HomeIdeeRiforma dei CAA, nuovi costi e burocrazia a carico degli agricoltori

Riforma dei CAA, nuovi costi e burocrazia a carico degli agricoltori

Gli agricoltori in tutta Europa protestano per un #prezzoequo e un reddito dignitoso, denunciando i costi insopportabili di produzione e la burocrazia che in Italia è destinata ad aumentare a causa del progetto di riforma dei CAA – centri di assistenza agricola – a firma (di Coldiretti e) del ministro Francesco Lollobrigida.

L’amico Valerio Steccanella, perito agrario di Bologna, ci aiuta a comprendere i danni che il decreto ministeriale – approvato dalla Conferenza Stato-Regioni l’8 febbraio 2024 (1) – procurerà agli agricoltori, allevatori e pescatori. Oltreché ai liberi professionisti e i piccoli CAA da sempre a loro servizio. #VanghePulite.

1) CAA, le (false) ragioni della riforma

I CAA – e i liberi professionisti, fino a pochi mesi fa (2) – gestiscono tutte le richieste di contributi nell’ambito della PAC (politica agricola comunitaria) e dei PSR (piani di sviluppo rurale). La loro riforma, non affatto necessaria:

– viene giustificata, nella relazione illustrativa al decreto, con la necessità di adottare nuovi sistemi geo-spaziali per le attività di domanda, istruttoria ed erogazione dei contributi pubblici in agricoltura

– richiede ai CAA nuovi requisiti in tema di competenze (sempre inferiori a quelle richieste dagli ordini professionali), organizzazione (su misura delle Impresa Verde di Coldiretti), gestione dei potenziali conflitti di interessi (che in Coldiretti invece raggiungono governo e Parlamento). (3,4)

2) Nuovi costi e burocrazia a carico degli agricoltori

Prima della dittatura dei CAA – imposta da AGEA con la delibera 9 agosto 2022 n. 41 (2) gli agricoltori, allevatori e pescatori potevano rivolgersi a un professionista qualificato per seguire una pratica dall’inizio alla fine, così come avviene in tutti gli altri settori (es. edilizia).

Il monopolio dei CAA introdotto dal nuovo decreto comporta invece l’esigenza di utilizzare, anche per una semplice domanda PAC, ben tre diverse figure:

– un operatore istruttore, con contratto di lavoro dipendente

– un operatore verificatore, con contratto di lavoro dipendente

– un professionista abilitato per la predisposizione degli allegati tecnici (ad esempio, le perizie per la correzione delle fotointerpretazioni).

L’aggravio burocratico è palese e l’aumento dei costi altrettanto prevedibile, poiché una domanda fino a oggi gestita da un solo operatore che ne avesse le competenze richiederà l’intervento di almeno tre persone.

3) Chi paga?

La relazione tecnica che accompagna il decreto nega l’assegnazione di oneri finanziari aggiuntivi per le casse delle pubbliche amministrazioni, che finanziano parte dei costi dei CAA a compenso delle funzioni pubbliche a essi delegate. Ne deriva che:

– i costi per la collettività, cioè per i cittadini contribuenti che con le proprie imposte finanziano sia la PAC che i CAA, dovrebbero restare (in teoria) invariati

– gli agricoltori dovranno perciò pagare di tasca propria l’aggravio dei costi dei CAA, oltre a venire privati della libertà di scelta di affidarsi a liberi professionisti o a CAA più economici.

4) Chi si arricchisce?

Coldiretti e le altre grandi confederazioni agricole – a cui fanno capo le società di capitali che gestiscono i CAA – si arricchiranno a spese degli agricoltori e degli enti pubblici, così anche di tutti i cittadini e contribuenti. Attraverso:

– i contributi pubblici per le attività delegate dagli organismi pagatori

– le convenzioni con i predetti e altri enti, per l’esercizio di altre funzioni (5)

– le tariffe applicate agli agricoltori per i servizi propri dei CAA

– i compensi riscossi presso gli agricoltori per i ‘servizi complementari’ (6)

– le tessere sindacali impropriamente pretese e altri costi aggiuntivi non dovuti per legge.

5) Qualità dei servizi, conflitti d’interessi?

Cornuti e mazziati, gli agricoltori allevatori e pescatori saranno costretti a rivolgersi ai CAA per la gestione delle pratiche, con l’unica speranza di risparmio e indipendenza offerta dai LiberiAgricoltori. E tuttavia, in barba a quanto falsamente prospettato in relazione illustrativa al decreto del ‘ministro cognato’:

– le ‘maggiori competenze’ non esistono, poiché agli operatori istruttori e verificatori dei nuovi CAA non sono richiesti alcun titolo di studio né competenza specifica né formazione documentata. Basta essere stati assunti, senza neppure un concorso, anche solo a tempo determinato

– gli abominevoli ‘conflitti di interesse’ che il ministro (con capo-gabinetto) di Coldiretti si guarda bene dal mitigare sono quelli di società che fanno capo alle grandi confederazioni agricole, foraggiate al contempo dai settori pubblico e privato per la gestione delle stesse pratiche.

6) Agricoltori in protesta per la libertà

Il decreto ministeriale avrà l’unico risultato di aumentare a dismisura gli oneri burocratici e i costi delle attività di assistenza demandate dalle pubbliche amministrazioni ai centri di assistenza agricola (CAA), senza garantire in alcun modo una migliore qualità dei servizi offerti’ (Valerio Steccanella, perito agrario, Bologna).

La libertà di stracciare le tessere dei mangiapane a tradimento, di decidere se e a quale sindacato o associazione iscriversi, di scegliere liberamente a chi affidare la gestione dei propri fascicoli aziendali è al centro della protesta degli agricoltori italiani. Che proseguirà, fino a quando i loro sacrosanti diritti non verranno rispettati. (7)

#AgricoltoriUniti, #VanghePulite!

Dario Dongo

Note

(1) Dario Dongo. Italia, via libera al monopolio CAA sugli aiuti UE in agricoltura. GIFT (Great Italian Food Trade). 12.2.24

(2) Dario Dongo. AGEA e MASAF ‘Coldiretti’. La soppressione dei liberi professionisti in agricoltura. GIFT (Great Italian Food Trade). 30.9.23

(3) Dario Dongo. Porte girevoli in agricoltura, un’interrogazione. GIFT (Great Italian Food Trade). 14.2.24

(4) Dario Dongo. Coldiretti, Lollobrigida e Fratelli d’Italia, legami profondi e #falseflag. #VanghePulite. GIFT (Great Italian Food Trade). 10.2.24

(5) Si veda il paragrafo 3.4 (Altre funzioni delegate) all’articolo citato in nota 1

(6) si veda il paragrafo 3.5 (CAA, servizi complementari) all’articolo richiamato in nota 1

(7) Dario Dongo. Agricoltori in protesta a Roma e in tutta Italia, 15 febbraio 2024. GIFT (Great Italian Food Trade). 10.2.24

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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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