione di pratiche agricole sostenibili tra gli olivicoltori. (8,9)

Nonostante gli sforzi, il controllo di Xfp si è rivelato complesso, data l’alta variabilità del patogeno e la vasta gamma di ospiti.

L’approccio adottato nella gestione della Xylella in Puglia riflette un dilemma più ampio che riguarda il bilanciamento tra la necessità di agire rapidamente di fronte a minacce ambientali e il bisogno di assicurare che tali azioni siano basate su prove scientifiche solide, proporzionate e rispettose dei diritti dei cittadini e della salvaguardia del patrimonio culturale. (10,11)

2.2) Controllo dei vettori

Negli ultimi anni c’è stato un crescente interesse per l’uso di metodi di lotta biologica contro la Sputacchina dei prati, l’insetto vettore del patogeno X. fastidiosa.

Il rilascio di nemici naturali, come Zelus renardii Kolenati (Hemiptera: Reduviidae), ha ottenuto risultati significativi nel contenimento delle popolazioni di Philaenus spumarius L.

Il ciclo vitale della sputacchina dei prati prevede che le uova si schiudano in ninfe, che poi mutano in adulti. Gli stadi giovanili vivono su graminacee protette da una secrezione schiumosa, questo ha suggerito la possibilità di controllare l’insetto essiccando questa schiuma protettiva, provocando così la morte degli stadi giovanili. (12,13)

Queste misure, tuttavia, finora hanno avuto un successo limitato nel controllo della malattia.

Risultati dello studio

I risultati delle indagini di monitoraggio condotte in Puglia dal 2013 al 2022 per la presenza del batterio Xylella fastidiosa subsp. pauca (Xfp) negli oliveti mostrano un’evoluzione significativa nel numero di ettari monitorati e nel numero di olivi e altre piante ospiti campionate. (1)

In termini di relazione tra le piante che mostravano i sintomi dell’OQDS (Olive Quick Decline Syndrome) e quelle effettivamente infette da Xfp, si è notata una diminuzione significativa delle correlazioni:

– mentre nella campagna 2014-2015 il 69,56% degli ulivi sintomatici risultava positivo a Xfp,

– nei periodi successivi questa percentuale è notevolmente diminuita, raggiungendo un minimo del 3,21% nel 2021-2022.

Il dettaglio delle ultime due campagne (Figura 3) evidenzia un’incidenza estremamente bassa di Xfp in tutte le zone monitorate, con una percentuale che non supera lo 0,23%.

Figura 3. Piante analizzate e Xylella fastidiosa subsp. piante pauca -positive dal 2013–2014 al 2022–2023. Elaborazione su dati Regione Puglia.

Riguardo alle misure di eradicazione, i dati indicano una strategia più aggressiva negli ultimi anni (Figura 4). Il numero di alberi sradicati in queste aree, soprattutto seguendo la regola dei 50 metri intorno a un albero infetto, rimane elevato. E coinvolge un numero significativo di ulivi secolari e monumentali.

La critica principale riguarda la rapidità e l’assenza di trasparenza con cui sono state prese decisioni drastiche, spesso senza un’adeguata valutazione dell’impatto ambientale o senza fornire prove concrete della presenza del batterio nelle piante designate per l’abbattimento.

Mentre nei primi anni le piante sradicate erano molto meno numerose rispetto a quelle risultate positive, a partire dal 2021, il numero di piante rimosse ha superato notevolmente quelle positive, con un incremento che supera il 1050% e quasi il 1300% nelle ultime due campagne rispettivamente.

Figura 4. Xylella fastidiosa subsp. pauca – piante positive e piante totali abbattute dal 2013–2014 al 2022–2023. Elaborazione su dati Regione Puglia.

4) Prospettive future e conclusioni

La battaglia contro Xylella fastidiosa subsp. pauca negli oliveti della Puglia è lontana dall’essere vinta, ma il decennio di monitoraggio ha fornito dati preziosi che possono guidare le future strategie di gestione. Tra l’altro recentemente, un nuovo ceppo di Xylella fastidiosa, che colpisce vigneti, mandorleti e ceraseti ma non gli ulivi, è stato scoperto in Puglia, suscitando preoccupazioni per le colture locali e richiedendo misure di contenimento immediate​​. (14)

La salvaguardia dell’olivicoltura pugliese richiede un impegno collettivo e soluzioni innovative, basate sulla scienza e sul rispetto dell’ambiente e della biodiversità. Inoltre, la sensibilizzazione e la formazione degli agricoltori svolgono un ruolo chiave nel mitigare l’impatto della malattia.

Gli autori dello studio in esame mettono in discussione l’efficacia e la necessità di misure drastiche come l’abbattimento di ulivi monumentali e sottolineano l’importanza di un approccio multifocale per affrontare la crisi di Xfp, combinando la sorveglianza fitosanitaria, la ricerca scientifica e la cooperazione tra gli stakeholder.

È necessario continuare a esplorare nuove strategie per la gestione di xylella, compreso

– il miglioramento genetico degli olivi per la resistenza a Xfp,

– l’uso di biofertilizzanti e

– lo sviluppo di metodi di controllo biologico dei vettori. (15)

Gabriele Sapienza

Note

(1) Ciervo, M., & Scortichini, M. (2024).A decade of monitoring surveys for Xylella fastidiosa subsp. pauca in olive groves in Apulia (Italy) reveals a low incidenceof the bacterium in the demarcated areas. Journal of Phytopathology, 00, e13272. https://doi.org/10.1111/jph.13272

(2) Scortichini, M. The Multi-Millennial Olive Agroecosystem of Salento (Apulia, Italy) Threatened by Xylella Fastidiosa Subsp. Pauca: A Working Possibility of Restoration. Sustainability 2020, 12, 6700. https://doi.org/10.3390/su12176700

(3) EFSA Panel on plant health (PLH). (2019). Update of the scientific opinion on the risks to plant health posed by Xylella fastidiosa in the EU territory. EFSA Journal, 17, 5665. https://doi.org/10.2903/j.efsa.2019.5665

(4) European Plant Protection Organization (EPPO). (2019) PM 7/24 (4) Xylella fastidiosa. EPPO Bulletin, 49: 175–227. https://doi.org/10.1111/epp.12575

(5) Paragrafo 6 dell’articolo, Dario Dongo. Specie aliene invasive, una minaccia trascurata. Rapporto IPBES. GIFT (Great Italian Food Trade). 10.1.24

(6) Fierro, A., Liccardo, A. & Porcelli, F. A lattice model to manage the vector and the infection of the Xylella fastidiosa on olive trees. Sci Rep 9, 8723 (2019). https://doi.org/10.1038/s41598-019-44997-4

(7) Regione Puglia. (2013). DgR n. 2023: Misure di emergenza per prevenzione, controllo ed eradicazione Xf associato al “CoDiRO” https://doczz.it/doc/1397325/delibera—1999-2016—documento-1 e il Piano nazionale di emergenza per la gestione di Xylella fastidiosa in Italia. https://www.gazzettaufficiale.it/do/atto/serie_generale/caricaPdf?cdimg=18A0239600400010110001&dgu=2018-04-06&art.dataPubblicazioneGazzetta=2018-04-06&art.codiceRedazionale=18A02396&art.num=1&art.tiposerie=SG

(8) Kottelenberg D, Hemerik L, Saponari M, van der Werf W. Shape and rate of movement of the invasion front of Xylella fastidiosa spp. pauca in Puglia. Sci Rep. 2021 Jan 13;11(1):1061. doi: 10.1038/s41598-020-79279-x. PMID: 33441697; PMCID: PMC7806996. https://doi.org/10.1038/s41598-020-79279-x

(9) White SM, Navas-Cortés JA, Bullock JM, Boscia D, Chapman DS. Estimating the epidemiology of emerging Xylella fastidiosa outbreaks in olives. Plant Pathol. 2020; 69: 1403–1413. https://doi.org/10.1111/ppa.13238

(10) Dario Dongo, Giulia Torre. Xylella e decreto emergenze, dibattito e petizione. GIFT (Great Italian Food Trade). 19.4.19

(11) Dario Dongo, Marina De Nobili, Guido Cortese. Xylella Fastidiosa, la soluzione a portata di mano. GIFT (Great Italian Food Trade). 23.2.19

(12) Cornara Daniele, Porcelli Francesco, Boscia D., De Stradis Angelo. (2014). Survey of the Auchenorryncha in the salento peninsula searching for vectors of Xylella fastidiosa CoDiRO strain, and Biology and etology of Philaenus spumarius. https://www.researchgate.net/publication/271443963_Survey_of_the_Auchenorryncha_in_the_salento_peninsula_searching_for_vectors_of_Xylella_fastidiosa_codiro_strain_and_Biology_and_etology_of_Philaenus_spumarius

(13)Cornara, D., Bosco, D. & Fereres, A. Philaenus spumarius: when an old acquaintance becomes a new threat to European agriculture. J Pest Sci 91, 957–972 (2018). https://doi.org/10.1007/s10340-018-0966-0

(14) Nuovo ceppo di Xylella ritrovato in Puglia, parla un agronomo fitopatologo. Freshplaza. https://www.freshplaza.it/article/9603054/nuovo-ceppo-di-xylella-ritrovato-in-puglia-parla-un-agronomo-fitopatologo/

(15) Dario Dongo, Andrea Adelmo Della Penna. Biostimolanti in olivicoltura, rivoluzione bio. Rassegna scientificaGIFT (Great Italian Food Trade). 14.5.21

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Laureato in Agraria, con esperienza in agricoltura sostenibile e permacultura, laboratorio e monitoraggio ecologico.

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