HomeIdeeSovranità alimentare in Italia, l’ABC. Riflessioni e proposte al nuovo ministro

Sovranità alimentare in Italia, l’ABC. Riflessioni e proposte al nuovo ministro

Il governo guidato da Giorgia Meloni ha introdotto la sovranità alimentare tra le competenze del dicastero dell’agricoltura, ora affidato in Italia al ministro Francesco Lollobrigida. L’ABC a seguire, con alcune brevi riflessioni e proposte.

A) Sovranità alimentare, nozione

La sovranità alimentare esprime la sintesi dei valori e gli obiettivi condivisi nel movimento contadino internazionale La Via Campesina. (1) La sua definizione si incardina su:

  • il diritto dei popoli ad alimenti salubri e coerenti alle loro culture, i quali devono venire
  • prodotti con metodi ecologici ed effettivamente sostenibili, mediante
  • autodeterminazione nei sistemi di produzione agricola e alimentare.

Food sovereignty is the right of peoples to healthy and culturally appropriate food, produced through ecologically sound and sustainable methods, and their right to define their own food and agriculture systems’ (La Via Campesina, 1996).

B) Sovranità alimentare, i sei pilastri

Il Forum per la sovranità alimentare, riunito in Mali a febbraio 2007, ha definito i sei pilastri della sovranità alimentare nella dichiarazione di Nyéléni:

1) diritto al cibo. Tutti gli Stati devono attribuire priorità politica alla garanzia del diritto al cibo, da non intendersi come una semplice merce di scambio,

2) valore del lavoro. La produzione di cibo deve venire incentivata mediante sostegno ai mezzi di sussistenza sostenibili e rispetto, anche attraverso remunerazione dignitosa, di tutti i lavoratori,

3) filiera corta. I sistemi alimentari devono venire radicati sui territori e le popolazioni. Ciò significa:

a) ridurre la distanza tra fornitori e consumatori (localizzazione, disintermediazione),
b) eliminare il dumping e gli aiuti alimentari inappropriati, (2)
c) ridurre la dipendenza da fornitori lontani e non responsabili,

4) mezzi di produzione. I terreni e i mezzi di produzione devono rimanere sotto il controllo dei produttori locali, ai quali va riconosciuto il diritto di abitare e condividere i territori. Le risorse naturali non devono venire privatizzate,

5) cultura. Le conoscenze e tradizionali devono venire sostenute e trasmesse alle generazioni future anche grazie alla ricerca. Rifiutando le tecnologie (es. OGM, pesticidi di sintesi) che minano i sistemi alimentari locali,

6) ecologia. La sinergia con la natura è indispensabile a massimizzare il contributo degli ecosistemi e migliorarne la resilienza. Si rifiutano metodi di produzione ad alta intensità energetica, monoculturali, industrializzati e distruttivi. (3)

C) Diritti di contadini e comunità rurali

La UN Declaration on the Rights of Peasants and Other People Working in Rural Areas, approvata dall’assemblea generale ONU il 19.11.18, sottolinea la responsabilità dei suoi 193 membri a garantire la sovranità alimentare, con attenzione alla biodiversità e la lotta contro il cambiamento climatico.

Gli Stati membri dell’ONU e la stessa l’UE, che vi partecipa come ente sovranazionale, devono altresì garantire:

– una vita dignitosa agli esseri umani coinvolti nelle filiere. Giustizia sociale, che si traduce in pagamenti equi delle derrate agricole (c.d. fair trade) e remunerazioni adeguate ai lavoratori,

– riforme agrarie strutturali, atte a garantire la disponibilità delle terre a chi le lavora. E a proteggere le popolazioni contro la rapina delle terre, c.d. land grabbing,

– libertà di impiego dei propri semi, che i contadini e lavoratori devono poter conservare, utilizzare, scambiare e vendere. (4)

Z) Sovranità alimentare in Italia

In Italia la sovranità alimentare è ancora di là da venire, al di fuori dei circuiti virtuosi dell’agricoltura contadina e biologica. 75.847 agricoltori certificati bio lavorano oggi il 17,4% della superficie agricola utilizzata in Italia, un dato incoraggiante e quasi doppio rispetto alla media UE (9,2%). (5) Ma l’agricoltura contadina – che esprime forse il più grande potenziale di crescita anche in ambito urbano e periurbano – è da una dozzina d’anni in attesa di una legge. (6) E l’agricoltura sociale ancora attende il doveroso sostegno che merita. (7)

Le politiche agricole italiane – da sempre asservite a Palazzo Rospigliosi (Federconsorzi prima, Coldiretti poi)- sono fallite proprio a causa dei sistemici conflitti d’interesse. La saga di #VanghePulite, su questo sito, ha mostrato solo una parte dell’enorme falò di risorse pubbliche e private provocato in questi anni dal cerchio magico di Coldiretti. Un ‘sindacato’ invischiato in vari business ove si specula su agricoltori e allevatori, oltre a evadere il fisco, con risultati utili ai soli detentori di incarichi sempre lauti, a dispetto di gestioni spesso disastrose. (8,9,10,11,12). Così si spiegano i dati a seguire.

L’Italia dimezzata

La Superficie Agricola Utilizzata (SAU) in Italia è crollata, in mezzo secolo, dai 12-13 milioni di ettari (1922-1969) ai 6 milioni (2015). Le coltivazioni di cereali da 6 a 3 milioni di ettari (dati Istat). La vicina Francia è così divenuta il primo produttore di derrate agricole in UE.

L’abbandono delle terre coltivate non è però dovuto a un loro ‘uso improprio’, come blatera il c.d. ’Informatore Agrario’. (13) Piuttosto, a politiche che hanno reso antieconomico coltivare i terreni e lavorare nei campi, favorendo tra l’altro anche il caporalato. (14)

Il patrimonio agroalimentare

La biodiversità legata ai territori è il vero patrimonio da preservare, assieme alla cultura e le tradizioni che caratterizzano il Made in Italy. Un esempio su tutti, la riscoperta e valorizzazione di grani antichi e miscugli varietali di frumenti coltivati con metodo biologico, per realizzare pane e pasta con impronta carbonica negativa. (15)

L’innovazione tossica a cui oggi mirano le grandi confederazioni agricole si basa invece sui nuovi OGM. Per rafforzare la dipendenza degli agricoltori italiani dalle Big 4, i monopolisti globali di pesticidi e sementi. In direzione opposta alla biodiversità, l’ecoagricoltura (FAO, 2019) e la tutela degli ecosistemi (16,17).

Sovranità o colonialismo alimentare?

Al nuovo ministro rinnoviamo gli appelli già formulati ai suoi predecessori. Sovranità alimentare significa liberarsi dal colonialismo delle Corporation transnazionali, (18) le quali si esprimono attraverso le confederazioni agricole dominanti, in sistematico conflitto d’interessi. (19) Destinare le risorse pubbliche al sostegno degli agricoltori, a partire dai più piccoli ed ecologici, anziché finanziare impianti solari per imprese sterili e trattori non necessari. (20)

#FoodSovereigntyNOW

Dario Dongo

Immagine di copertina da La Via Campesina. V. nota 18

Note

(1) Il movimento La Via Campesina, fondato nel 1993 a Mons (Belgio) da contadine e contadini dei vari continenti. Vi partecipano 182 organizzazioni in 200 Paesi nel pianeta, in rappresentanza di circa 200 milioni di persone

(2) Kamini Krishna. Is international aid the panacea for Africa’s problems? https://www.jstor.org/stable/48505001 World Affairs, Autumn 2007, Vol. 11 No 3

(3) Declaration of the Forum for Food Sovereignty, Nyéléni Village (Sélingué, Mali). 27.2.07
https://nyeleni.org/IMG/pdf/DeclNyeleni-en.pdf

(4) Dario Dongo. Diritti dei contadini, Dichiarazione ONU. GIFT (Great Italian Food Trade). 23.11.18

(5) Dario Dongo, Alessandra Mei. Residui di pesticidi nei prodotti bio, contaminazioni accidentali sotto controllo. GIFT (Great Italian Food Trade). 18.10.22

(6) Dario Dongo, Giulia Caddeo. Campagna popolare per l’agricoltura contadina, in attesa della legge. GIFT (Great Italian Food Trade). 6.9.19

(7) Dario Dongo, Giulia Caddeo. Agricoltura sociale, le opportunità in attesa di sostegno. GIFT (Great Italian Food Trade). 1.5.21

(8) Dario Dongo. Nextalia sgr, il nuovo tentacolo di Coldiretti nell’alta finanza. GIFT (Great Italian Food Trade). 20.2.21

(9) Dario Dongo. Germina Campus, la holding di Coldiretti che specula sugli agricoltori. #VanghePulite. GIFT (Great Italian Food Trade). 13.6.21

(10) Dario Dongo. Illeciti a danno degli agricoltori ed evasioni fiscali, Campagna Amica prosegue. GIFT (Great Italian Food Trade). 10.9.21

(11) Dario Dongo. AgriCorporateFinance, l’ennesimo fiasco di Coldiretti a spese degli agricoltori. #VanghePulite. GIFT (Great Italian Food Trade). 15.4.22

(12) Dario Dongo. Sovranità alimentare nella Costituzione, l’esempio del Canton Ticino. GIFT (Great Italian Food Trade). 15.6.21

(13) Gabriele Canali. Cosa dobbiamo intendere per sovranità alimentare. https://www.informatoreagrario.it/news/cosa-dobbiamo-intendere-per-sovranita-alimentare/ L’informatore agrario. 25.10.22

(14) Dario Dongo, Sabrina Bergamini. Acqua e igiene, governi e caporali. GIFT (Great Italian Food Trade). 28.7.20

(15) Dario Dongo, Paolo Caruso. Biodiversità in agricoltura, miscugli varietali di frumento e pane bio di alta qualità. Ecosistemi, salute e gusto. GIFT (Great Italian Food Trade). 11.2.22

(16) Dario Dongo, Riccardo Clerici, Silvia Comunian. Nuovi OGM, è indispensabile rafforzare l’analisi del rischio. Rassegna scientifica. GIFT (Great Italian Food Trade). 14.6.20

(17) Dario Dongo. Nuovi OGM a servizio degli agrotossici. La prova del 9 nel nuovo mais GE di Monsanto. Petizione. GIFT (Great Italian Food Trade). 4.7.20

(18) 16 October 2022, International Day of Action for Peoples’ Food Sovereignty against Transnational corporations. La Via Campesinahttps://viacampesina.org/en/event/16-october-2022-international-day-of-action-for-peoples-food-sovereignty-against-transnational-corporations/

(19) Dario Dongo, Marta Strinati. PAC post 2020, ambiente e salute a rischio. Appello al Parlamento UE. GIFT (Great Italian Food Trade). 16.10.20

(20) Dario Dongo. PAC, la Commissione europea boccia il Piano Strategico Nazionale dell’Italia. #VanghePulite. GIFT (Great Italian Food Trade). 14.4.22

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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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