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Texas, mega-incendio uccide 18.000 vacche da latte. Ripensare l’allevamento, nelle Americhe e in Europa

L’incendio di una giga-farm in Texas – che il giorno di Pasquetta ha bruciato vive 18.000 vacche da latte – offre spunti di riflessione su come e perché ripensare l’allevamento e il benessere animale, nelle Americhe e in Europa.

1) Texas, il mega-incendio

Il giga-allevamento di South Fork Dairy, nella Castro County (Texas, USA) ha preso fuoco il 10 aprile 2022. (1) Secondo i primi rilievi, un sistema di rimozione del letame dai fienili potrebbe essersi ‘surriscaldato’, innescando l’incendio e la successiva esplosione. (2) Il Texas State Fire Marshal’s Office ha poi chiarito che non si tratta di un evento terroristico né doloso. (3) ‘Solo’ un ‘tragico incidente’ – o disastro colposo – che ha provocato ustioni gravi a una lavoratrice e il rogo di 18.000 su 19.000 bovine, il 95% dei capi.

Il Texas è il quarto produttore di latte in USA, con 319 caseifici di grado A e circa 625.000 vacche che producono quasi 7,5 miliardi di litro/anno di latte, secondo la Texas Association of Dairymen. E la sua sola Castro County conta 470.000 vacche, 62 milk-machine per ciascuno dei 7.500 abitanti. 18.000 bovine – quanto quelle incenerite a South Fork Dairy – producono circa 200 milioni di litri di latte /anno e altrettanto letame (prima di venire trasformate in hamburger e carni in scatola, a fine ciclo produttivo).

2) Allevamento in USA, i precedenti

6,5 milioni di animali da allevamento sono stati bruciati vivi negli incendi delle stalle, in USA, negli ultimi 10 anni. Quasi 3 milioni nel solo triennio 2018-2021 – con 1,76 milioni di polli arrostiti accidentalmente in soli sei incendi – ha riferito a BBC Allie Granger dello Animal Welfare Institute. (4)

AWI, punto di riferimento in USA per l’impegno sul fronte del benessere animale, insiste nel chiedere leggi federali per prevenire gli incendi di stalle. E i roghi non sono le uniche cause di tragici ‘incidenti’, ricordando che nel 2016 fu il gelo a uccidere 22.000 bovini in pochi giorni. (5)

3) Lo ‘stile’ della zootecnia in Nord America

Lo ‘stile’ della zootecnia in Nord America è basato sulle giga-farm, allevamenti super-intensivi che rispondono all’unico obiettivo di massimizzare la produttività. E così:

  • selezione genetica esasperata, con tecniche di clonazione neppure tracciate nel corso della filiera, (6)
  • stabulazione fissa, nutrizione a base di mais e farina di soia OGM inondati di pesticidi. Oltre alle farine animali, in Canada almeno,
  • somministrazione sistematica di ormoni sintetici della crescita, farmaci anabolizzanti e antibiotici. (7)

L’altare della produttività trascende i requisiti di igiene (vedasi pratiche di lavaggio delle carcasse avicole nel cloro, nonché rapporti d’ispezione del Food and Veterinary Office europeo), diritti dei lavoratori (vedasi numerosi scandali di lavoro minorile negli allevamenti USA) e di benessere animale.

4) Zootecnia europea, affinità e divergenze

La zootecnia europea merita di venire analizzata a confronto con quelli del continente americano da Nord a Sud. Laddove pure in Brasile, Argentina e Uruguay lo ‘stile’ dell’allevamento si basa su enormi fazendas, con la differenza che gli animali sono anche al pascolo. Spesso in aree deforestate a tale scopo, dall’Amazzonia al Gran Chaco. (8)

4.1) Americhe e UE, divergenze

Una differenza sostanziale tra il modello europeo di allevamento e quello americano (Canada, USA, Argentina, Brasile) attiene al sistema di regole stabilito in UE a presidio di:

  • igiene e sicurezza dei processi e dei prodotti di origine animale (reg. UE 853/04),
  • tracciabilità di ogni fase della filiera ed etichettatura d’origine (reg. CE 1760,1825/2000, reg. UE 1337/13),
  • sanità animale e farmaci veterinari (divieto d’impiego di ormoni di sintesi e alcune altre sostanze, obblighi di registrazione online dei trattamenti),
  • benessere animale. Alcuni requisiti di base prevengono le aberrazioni, alcuni Stati membri UE garantiscono effettivi controlli. (9)

Le dimensioni degli impianti tendono a essere inferiori, nel Vecchio Continente. Gli allevamenti intensivi non mancano – neppure in Italia, ove Bonifiche Ferraresi ingrassa 4.500 bovini da carne in circa 33.000 mq di stalla – ma le condizioni di vita degli animali non sono paragonabili a quelle delle Americhe.

4.2) Americhe e UE, affinità

Il benessere animale continua a ricevere una tutela scarsa, frammentaria e asimmetrica nei vari Paesi UE. Bruxelles si arroga il potere di inviare armi omicide in un Paese terzo, in nome dei cittadini europei, ma non ha neppure la forza politica necessaria a garantire il benessere animale. La Commissione europea – sotto la guida di Ursula Von der Leyen, come già con Gin-Claude Juncker – continua infatti a:

  • ritardare senza alcuna giustificazione la strategia UE sul benessere animale, (10)
  • negoziare e attuare accordi politici per l’import di materiale genetico, animali e prodotti derivati da Canada, USA e Paesi Mercosur,
  • tollerare l’abuso di antibiotici negli allevamenti in Europa, come pure si è denunciato. (11)

5) Politica e lobby da macello

La politica UE è come sempre succube a poteri anni luce lontani dai cittadini. Ma la globalizzazione dello sfruttamento di lavoratori, animali e ambiente è l’esatta antitesi della ‘One Health’, la sola chance di salvare l’umanità da epidemie e resistenza antimicrobica (già identificata da WHO come la più grave minaccia del secolo, per la vita umana). (12)

Le grandi lobby agricole (Copa-Cogeca, Coldiretti, etc.), anziché accompagnare gli allevatori europei verso modelli di produzione sostenibili, continuano a trascinare la zootecnia del Vecchio Continente verso il baratro. Incapaci di:

  • competere sui prezzi con le giga-farm di Nord e Sud America,
  • bloccare l’import di alimenti non sicuri per carenza di benessere animale, (13)
  • garantire il benessere di animali e agricoltori a casa propria. Lo stesso, demenziale approccio adottato sul fronti della riduzione dei pesticidi. (14)

6) Dove iniziare?

Ridurre ed eliminare gli antibiotici – i cui consumi sono tuttora elevati anche in Italia (273 mg/kg di biomassa, contro gli 89 della Germania, i 68,6 della Francia, i 39,4 della Danimarca, 11,8 della Svezia. Fonte ECDC/EFSA/EMA Report) – è la priorità assoluta, come i cittadini stessi dimostrano di apprezzare nelle loro scelte di consumo. Ed è già possibile grazie alla ricerca e innovazione condotte con successo, tra l’altro, proprio in Italia. (15)

Somministrare alghe ai ruminanti per abbattere le emissioni di metano è un’altra soluzione semplice e valevole. (16)

FAO (Food and Agriculture Organization) ha già tracciato il percorso da seguire per migliorare la sostenibilità della zootecnia, anche dal punto di vista sociale ed economico. Cos’altro attendere?

Dario Dongo

Note

(1) Stephen J. Beard, Janet Loerhrke. 18,000 cows – enough to cover 26 football fields – killed in devastating Texas dairy farm fire. https://eu.usatoday.com/story/graphics/2023/04/14/18-000-cows-killed-dairy-farm-fire-texas/11657909002/ USA Today. 14.4.23

(2) ‘Deadliest barn fire’ in Texas history kills 18,000 cattle. https://www.trtworld.com/americas/deadliest-barn-fire-in-texas-history-kills-18-000-cattle-67063 TRT world news. 14.4.23

(3) Chelsea Collinsworth. Southfork Dairy Farm fire and explosion ruled as accidental. https://bit.ly/3GRQLgJ. KTRE-9. 17.4.23

(4) Bernd Debusmann Jr. Texas dairy farm explosion kills 18,000 cows. https://www.bbc.com/news/world-us-canada-65258108.amp BBC news, Washington DC. 13.4.23

(5) Dylan Baddour. 20K cattle freeze to death in freak Texas blizzard. https://www.chron.com/news/houston-texas/texas/article/20K-cattle-freeze-to-death-in-freak-Texas-blizzard-6738249.php Houston Chronicle. Updated 5 January 2016

(6) Dario Dongo. USA, via libera di FDA alle carni di bovini OGM. GIFT (Great Italian Food Trade). 24.3.22

(7) Dario Dongo, Marta Strinati. Pesticidi, antibiotici e ormoni nel latte USA, lo studio. Urge l’etichetta di origine. GIFT (Great Italian Food Trade). 11.8.19

(8) Dario Dongo, Isis Consuelo Sanlucar De Chirinos. Land grabbing e deforestazioni in Brasile, le barbarie proseguono. GIFT (Great Italian Food Trade). 20.5.22

(9) Marta Strinati, Dario Dongo. Macelli e industrie delle carni. Dietro i contagi ai Covid-19, il caporalato alla tedesca. GIFT (Great Italian Food Trade). 7.7.20

(10) Dario Dongo, Marina De Nobili. Benessere animale, ad maiora. Il ruolo dei ConsumAttori. GIFT (Great Italian Food Trade). 10.7.20

(11) Dario Dongo, Giulia Torre. Antibiotico-resistenza, medicinali veterinari e benessere animale. L’ABC delle nuove regole. GIFT (Great Italian Food Trade). 22.1.20

(12) Sabrina Bergamini, Dario Dongo. Resistenza agli antibiotici, non c’è tempo da perdere. Rapporto OMS. GIFT (Great Italian Food Trade). 11.5.19

(13) Dario Dongo, Giulia Torre. Controlli pubblici ufficiali, al via il regolamento UE 2017/625. GIFT (Great Italian Food Trade). 18.12.19

(14) Dario Dongo, Alessandra Mei. Regolamento sull’uso sostenibile dei pesticidi, SUR. I travagli della riforma UE. GIFT (Great Italian Food Trade). 20.12.22

(15) Dario Dongo, Andrea Adelmo Della Penna. Zootecnia, alghe e microalghe per prevenire l’uso di antibiotici. Algatan. GIFT (Great Italian Food Trade). 9.9.20

(16) Dario Dongo. Alghe ai ruminanti per abbattere le emissioni di metano. GIFT (Great Italian Food Trade). 12.1.23

(17) Dario Dongo, Marina De Nobili. Zootecnia, FAO propone 5 aree di intervento per ridurre le emissioni di gas serra. GIFT (Great Italian Food Trade). 29.8.20

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