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Obesità infantile. L’esempio inglese per l’Italia

Obesità infantile. L’esempio inglese per l’Italia

Obesità e sovrappeso infantile. Il governo inglese offre un modello di analisi e gestione del rischio che dovrebbe venire seguito al più presto dal Ministro per la Salute Giulia Grillo. Ecco perché.

Obesità infantile, analisi del rischio. Inghilterra e Italia a confronto

Il programma nazionale per la misurazione del bambino (NCMP, National Child Measurement Programme) raccoglie i dati antropometrici sui bambini al primo e ultimo anno delle scuole elementari inglesi (4-5 e 10-11 di età). Con l’obiettivo di valutare lo stato complessivo della loro salute – con il supporto di PHE, Public Health England. (1) E offrire strumenti utili allo sviluppo di coerenti politiche sanitarie, a livello locale e centrale.

I dati raccolti mostrano come gli indici di obesità e sovrappeso infantile, in Inghilterra, siano rimasti stabili nel primo segmento di età (22,4% della popolazione considerata). Aumentano invece nella fascia 10-11 anni, dal 31,6% nel biennio 2006-2007 al 34,3% in quello 2016-2017.

La prevalenza dell’obesità severa nella popolazione infantile inglese è il dato più allarmante. Si è infatti registrato un picco del 4,2% tra i bambini in età compresa tra i 10 e gli 11 anni. (2) Con un incremento superiore a un terzo, nell’ultimo decennio. Altra nota di rilievo, in entrambe le fasce di età (4-5 e 10-11 anni) il tasso di obesità severa è 4 volte più elevato nelle aree svantaggiate. (3)

In Italia, viceversa, non è ancora disponibile un programma nazionale per la rilevazione permanente dei dati su sovrappeso e obesità dei minori. (4) Secondo il rapporto di ‘Helpcode Italia’ Onlus – presentato all’Ospedale Gaslini di Genova il 9.10.18 – i bambini e ragazzi obesi sono quasi un milione, il 9,3% del totale. A cui si aggiunge il 21,3% di quelli sovrappeso. (5)

Malnutrizione infantile, Inghilterra e Italia. Il paradosso comune 

Il paradosso che emerge dall’analisi dei dati inglesi è quello già osservato a livello internazionale. Tanto nei Paesi in Via di Sviluppo come in un Paese ‘avanzato’ quale l’Inghilterra, l’obesità colpisce le fasce più disagiate della popolazione.

La disparità sociale – spesso accompagnata da quella culturale – si associa dunque a una malnutrizione per eccesso, oltreché in difetto. Da imputarsi a diete squilibrate, dominate dal cibo-spazzatura (HFSS, High in Fat, Salt or Sugar) e carenti di verdura e frutta. Oltreché, più in generale, di alimenti salutari.

La situazione in Italia non appare diversa, sotto questo punto di vista. La dieta mediterranea del resto, come alcuni studi rivelano, è un privilegio riservato ai ceti più abbienti. E l’antico mito ‘poveri ma belli’ si scontra con l’ago della bilancia.

La malnutrizione infantile apre la strada all’obesità. Anche in Italia, ove 1 bambino su 3 è obeso o sovrappeso, per merito di abitudini alimentari scorrette e stili di vita sedentari. Lo slogan di Ferrero ‘Buongiorno entusiasmo’ – in quanto associato alla promozione di prodotti HFSS – appare quindi poco congruo al dato epidemiologico nazionale. (6)

Obesità infantile, come affrontare un’emergenza di sanità pubblica. L’esempio inglese

Il rischio di contrarre l’obesità nell’adolescenza è aumentato di 20 volte nei soggetti che hanno sviluppato sovrappeso o obesità nei primi 5 anni di vita. (7) Tali condizioni espongono i minori a problemi psicologici (minore autostima, rischio di subire atti di bullismo, depressione) destinati a segnare la loro esistenza a livello personale e sociale. (8)

2,8 milioni di morti ogni anno in UE sono causate da obesità e sovrappeso, che aumentano in misura significativa il rischio di malattie cardiovascolari (ipertensione, patologie coronariche, infarti e ictus), disfunzioni metaboliche (diabete di tipo 2, ipercolesterolemia) e tumori.

Il Childhood Obesity Plan è stato messo a punto negli ultimi anni, dal governo di Sua Maestà, al preciso scopo di affrontare questa emergenza di salute pubblica con strumenti appropriati. Il piano ha preso il via con la previsione di una sugar tax ai produttori di soft drink.

La riformulazione degli alimenti è a sua volta essenziale. Ed è perciò che il governo inglese ha richiesto all’industria alimentare, senza mezzi termini, di ridurre in misura del 20% valore energetico e calorie dei cibi consumati regolarmente dai bambini. (9)

Public Health England ha di recente incontrato le rappresentanze della filiera alimentare (OSA, distributori, ristorazione collettiva, pubblici esercizi). Per discutere l’applicazione del secondo capitolo del piano governativo contro l’obesità infantile, ove sono stabilite ulteriori misure:

– calorie obbligatorie su tutti i cibi serviti e venduti fuori casa (c.d. out of home sector, comprensivo di fast food e take away),

– cibi HFSS, drastici limiti alla promozione pubblicitaria,

– energy-drink, divieto di vendita ai minori. (10)

Il ministro della Salute Giulia Grillo dovrebbe seriamente considerare l’esempio inglese, proprio in quanto mirato ad affrontare l’emergenza di sanità pubblica che riguarda i bambini. Senza trascurare le politiche nutrizionali di recente sviluppate in Francia. È indispensabile un #cambiamento rispetto alle politiche dei precedenti governi, meramente servili a Big Food bensì del tutto inadeguate.

Dario Dongo e Giulia Baldelli

Note

(1) Public Health England è un’agenzia pubblica a servizio del Dipartimento britannico per la Salute e assistenza sociale. Un ente che corrisponde all’Istituto Superiore di Sanità (ISS), a servizio del Ministero della Salute, in Italia

(2) L’obesità è classificata come severa qualora il BMI (Body Mass Index, Indice di Massa Corporea) sia pari o superiore a 35. Si veda l’articolo https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/indice-di-massa-corporea-e-patologie-cardiovascolari-una-ricerca-ne-evidenzia-le-implicazioni-anche-in-soggetti-sani

(3) I criteri di stima dei livelli di obesità seguono gli indirizzi di PHE, su http://webarchive.nationalarchives.gov.uk/20170110173352/http:/www.noo.org.uk/uploads/doc/vid_11762_classifyingBMIinchildren.pdf

(4) La disponibilità a lavorare a un programma di rilevazione permanente, in raccordo con il Ministero della Salute e l’ISS, è stato espresso dalla FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri). Per il tramite del suo Presidente, dr. Paolo Biasci, in vista della Giornata Mondiale dell’Obesità (Obesity Day, 11.10.18)

(5) L’impatto dell’obesità infantile sul Sistema Sanitario Nazionale è stimato in circa 4,5 miliardi di euro l’anno. Cfr. https://www.gaslini.org/comunicati-stampa/obesity-day-2018-in-italia-1-milione-300-mila-minori-a-rischio-malnutrizione-nelle-famiglie-in-poverta/

(6) Sebbene il mainstream media indulga sulle fake news che falsamente associano le politiche internazionali di prevenzione dell’obesità a ipotetici complotti contro il Made in Italy alimentare. Si vedano al riguardo gli articoli https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/fake-news-nel-settore-alimentare-il-quibus e https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/schizzi-di-nutella-sull-oms

(7) V. Mandy Geserick, M.Sc., Mandy Vogel, Ph.D., Ruth Gausche, M.B.A., Tobias Lipek, M.D., Ulrike Spielau, M.Sc., Eberhard Keller, M.D., Roland Pfäffle, M.D., Wieland Kiess, M.D., and Antje Körner, M.D. et al., ‘Acceleration of BMI in Early Childhood and Risk of Sustained Obesity’, su New England Journal of Medicine 2018; 379:1303-1312, doi 10.1056/NEJMoa1803527

(8) Robert J Noonan e Stuart J Fairclough,’Cross-sectional associations between body mass index and social–emotional wellbeing among differentially active children’, su European Journal of Public Health, cky208, 

(9) ‘Childhood Obesity: a Plan for Action, Chapter 1’, ottobre 2016, su https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/546588/Childhood_obesity_2016__2__acc.pdf

(10) ‘Childhood Obesity: a Plan for Action, Chapter 2’, 25.6.18, su https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/718903/childhood-obesity-a-plan-for-action-chapter-2.pdf

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