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Radiazioni nucleari, come proteggersi. Il Grande Freddo

In caso di radiazioni nucleari, è fondamentale sapere come ridurre l’esposizione ai loro effetti nocivi e proteggersi, nei limiti del possibile.

Nella speranza che ragione e dialogo prevalgano su conflitti e uso delle armi, una breve rassegna su raccomandazioni e materiali di schermatura.

C’è anche chi si prepara e investe sui bunker, mentre si studiano le prospettive di sopravvivenza e food security in uno scenario catastrofico. Il Grande Freddo.

1) Proteggersi dalle radiazioni, l’ABC

L’esposizione alle radiazioni è comune lungo il corso della vita, per via dei minerali presenti in natura come pure gli esami diagnostici radiologici (rX, TAC). In condizioni di esposizioni elevate, come nel caso di esplosioni nucleari, EPA (Environment Protection Agency, USA) raccomanda di proteggersi dalle radiazioni seguendo il principio di ‘tempo, distanza e schermatura’:

– tempo. Ridurre al minimo il tempo di esposizione è importante, considerato anche il contributo dovuto dalle radiazioni naturali,

– distanza. Aumentare la distanza dalla sorgente di radiazione permette di ridurne la dose,

– schermatura. Introdurre barriere (es. calcestruzzo, piombo, acqua) tra l’individuo e la radiazione è utile a proteggerlo da raggi gamma e raggi X. (1)

L’apporto di iodio, come si è visto, è a sua volta importante.

Fig. 1 – ‘Tempo, Distanza e Schermatura’. L’ABC di EPA per ridurre l’esposizione alle radiazioni

2) Schermatura

2.1) Materiali convenzionali

Il calcestruzzo è il materiale di schermatura più comune per la protezione dai raggi Gamma, da solo o aggiunto con metalli pesanti per aumentare la densità e l’efficacia protettiva contro le radiazioni. Il piombo – sebbene efficace e duttile – richiede cautele poiché tossico. Il bismuto rappresenta una sua migliore alternativa, non tossica e altrettanto efficace.

Il boro – tra i materiali in grado di prevenire il rilascio di raggi Gamma secondari, oltreché di assorbire la radiazione – è ben più economico di altri ‘moderatori di neutroni’ (es. cadmio, litio). Nella sua forma di carburo si è dimostrato capace di assorbire le radiazioni senza formare isotopi radioattivi, con una resa fino al 96%.

Altri materiali potenzialmente utili sono le resine epossidiche, la cera di paraffina e vari polimeri, plastici e non (es. polietilene, polipropilene, polivinilcloruro (PVC) e policarbonato). (2)

2.2) Materiali alternativi e sostenibili

Diverse rocce naturali – basalto olivinico, basalto compatto, granito jet black, granito rosa, calcare, arenaria e diabase – sono risultate migliori del calcestruzzo nella protezione dai raggi Gamma e simili, dimostrandosi molto promettenti anche in quanto economici e sostenibili. (3)

L’esperienza di Fukushima (2011) ha consentito di sperimentare l’impiego di materiali spesso presenti in casa per proteggere i cittadini dalle radiazioni residue. Carta (fogli, giornali, riviste compatti) e legno (assi, tavole) a uno spessore minimo compatto di 20 mm si sono rivelati efficaci nel contenere le radiazioni. Fino al 90% nel caso di 50 mm di spessore. (4)

3) Dispositivi di protezione individuale

Dispositivi di protezione individuale (DPI) sono stati sviluppati per gli operatori della radiologia e degli impianti nucleari. Occhiali e grembiuli piombati (meglio a tutto corpo, anziché solo frontali), vestaglie protettive e ‘rolling shield’ portatili, se correttamente impiegati, possono contenere l’esposizione alle radiazioni in linea teorica fino al 90%.

I dosimetri permettono di calcolare il livello cumulativo di radiazione. Vengono indossati all’esterno e all’interno degli abiti di protezione, per calcolare per differenza il livello di radiazione a cui gli operatori sono stati esposti. (5) I vestiti (a due o più strati) non sono idonei a contenere la radiazione, sebbene utili a ridurre l’esposizione alle polveri radioattive da fallout nucleare. (4)

4) Prepping

Il prepping è la predisposizione delle condizioni di adattamento a situazioni ambientali catastrofiche (es. epidemie, incidenti nucleari). Bunker ove sopravvivere per periodi più o meno lunghi, isolati dal mondo esterno. Fino all’estremo di Survival Condo, un ex-silo missilistico riadattato a bunker su 15 piani, in USA, in grado di fornire aria, luce ed energia – oltre ad acqua e cibo – per 5 anni a 75 persone. Addirittura cinema, teatro, bar, piscina, con US$ 20 milioni di investimento in una prospettiva distopica elitaria.

Triste curiosità, il business del prepping è in crescita (US$ 500 milioni di fatturato solo in USA) e si sta sviluppando anche in Paesi lontani dagli Stati Uniti d’America ove esso è nato. La percezione di una crisi permanente sta incrementando sempre più il numero dei preppers. Così come le vendite di cibo di sopravvivenza, altro mercato su cui vari grandi operatori in USA stanno puntando, anche nel comparto della distribuzione. (6)

5) Il Grande Freddo

Il Grande Freddo è la prospettiva dei prossimi inverni senza gas naturale né combustibili fossili dalla Russia. (7) Il metano dall’Algeria non potrà colmare il fabbisogno italiano prima del 2024 e l’insostenibile gas di scisto liquefatto sarà insufficiente ad alimentare l’Europa, oltreché più costoso del 50% circa. I costi di produzione delle materie prime agricole continueranno ad aumentare, in linea con quelli di energia e commodities (8,9).

Lo scenario apocalittico, in caso di conflitto nucleare esteso, è una catastrofe solare globale con effetti devastanti sui sistemi agricoli mondiali per oltre 15 anni. Il più recente studio in materia (Winstead et al., 2022) indica le piante selvatiche commestibili (Wild Edible Plants) come ‘tamponi’ di food security in quanto tolleranti a ombra, freddo e siccità post-catastrofe. ‘Proponiamo anche iniziative politiche per la protezione dell’habitat, programmi educativi e preparazione generale’, dicono i ricercatori. (10)

#NoWar, #StopWar, #NonInNostroNome

Dario Dongo e Andrea Adelmo Della Penna

Note

(1) EPA (United States Environmental Protection Agency). Protecting Yourself from Radiation. Ultimo aggiornamento al 21.05.2021, https://www.epa.gov/radiation/protecting-yourself-radiation (accesso eseguito il 18.4.22)

(2) Miamiao et al. (2021). Research and application of nuclear radiation protection materials. IOP Conf. Series: Earth and Environmental Science 859:012093, https://doi.org/10.1088/1755-1315/859/1/012093

(3) Sultan Al-Buriahi et al. (2021). Nuclear Radiation Shielding Characteristics of Some Natural Rocks by Using EPICS 2017 Library. Materials 14:4669, https://doi.org/10.3390/ma14164669

(4) Daisuke Kobayashi et al. (2013). Reducing radiation exposure using a commonly available objects. Environ. Health Prev. Med. 18:261-266, https://doi.org/10.1007/s12199-012-0314-6

(5) Frane & Bitterman. Radiation Safety and Protection. NCBI Bookshelf. Ultimo aggiornamento al 29.5.21, https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK557499/

(6) Bradley Garrett (2021). Doomsday preppers and the architecture of dread. Geoforum 127:401-411, https://doi.org/10.1016/j.geoforum.2020.03.014

(7) Dario Dongo. Gas ed energia elettrica, una crisi annunciata. GIFT (Great Italian Food Trade). 20.3.22, https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/gas-ed-energia-elettrica-una-crisi-annunciata

(8) Dario Dongo. Food security, tesi e antitesi del Parlamento europeo. GIFT (Great Italian Food Trade). 27.3.22, https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/food-security-tesi-e-antitesi-del-parlamento-europeo

(9) Dario Dongo e Maria Rosaria Raspanti. War economy. Aiuti di Stato nel settore agroalimentare, fondo europeo per la pesca, record dei prezzi alimentari. GIFT (Great Italian Food Trade). 8.4.22, https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/war-economy-aiuti-di-stato-nel-settore-agroalimentare-fondo-europeo-per-la-pesca-record-dei-prezzi-alimentari

(10) Winstead, D.J., Jacobson, M.G. (2022). Food resilience in a dark catastrophe: A new way of looking at tropical wild edible plants. Ambio. https://doi.org/10.1007/s13280-022-01715-1

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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

Andrea Adelmo Della Penna
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Laureato in Tecnologie e Biotecnologie degli Alimenti, tecnologo alimentare abilitato, segue l’area di ricerca e sviluppo. Con particolare riguardo ai progetti di ricerca europei (in Horizon 2020, PRIMA) ove la divisione FARE di WIISE S.r.l. società benefit partecipa.

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