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Pubblicità su tv e web, il Parlamento europeo chiede limiti sui cibi ricchi in grassi, zuccheri e sale

Pubblicità su tv e web, il Parlamento europeo chiede limiti sui cibi ricchi in grassi, zuccheri e sale

Il 31.1.17 la Commissione ENVI (Environment, Public Health and Food Safety) del Parlamento europeo ha adottato la propria opinione sulla proposta di revisione della c.d. ‘Audiovisual Media and Services Directive’ (AVMSD, dir. 2010/13/EU).

Il documento, a firma dell’On.le Herbert Dorfmann (Forza Italia), evidenzia il bisogno di proteggere le categorie vulnerabili di consumatori, quali bambini e minori, rispetto alla promozione di alimenti e bevande a elevato tenore di sale, zuccheri e grassi (c.d. HFSS, High Fats Sugars and Sodium), oltreché bevande alcoliche.

Il fiume di obesità infantile, sovrappeso e malattie correlate è in piena e sta esondando, con grave impatto su salute e benessere degli adulti del futuro ma anche gravi costi sociali e sanitari. Non stupisce perciò che gli eurodeputati tornino sulla questione del ‘cibo-spazzatura’ (o ‘di indulgenza’, nella retorica di Big Food), provando ad arginarne la pubblicità con gli strumenti più subdoli e attuali, come il product placement, i social network e le piattaforme di video-sharing.

Un passo avanti dello stesso Parlamento, che ad aprile 2016 aveva ceduto alle pressioni delle lobby della grande industria, proponendo allora di abolire i c.d. profili nutrizionali che vennero introdotti nella precedente legislatura per impedire l’impiego di indicazioni nutrizionali e salutistiche su alimenti squilibrati dal punto di vista nutrizionale. (1)

La Commissione Ambiente del Parlamento europeo chiede ora perciò che l’esposizione di bambini e minori a comunicazioni commerciali audiovisive sia:

– minimizzata, sulle bevande alcoliche, delle quali non deve mai venire incoraggiato il consumo immoderato. La pubblicità di alcolici va esclusa prima, durante e dopo i programmi rivolti ai bambini, e dev’essere comunque vietata nelle ore di picco dal punto di vista della loro audience,

– controllata, per ciò che attiene ad alimenti e bevande HFSS. Nel senso che la loro promozione non deve accompagnare né venire inclusa nei programmi diretti ai bambini (ma può precederli o seguirli, si noti bene), né in quelli trasmessi durante le ore di picco di loro visione. La pubblicità di cibi HFSS deve inoltre venire estromessa dai contenuti di piattaforme video rivolti ai bambini.

Il product placement è generalmente ammesso nei servizi media audiovisivi, al di fuori dei programmi di notizie e ‘affari correnti, trasmissioni sui consumi ovvero religiose, programmi e contenuti rivolti ai bambini (ma non anche, si noti bene, quelli rivolti alle famiglie).

Un rapporto periodico sullo stato di applicazione della direttiva dovrà venire sottoposto dalla Commissione europea al Parlamento e al Consiglio, nei quattro anni successivi alla sua adozione e a successive cadenze triennali. Qualora gli esiti non risulteranno coerenti agli obiettivi posti, tenuto anche conto delle buone prassi e dei codici di auto-regolazione, la Commissione accompagnerà il rapporto a una proposta regolatoria.

Misure ancora piuttosto timide, che dovranno superare il vaglio dell’Assemblea in seduta plenaria prima di venire accettate dal Consiglio e infine venire recepite dagli Stati membri. Con ulteriori ritardi per la definizione delle misure applicative. (2) Sempre che le ‘Corporation’ (3) aventi sede in Canada non ne contesteranno l’applicazione, affidandosi al CETA ormai in dirittura d’arrivo).

Dario Dongo

Note

(1) Cfr. reg. CE 1924/06, c.d. NHC (Nutrition & Health Claims Regulation), articolo 4 (Profili nutrizionali)

(2) Il concetto di HFSS dovrebbe infatti venire definito da quella stessa istituzione, la Commissione europea, che in oltre 10 anni non é riuscita a mettere a punto i profili nutrizionali di cui alla precedente nota

(3) Le ’10 grandi sorelle del cibo’, per citarne alcune. http://www.greatitalianfoodtrade.it/big-food-i-marchi-italiani-delle-10-grandi-sorelle-del-cibo/

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