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Vincenzo Gesmundo sotto indagine per tentata estorsione. Il disastro Confidi di Coldiretti. #VanghePulite

Vincenzo Gesmundo sotto indagine per tentata estorsione. Il disastro Confidi di Coldiretti. #VanghePulite

Il 20.12.21 la saga di #VanghePulite è salita di livello con la pubblicazione, sui quotidiani nazionali, dell’indagine per tentata estorsione nei confronti del segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo. (1)

La vera notizia, finora tenuta sotto segreto, è invece la gestione disastrosa dei Confidi – la rete dei Consorzi per la Garanzia Collettiva dei Fidi in agricoltura – da parte del cerchio magico di Coldiretti.

1) TENTATA ESTORSIONE

1.1) Procura di Roma, indagini in corso

Il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma Antonino di Maio ha richiesto al GIP la proroga del termine per la conclusione delle indagini nei confronti del segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo. Il procedimento scaturisce dalla denuncia presentata a marzo 2021 dal suo suo ex-braccio destro Enrico Leccisi.

Enrico Leccisi era stato nominato liquidatore delle due cooperative di Garanzia Collettiva Fidi AgriConfidi Centro Nord e AgriConfidi Centro Sud – per mandato unanime delle rispettive assemblee – su proposta dell’ex presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo. Nell’esercizio di tale incarico, il liquidatore aveva segnalato gravi ammanchi nelle gestioni anteriori al suo insediamento.

1.2) Tentata estorsione, l’accusa

Vincenzo Gesmundo – anziché rendere conto delle maggiori passività e ammanchi emersi nell’analisi del liquidatore, nell’ordine di 18 milioni di euro – lo avrebbe minacciato, il 4.12.20, per costringerlo ad abbandonare l’incarico. Senza successo, poiché a febbraio 2021 l’assemblea dei soci ha invece confermato la propria fiducia nei confronti del professionista di specchiata reputazione.

Il ‘ras di Coldiretti, così citato nel dossier dei veleni, (2) ha scatenato perciò una controffensiva nei confronti del liquidatore. Accusando lo stesso, presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Santa Maria Capua a Vetere, di avere sottostimato il valore di alcuni cespiti. (3) ‘La miglior difesa è l’attacco’, ricorda l’autore de ‘La legge di Murphy’ (Arthur Bloch).

1.3) Controffensiva

Ettore Prandini, attuale presidente di Coldiretti, ha provato a rassicurare i ‘cari Presidenti, cari Direttori e segretari di zona.’ Adducendo, il 20.12.21, che Enrico Leccisi sarebbe stato ‘allontanato nel settembre dello scorso anno da Coldiretti’ e la sua denuncia ‘nasce come evidente ritorsione’. La magistratura d’altra parte avrebbe fatto scattare un ‘sequestro preventivo da decine di milioni di euro proprio in relazione alla gestione di Agricentro Nord e Sud’.

‘Fare pulizia ha un costo dunque e oggi esso pesa sulle spalle del nostro Segretario Generale; al tempo stesso tuttavia – e il sequestro preventivo ne è la prova – la vicenda dimostra che chi trucca prima o poi paga e che Coldiretti e i suoi uomini, Enzo Gesmundo per primo, la loro casa la tengono pulita. La mia personale stima in Enzo, nasce anche da questa sua capacità di anteporre sempre gli interessi della Coldiretti a tutto il resto, anche quando ciò significa correre il rischio di ritorsioni, tanto più brucianti quanto più infondate’ (Ettore Prandini, 20.12.21).

1.4) Verità non dette

Le verità non dette dal presidente di Coldiretti sono altre. Enrico Leccisi – dottore commercialista presso l’Ordine di Roma, revisore legale del MEF, commissario liquidatore del MISE, CTU al Tribunale di Roma, tra i numerosi incarichi – è stato anche direttore generale di CAI, la Società Consortile Consorzi Agrari d’Italia, dal giugno 2015 al dicembre 2020.

Lungi dall’essere stato ‘allontanato’ a settembre 2020, come asserisce Ettore Prandini, Enrico Leccisi si è invece dimesso il 31 dicembre 2020 da CAI SpA alias Federconsorzi 2. (4) Non a caso, forse, dopo le dimissioni del presidente del Consiglio di Amministrazione di CAI SpA On.le Prof. Rainer Masera (ex ministro delle Finanze).

2) CONFIDI, IL DISASTRO DI COLDIRETTI

2.1) Confidi, l’operazione CreditAgri Italia

Nel 2011 Coldiretti aveva deciso di riorganizzare le attività dei suoi numerosi Consorzi di Garanzia Collettiva dei Fidi, operanti sull’intero territorio nazionale, attraverso la loro fusione per incorporazione dei medesimi in un’unica società cooperativa per azioni, CreditAgri Italia S.C.p.A.

Creditagri Italia è un intermediario finanziario che opera su tutto il territorio nazionale. Offre assistenza e consulenza in materia di credito e finanza d’impresa. Attraverso il rilascio di garanzie in favore del sistema bancario, sostiene e facilita l’accesso al credito per le imprese associate.

Nella rete di Creditagri Italia fanno parte tutti gli istituti bancari nazionali e oltre 200 banche locali, per rispondere al meglio alle esigenze della finanza d’impresa di: Imprese agricole, Cooperative, Società di capitali, Professionisti’. (CreditAgri Italia SCpA, statuto, oggetto sociale).

2.2) CreditAgri Italia, il disastro di gestione

Legale rappresentante di CreditAgri Italia S.C.p.A. era il segretario generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo che l’11.7.13 assumeva l’incarico di Presidente. E dopo il primo mandato, a decorrere dal 26.5.15, quello di Consigliere di Amministrazione per i tre esercizi a seguire.

Nel periodo 2013-2018 la gestione di Creditagri Italia, sotto la guida diretta di Vincenzo Gesmundo, è stata letteralmente disastrosa. Con perdite d’esercizio che nel quinquennio hanno raggiunto € 19,95 milioni, come risulta dai bilanci pubblicati al Registro delle Imprese di Roma.

2.3) Prima ispezione di Banca d’Italia

La disastrosa gestione economica e patrimoniale di CreditAgri Italia S.C.p.A. – ascrivibile a direttive ispirate al ‘consenso sindacale’ – era causa di una prima ispezione di Banca d’Italia. La quale, con verbale ispettivo 18.6.18 (prot. 19556), esprimeva un giudizio molto sfavorevole sulla situazione economica, patrimoniale e organizzativa della società. E così:

– prescriveva immediate azioni di ricostituzione del capitale,

– stigmatizzava la sistematica assenza, nelle adunanze formali, del consigliere Vincenzo Gesmundo,

– segnalava la carenza nei controlli del collegio sindacale,

– sottolineava la scarsa redditività della società,

– rilevava la carenza di rilevazione del rischio, nel sistema amministrativo contabile,

– riportava l’errata classificazione delle sofferenze,

– raccomandava lo smobilizzo degli investimenti in titoli di stato rischiosi,

– sottolineava il rischio liquidità.

2.4) Liquidità, silenzioso allarme

Il tasso di insolvenza delle obbligazioni prestate da CrediAgri Italia agli agricoltori era superiore al 20% delle obbligazioni da questa assunte presso terzi (€43 milioni su un totale di € 212 milioni). Laddove un tasso di insolvenza superiore al 6% è già di per sé considerato indice di decozione dell’intermediario.

Banca d’Italia, quale Autorità di Vigilanza, annotava altresì il deterioramento delle garanzie e l’erosione del capitale, azzerato dalle perdite già dal 2018. Ne chiedeva perciò la ricostituzione, suonando un silenzioso allarme. Guanti di velluto per chi vanta di ‘agire sui confini delle altrui sovranità’ e di avere ‘il diritto/dovere di sostituirci alle istituzioni’. (5)

2.5) Seconda ispezione di Banca d’Italia

Nel 2019 – preso atto del mancato raggiungimento degli obiettivi economici e patrimoniali stabiliti – Banca d’Italia eseguiva una seconda ispezione presso CrediAgri Italia SCpA. Il verbale ispettivo 22.2.19 (prot. 243409) riporta carenze ancora più gravi di quelle già rilevate in precedenza:

– registra rilevanti divari rispetto alle previsioni di budget,

– rileva perdite ben superiori a quelle programmate,

– rileva che la ricapitalizzazione 2018, per € 2 milioni, è già in parte assorbita dalle maggiori perdite economiche registrate a fine anno,

– riscontra l’ingresso nella compagine sociale di alcune società di servizi facenti capo a Coldiretti,

– registra difficoltà insite nel modello di business della società,

– valuta la scarsa efficacia del processo di pianificazione strategica, da tempo ormai orientato alla definizione di specifici obiettivi, poi sistematicamente disattesi,

– stigmatizza l’assenza di più ampie valutazioni sul posizionamento strategico,

– mette in guardia sui riflessi negativi sul rispetto dei requisiti prudenziali minimi,

– raccomanda di predisporre entro il mese di marzo un nuovo piano sul capitale, per il rafforzamento dei fondi propri necessario a mantenere un adeguato livello di patrimonializzazione.

2.6) CreditAgri Italia, nuove nomine

L’Ufficio Vigilanza Intermediari Finanziari di Banca d’Italia, dopo la notifica dei verbali ispettivi di cui sopra, convocava Vincenzo Gesmundo e gli altri amministratori di CreditAgri Italia S.C.p.A. Al termine dell’incontro proveniva la richiesta di una forte discontinuità nella composizione dell’organo esecutivo della società, ritenuta insoddisfacente e inadeguata.

Il 19.5.19, di conseguenza, l’assemblea di CreditAgri Italia defenestrava Vincenzo Gesmundo e gli altri amministratori. Per nominare un nuovo CdA, così composto:

– Roberto Moncalvo, presidente (oltreché legale rappresentante di Coldiretti),

– Raffaele Grandolini (al contempo procuratore, nonché responsabile Amministrazione e Affari Generali di Coldiretti), (6)

– Stefania Marongiu (Responsabile Pianificazione e Controllo di Coldiretti), (7)

– Enrico Leccisi (dottore commercialista e revisore legale).

2.7) Sindaci e conflitti d’interessi

I sindaci di CreditAgri Italia S.C.p.A. – nello stile classico del cerchio magico di Coldiretti, all’insegna dei conflitti d’interessi – erano invece:

– Antonio Cepparulo, già sindaco di Coldiretti, (6)

– Fabio Marella, collaboratore degli uffici amministrativi di Coldiretti, sotto il controllo gerarchico diretto di Raffaele Grandolini, (6)

– Benedetta Ficco, dipendente degli uffici amministrativi di Coldiretti.

2.8) Fuga dall’Albo Unico degli Intermediari Finanziari

I nuovi amministratori e sindaci di CreditAgri Italia hanno ricevuto da Coldiretti un ordine prioritario, uscire subito dall’Albo Unico degli Intermediari Finanziari. E così sottrarsi dalla ‘vigilanza prudenziale’ di Banca d’Italia, a fronte della manifesta impossibilità di ricostituire i requisiti patrimoniali minimi richiesti.

L’uscita dall’Albo Unico degli Intermediari Finanziari doveva venire realizzata attraverso in tre fasi:

A) scissione della CreditAgri Italia S.C.p.A. nella Agri Centro Nord S.C.p.A. e nella Agri Centro Sud S.C.p.A.,

B) de-listing dall’Albo Unico degli Intermediari Finanziari,

C) liquidazione e cancellazione delle società (non più vigilate) Agri Centro Nord S.C.p.A. e Agri Centro Sud S.C.p.A. dal Registro delle Imprese

2.9) Agri Centro Nord, Agri Centro Sud

La scissione ‘per decozione’ di CreditAgri Italia in Agri Centro Nord e Agri Centro Sud (8) ha consentito di prevenire l’altrimenti inevitabile commissariamento per perdita del capitale di vigilanza, come già accertato nei citati verbali ispettivi, e la relativa nomina di un commissario liquidatore a cura dell’Autorità di Vigilanza.

Coldiretti chiedeva inoltre ai nuovi amministratori di:

– astenersi dal rendere pubbliche notizie che avrebbero potuto arrecare danni d’immagine legati al dissesto del Confidi. Si è così seguita l’unica procedura che consentisse di mantenere riserbo, lo scioglimento senza liquidazione,

– astenersi dal promuovere azioni di responsabilità nei confronti dei precedenti amministratori, in primis nei confronti dell’ex presidente del Consiglio di Amministrazione Vincenzo Gesmundo.

3) DAL DISASTRO CONFIDI ALLA TENTATA ESTORSIONE

Enrico Leccisi – non appena nominato liquidatore di Agri Centro Nord S.C.p.A. e Agri Centro Sud S.C.p.A. – verificava situazione patrimoniale ed economica lasciata in eredità dai precedenti amministratori. In aggiunta alle perdite, nell’ordine di € 19,95 milioni – il liquidatore rilevava ammanchi e passività ben più gravi di quelli pubblicati nei bilanci della gestione Gesmundo.

La stessa Banca d’Italia, nei verbali sopra richiamati, aveva attribuito a quella gestione ‘la carenza nei controlli del Collegio Sindacale, (…) la carenza nel sistema amministrativo contabile di rilevazione del rischio, (…) l’errata classificazione delle sofferenze’. Ma il capo dei capi non avrebbe accettato che un ‘suo’ uomo potesse alzare la testa, ed è così scattata la denuncia accennata al principio di questo articolo.

#VanghePulite

La magistratura italiana ha appena iniziato a scalfire il sistema di potere del cerchio magico di Coldiretti. Pochi mesi fa, combinazione, il presidente di Coldiretti Lombardia Paolo Voltini è stato condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione per estorsione aggravata nei confronti di due dipendenti. (9)

La gestione finanziaria di questo sistema a sua volta merita indagini su evasioni e/o frodi fiscali milionarie, dalle operazioni immobiliari di CAI Real Estate Srl al modus operandi caratteristico di Campagna Amica (10.11). Altre e non poche vicende degne di accertamenti sono state accennate su questo sito, alla voce #VanghePulite.

Libertà di stampa

Quattro querele e un’azione civile di risarcimento nei confronti di chi scrive – nel solo 2021, per avere riportato notizie vere ed espresso opinioni sul cerchio magico di Coldiretti – verranno portate fino alla Corte europea dei diritti umani, se necessario.

Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia, il resto è propaganda’ (Horacio Verbitsky).

Dario Dongo

Note

(1) Giuseppe Scarpa. Bufera Coldiretti, indagato il segretario generale. L’accusa: tentata estorsione. Il Messaggero, 20.12.21

(2) Dario Dongo. Consorzi Agrari d’Italia SpA, Federconsorzi 2? Il dossier dei veleni. GIFT (Great Italian Food Trade). 1.1.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/consorzi-agrari-d-italia-spa-federconsorzi-2-il-dossier-dei-veleni

(3) Colpo della Finanza: sequestrati 48 milioni. “Garantivano prestiti agli associati della Coldiretti”. Caserta news. 19.10.21, https://bit.ly/3FlqTHh

(4) Cristian Lamorte. Consorzio Agrario di Siena, Enrico Leccisi ex Dg Cai: “Se aderisce smetterà di operare sul territorio”. Agricultura. 14.12.21, https://www.agricultura.it/2021/12/14/consorzio-agrario-di-siena-enrico-leccisi-ex-dg-cai-se-aderisce-smettera-di-operare-sul-territorio/

(5) V. paragrafo ‘Una tragica realtà?’ nel precedente articolo

(6) Alcuni conflitti d’interessi di Raffaele Grandolini, Antonio Cepparulo e Fabio Marella sono stati descritti nel precedente articolo

(7) Stefania Marongiu è tra l’altro sindaco di Filiera Agricola Italiana (FAI) S.p.A. e socio di AgriRevi S.p.A., sempre nella galassia di Coldiretti. V. precedente articolo

(8) Nasce la “Nuova CreditAgri”. Diventa AgriConfidi Centro Nord e AgriConfidi Centro Sud. Pltv.it. 13.7.19, https://www.pltv.it/news/consulenza_creditizia/nasce-la-nuova-creditagri-diventa-agriconfidi-centro-nord-e-agriconfidi-centro-sud

(9) Condannato per estorsione presidente di Coldiretti Lombardia. Ansa. 4.11.21, https://bit.ly/3FfbkAK

(10) Dario Dongo. Federconsorzi 2, CAI Real Estate Srl. Evasione o frode fiscale milionaria? #VanghePulite. GIFT (Great Italian Food Trade). 7.7.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/federconsorzi-2-cai-real-estate-srl-evasione-o-frode-fiscale-milionaria-vanghepulite

(11) Dario Dongo. Illeciti a danno degli agricoltori ed evasioni fiscali, Campagna Amica prosegue. GIFT (Great Italian Food Trade). 10.9.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/illeciti-a-danno-degli-agricoltori-ed-evasioni-fiscali-campagna-amica-prosegue

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