HomeIdeeRimandata l’approvazione delle modifiche al REACH. La lobby della chimica può esultare

Rimandata l’approvazione delle modifiche al REACH. La lobby della chimica può esultare

La Commissione europea ha rimandato al quarto trimestre del 2023 la seduta di approvazione delle modifiche al regolamento REACH (reg. UE 1907/2006) con il quale doveva bandire numerose sostanze chimiche pericolose per la salute e per l’ambiente.

Il regolamento REACH

Il REACH, Registration, Evaluation, Authorisation and restriction of Chemicals, è il regolamento dell’Unione Europea che si applica a tutte le sostanze chimiche che vengono fabbricate, importate o immesse nel mercato sia in quanto tali, che come componenti di miscele o altri articoli, quindi non solo quelle utilizzate nei processi industriali, ma anche negli oggetti di uso comune.

Uno dei principali obiettivi della normativa è tutelare la salute delle persone andando a sostituire le sostanze più pericolose con delle alternative, se esistono, più sostenibili.

Su coloro che producono o importano tali sostanze, inoltre, ricade la responsabilità di gestire i rischi e fornire tutte le informazioni relative alla loro sicurezza (reg 1907, Considerando 12 e 16).

Il ruolo dell’ECHA

I fabbricanti o gli importatori di sostanze chimiche hanno l’obbligo di registrare tali sostanze, nel caso in cui superino la quantità di una tonnellata all’anno, presso l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) fornendo informazioni sulla pericolosità della sostanza e sugli usi fatti (art 6, titolo II, capo I).

L’Agenzia valuta le sperimentazioni sulle sostanze più pericolose e le informazioni rilasciate. Alcune sostanze particolarmente pericolose, contenute nell’Allegato XIV, sono autorizzate solo per determinati usi (Titolo VII) mentre su altre, elencate nell’Allegato XVII, pende una restrizione e possono essere fabbricate o importate solamente rispettando tutte le condizioni previste dalla restrizione (titolo VIII).

La Chemicals Strategy for Sustainability UE

Il 14.10.20, la Commissione europea ha adottato un ambizioso progetto, Chemicals Strategy for Sustainability: Towards a Toxic-free Environment, allo scopo porre un ulteriore limite alla circolazione delle sostanze chimiche ritenute più pericolose e per incoraggiare la loro sostituzione con alternative più sostenibili. (1)

Tale progetto, da inserirsi nella strategia zero inquinamento del Green Deal, si è concretizzato nella roadmap presentata il 25.4.22 e rappresenta una vera rivoluzione nel campo della chimica. L’obiettivo è mettere al bando tra le 5 e le 7 mila sostanze ritenute pericolose e presenti anche negli oggetti di uso comune.

La tabella di marcia

Per garantire che gli impegni presi siano rispettati è stata costruita una tabella di marcia dove vengono indicate le restrizioni già avvenute, il progredimento di quelle in corso e i tempi di quelle pianificate.

Il piano è mettere al bando Pvc, Pfas, ritardanti di fiamma, parabeni (2) e migliaia di altre sostanze ognuna con una diversa scadenza, ma entro il 2030, perché dannose per la nostra salute, ritenute responsabili di provocare tumori e infertilità, oltre che essere inquinanti per il nostro pianeta.(3) E noi, con tali sostanze, veniamo in contatto quotidianamente, anche se non ce ne accorgiamo. Sono presenti negli imballaggi alimentari, nei prodotti per la pulizia, ma anche nei cosmetici, nei capi di abbigliamento e persino nei prodotti per i bambini, come giocattoli, biberon, ciucci e pannolini.

Il potere delle lobby della chimica

Secondo l’Eurostat, nel 2020 sono state prodotte 284 milioni di tonnellate di sostanze chimiche, di cui 78 milioni considerate pericolose (4). Se per noi è una minaccia, per l’industria chimica è una fortuna: solo in Europa l’industria chimica ha un fatturato di quasi 500 miliardi di euro nel 2020. (5) Non stupisce quindi che le lobby della chimica siano riuscite a rallentare i lavori. Infatti, la proposta di revisione doveva essere presentata entro la fine dell’anno ma il 18.10.22 è stata rinviata al quarto trimestre del 2023.

La votazione ha quindi poche possibilità di avvenire sotto la presidenza di Ursula von der Layen, considerato che probabilmente le nuove elezioni saranno nel 2024. Questo preoccupa ambientalisti e sostenitori della transizione ecologica in quanto von der Layen ha dato un forte impulso al percorso verso un’Europa più verde. Ricordiamo come le lobby della chimica erano già riuscite a influenzare il voto sugli interferenti endocrini nel 2016. (6)

Note

(1) https://environment.ec.europa.eu/strategy/chemicals-strategy_en

(2) M. Strinati, Chimica pericolosa, la Restrictions Roadmap della Commissione europea, GIFT (Great Italian Food Trade). 3.5.22

(3) https://ec.europa.eu/docsroom/documents/49734

(4) Eurostat https://ec.europa.eu/eurostat/en/web/products-eurostat-news/-/ddn-20211130-3

(5) Eurostat https://www.federchimica.it/docs/default-source/la-chimica-in-cifre/2_scenario-mondiale-e-chimica-europea.pdf?sfvrsn=cce57493_25#:~:text=3.500%20miliardi%20di%20euro%20(anno,al%207%25%20del%20PIL%20mondiale.

(6) D. Dongo, Interferenti endocrini, la Commissione latita, 4.12.17.

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Laureata in Giurisprudenza all'Università di Bologna, ha frequentato il Master in Food Law presso la stessa Università. Partecipa alla squadra di WIISE srl benefit dedicandosi ai progetti europei e internazionali di ricerca e innovazione.

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