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Origine delle materie prime in etichetta, il guaio irrisolto

L’origine delle materie prime in etichetta dei prodotti alimentari è uno dei guai tuttora irrisolti per gli agricoltori, allevatori e pastori, pescatori europei e italiani in protesta. E la questione deve venire affrontata a livello di Unione Europea.

Le politiche di Coldiretti, i suoi governi ed eurodeputati continuano a privilegiare gli interessi delle multinazionali rispetto ai diritti dell’agricoltura familiare e contadina, oltreché quelli dei consumatori. Un approfondimento. #VanghePulite.

1) Origine carni bovine, le carenze dei Regolamenti (EC) 1760, 1825/00

Le carni bovine fresche, congelate e surgelate sono soggette a indicazione obbligatoria di origine, da esporre in etichetta e nei locali di vendita (per i prodotti venduti sfusi). I Regolamenti (EC) 1760, 1825 hanno prescritto a tale riguardo che:

– è obbligatorio precisare i Paesi di nascita, allevamento e macellazione dei bovini da cui le carni provengono, e tuttavia

– l’indicazione di origine non è dovuta sulle preparazioni a base di carne (es. hamburger realizzati con la semplice aggiunta di fibre vegetali, sale, spezie)

– rimane ignota l’origine delle carni impiegate nei prodotti a base di carne (es. bresaola, carne salada)

– i consumatori non hanno diritto a conoscere l’origine delle carni servite nei ristoranti e nelle mense. Come invano richiesto, in Italia, dal Consorzio Italia Zootecnia e GIFT (Great Italian Food Trade). (1,2).

2) Origine carni suine, ovine e caprine, avicole. Le omissioni nel Regolamento (EU) 1337/13

Il Regolamento (EU) 1337/13, in applicazione del Food Information Regulation (EU) 1169/11, ha introdotto l’obbligo di indicare l’origine sulle etichette delle carni delle specie suina, ovina, caprina e avicola. Anche in questo caso tuttavia, le lobby di Coldiretti hanno protetto gli interessi delle multinazionali. Ecco come:

– l’etichetta di origine si limita a prescrivere le due diciture ‘Allevato in (nome dello Stato membro o del Paese terzo)’ e ‘Macellato in … (nome dello Stato membro o del Paese terzo)’. Omettendo l’indicazione del Paese di nascita degli animali

– le notizie sull’origine delle carni vengono escluse sui preincarti, le preparazioni a base di carne (estremamente diffuse nel settore avicolo) e i prodotti a base di carne (salumeria). (3,4)

3) Origine delle materie prime in etichetta dei prodotti alimentari, la non-riforma del Regolamento (EU) 1169/11

La Commissione europea, su delega del legislatore europeo, aveva pubblicato nel 2015 tre relazioni in merito alla possibilità di introdurre l’obbligo di etichettatura di origine e provenienza su:

– carne utilizzata nella preparazione di altri prodotti (es. prosciutti e salumi, lasagne, ragù, etc.)
– alimenti non trasformati, prodotti mono-ingrediente, ingredienti che rappresentino più del 50% di un alimento
– latte, sia venduto tal quale e sia come ingrediente di prodotti lattiero-caseari, nonché su alcune carni (equine, di coniglio e di selvaggina) ‘dimenticate’ dal Reg. (EU) 1337/13. (5,6)

Le relazioni di Bruxelles:

– riferivano l’interesse dei consumatori europei a conoscere l’origine e la provenienza delle materie prime agricole utilizzate nei prodotti alimentari, e tuttavia
– ipotizzavano che tali informazioni avrebbero comportato ‘maggiori costi’ (per le industrie multinazionali), per inferire che
– i consumatori non sarebbero stati disposti ad affrontare i ‘maggiori prezzi’.

Il Parlamento europeo non è neppure riuscito ad approvare una (doverosa) risoluzione per chiedere alla Commissione di eseguire una seria valutazione d’impatto a sostegno dei propri (infondati) argomenti, come si è visto. (7) E l’origine delle materie prime in etichetta dei prodotti alimentari è rimasta lettera morta. (8)

4) Origine Pianeta Terra, il Regolamento (EU) 2018/775

Origine Pianeta Terra’ è il nome più appropriato per descrivere il Regolamento (EU) 2018/775, mediante il quale la Commissione europea ha previsto che:

– la provenienza e/o origine degli ingredienti primari (>50%) e significativi (cioè caratteristici dei prodotti, es. nocciole nelle relative creme) – laddove diversa dal Paese di origine (ove il prodotto ha subito la sua ultima trasformazione sostanziale)

– può venire indicata in etichetta con il livello più grottesco di approssimazione.
UE’, ‘non-UE’, ‘UE e non-UE’. Vale a dire, in tale ultima ipotesi, che le materie prime agricole provengono dal Pianeta Terra anziché da Marte o dalla Luna

– non è obbligatoria nei casi di prodotti IGP (es. porchetta di Ariccia) e STG comunque

GIFT (Great Italian Food Trade) ha denunciato l’eccesso di potere posto in essere dalla Commissione, la quale ha travisato gli obiettivi della delega a essa conferita tramite il Food Information Regulation (EU) 1169/11. Ma né Coldiretti, né i ‘suoi’ ministri e i ‘suoi’ eurodeputati hanno dato seguito alla nostra denuncia. (9)

5) Eat ORIGINal! Unmask your food. Il fiasco e le bugie di Coldiretti

Roberto Moncalvo, allora milionario presidente di Coldiretti, aveva lanciato una brillante Iniziativa dei Cittadini Europei, Eat ORIGINal! Unmask your food. Chi scrive ha celebrato il valore di questa iniziativa, anche su questo sito. (10) Avendo fiducia che Coldiretti – con i suoi 1,6 milioni di iscritti (solo) dichiarati, (11) – fosse in grado di raccogliere il milione di firme necessarie per costringere la Commissione Europea a prendere in carico l’iniziativa referendaria e assumere una decisione motivata a tale riguardo.

fake coldiretti

Coldiretti ha però mentito pubblicamente, nell’affermare di avere raccolto 1,1 milioni di firme a sostegno dell’Iniziativa Eat ORIGINal! Unmask your food. (12) Come si è avuto modo di verificare presso la Commissione Europea, che ha perciò aggiornato le informazioni sulla relativa pagina web, l’iniziativa registrata da Coldiretti il 2 dicembre 2018 è stata abortita il 18 gennaio 22 dopo la verifica di carenza delle sottoscrizioni richieste. (13) Abbiamo interpellato Coldiretti per chiedere spiegazioni, senza tuttavia ricevere riscontri.

6) Origine frutta nei succhi e le confetture, latte conservato

La pseudo-riforma delle ‘Breakfast Directives’ ha interessato quattro categorie di prodotti: miele; succhi e nettari di frutta; confetture, gelatine e marmellate di frutta e crema di marroni; alcuni tipi di latte conservato, parzialmente o totalmente disidratato.

Nessuna novità è stata introdotta per quanto attiene all’indicazione in etichetta della provenienza della frutta impiegata nei succhi e le confetture, né dell’origine del latte impiegato nei latti conservati, come GIFT (Great Italian Food Trade) ha già denunciato. (14)

7) IGP e STG, nessuna origine in etichetta

L’ultima presa in giro riguarda la riforma del regime di tutela dei sistemi di qualità legate a tradizioni e territori, le c.d. Geographical Indications (GIs). Dietro i proclama della ‘tutela rafforzata’ – che rimane comunque limitata ai confini del mercato interno, salvi riconoscimenti reciproci e parziali con alcuni Paesi terzi – l’Europarlamento e il Consiglio degli Stati membri non hanno neppure osato mettere in discussione la questione principale.

Le Indicazioni Geografiche Protette (IGP) e le Specialità Tradizionali Geografiche (STG) sono tuttora esentate da qualsivoglia obbligo di indicare in etichetta l’origine delle materie prime. (15)

Così il colosso brasiliano JBS continua a commercializzare come ‘bresaola della Valtellina IGP’, con il suo marchio italiano Rigamonti, la carne di zebù dell’America Latina. Rimane da chiedersi quali interessi abbia privilegiato Paolo De Castro, relatore al Parlamento Europeo della proposta di regolamento in esame nonché presidente della ‘Filiera Italia’ di Coldiretti a cui partecipa, tra gli altri, il gruppo JBS attraverso il suo Salumificio Rigamonti.

8) Un’altra Europa è possibile?

Un’altra Europa è possibile, a condizione che l’agricoltura familiare e contadina – la quale tuttora esprime il 94,8% delle aziende agricole europee (Eurostat, 2020) – trovi una rappresentanza adeguata in una confederazione europea diversa da Farm Europe e Copa-Cogeca, Coldiretti in Italia, le quali sono responsabili dei guai sopra elencati, e di tanti altri.

Una speranza si intravede nella ‘istituzionalizzazione’ del Coordinamento Europeo de La Via Campesina, che da trent’anni porta avanti nel mondo una battaglia per affermare i diritti umani fondamentali dei contadini. Il #prezzoequo e la giustizia sociale, ma anche la sovranità alimentare e delle terre, la biodiversità, il diritto all’impiego dei propri semi.

#Égalité

Dario Dongo

Note

(1) Dario Dongo. Origine carni al ristorante, la proposta di decreto-legge del Consorzio Italia Zootecnica. GIFT (Great Italian Food Trade). 26.5.17

(2) Dario Dongo. Origine di tutte le carni al ristorante, la lezione francese. GIFT (Great Italian Food Trade). 25.11.19

(3) Dario Dongo. Origine delle carni, dall’1 aprile in etichetta. E pur manca qualcosa. GIFT (Great Italian Food Trade). 1.4.15

(4) Dario Dongo. Preparazioni di carne, come scegliere? Ne parliamo a UnoMattina. GIFT (Great Italian Food Trade). 8.3.17

(5) Dario Dongo. EUROPA – Origine delle materie prime, la Commissione propone di mantenere lo ‘status quo’. FARE (Food and Agriculture Requirements). 12.4.15

(6) Dario Dongo. Origine del latte, delle carni equine e della selvaggina. FARE (Food and Agriculture Requirements). 12.4.15

(7) Dario Dongo. Etichettatura d’origine, prosegue il dibattito tra Commissione e Parlamento europeo. FARE (Food and Agriculture Requirements). 24.3.16

(8) Dario Dongo. Etichettatura di origine, non una priorità per la Commissione europea. GIFT (Great Italian Food Trade). 28.5.21

(9) Dario Dongo. Origine ingrediente primario, reg. UE 2018/775. Call for action. GIFT (Great Italian Food Trade). 30.5.18

(10) Dario Dongo. EatORIGINal! Al via la trasparenza su origine e non solo in etichetta. GIFT (Great Italian Food Trade). 14.10.19

(11) Dario Dongo. Coldiretti, tanti soci e alcuni dubbi. #VanghePulite. GIFT (Great Italian Food Trade). 15.4.21

(12) Stop cibi falsi, raccolto 1,1 mln di firme in Europa. Coldiretti Verona https://coldirettiverona.it/stop-cibo-falso/

(13) Eat ORIGINal! Unmask your food. European Citizens Initiative ECI(2018)000006. European Commission https://tinyurl.com/33asfajb

(14) Dario Dongo. ‘Breakfast Directives’. Origine ignota su marmellate, succhi e latte. GIFT (Great Italian Food Trade). 24.2.24

(15) Dario Dongo, Alessandra Mei. EU Geographical Indications and quality schemes, nuove regole in arrivo per DOP, IGP, STG. GIFT (Great Italian Food Trade). 4.6.23

(16) Dario Dongo. Diritti dei contadini, Dichiarazione ONU. GIFT (Great Italian Food Trade). 23.11.18

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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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