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Nutriscore e Yuka, l’Antitrust si butta nella mischia

Nutriscore e Yuka, l’Antitrust si butta nella mischia

L’Antitrust si butta nella mischia ipotizzando l’illegittimità del sistema NutriScore e la app Yuka, grazie ai quali i consumatori europei possono identificare con facilità gli alimenti più equilibrati dal punto di vista nutrizionale.
Un approfondimento.

Ferrero chiede, Coldiretti ordina, il governo italiano esegue

Ferrero conduce da una dozzina d’anni una feroce battaglia contro i profili nutrizionali degli alimenti e le etichette nutrizionali di sintesi con codici cromatici. E il suo ex-presidente Francesco Fulci, già ambasciatore italiano alle Nazioni Unite, trovò il suo migliore alleato nel capo dei capi di Coldiretti, ‘quello che comanda’ la politica agroalimentare in Italia. (1)

Vincenzo Gesmundo, il 25.3.21, dichiarava ai suoi di avere costretto il ministro Roberto Speranza a smentire le posizioni espresse dal suo rappresentante a Bruxelles. (2) Il professor Walter Ricciardi aveva infatti osato aderire all’appello di 419 scienziati e 30 associazioni di esperti in sanità pubblica, affinché l’UE adotti l’etichettatura NutriScore.

Il governo italiano inseriva nella sua rappresentanza internazionale – alla Codex Alimentarius Commission for Food Labelling (CCFL), il 27.9-1.10.21 – il direttore di Ferrero Paolo Mascarino. Oltre al vice direttore di Unione Italiana Food. Non anche alcun rappresentante dei consumatori. (3) Mario Draghi interveniva poi alla Camera, il 20.10.21, dichiarando che ‘il governo è totalmente consapevole della gravità che l’introduzione del Nutriscore può costituire per la nostra filiera produttiva agroalimentare e pienamente impegnato nella sua tutela’. (4)

Antitrust, avvio di istruttoria su NutriScore e Yuka

Antitrust – l’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato (AGCM) – sembra aver seguito gli ordini politici di scuderia. Dichiarando, il 22.11.21, l’avvio di un’istruttoria nei confronti di otto operatori che hanno inserito il logo NutriScore sulle etichette dei loro prodotti alimentari, nonché sulla giovane società francese che gestisce la app Yuka (5).

L’istruttoria sul NutriScore – quasi come una barzelletta – coinvolge quattro italiani (GS S.p.a, Carrefour Italia S.p.a., Pescanova Italia S.r.l., Valsoia S.p.A.), due francesi (Regime Dukan S.a.s., Diet Lab S.a.s.), un inglese (Weetabix Ltd.) e un tedesco che produce caramelle.

Il timore, evidenzia l’Autorità, è che l’etichetta NutriScore, così come i punteggi e i giudizi forniti dall’app, in assenza di adeguate avvertenze, vengano erroneamente percepiti come valutazioni assolute sulla salubrità di un determinato prodotto’. (6)

AGCM, timori e disattenzioni

È curioso, un eufemismo, che l’AGCM non abbia invece espresso ‘timore’ verso le pratiche di influencer marketing di cibo spazzatura rivolte a bambini e minori. Ignorando le raccomandazioni UNICEF (2020) sull’esigenza di proteggere i più piccoli da tecniche di persuasione occulta e alimenti dannosi – e le puntuali segnalazioni di chi scrive, su una serie di casi concreti. (7)

L’Antitrust oggi si preoccupa di conoscere ‘il criterio in base al quale sono ordinate e proposte le alternative al consumatore’ su una app gratuita come Yuka. Dopo avere archiviato le nostre denunce relative a centinaia di prodotti in vendita – su Amazon e altri siti di ecommerce – senza riportare le informazioni essenziali a identificarne le caratteristiche (8,9).

Regole

L’azione politica di AGCM a supporto di Coldiretti ha già raggiunto negli ultimi anni un livello di arbitrarietà ai limiti dell’abuso. I suoi interventi al TAR Lazio – per sostenere un atto pubblico distorsivo della concorrenza, sulla gestione degli aiuti in agricoltura – sono stati censurati per difetto di legittimazione. E l’atto in questione, adottato dal direttore di AGEA in un conflitto d’interessi (con il cerchio magico di Coldiretti) censurato dalla Commissione europea ma non anche dal ministro Stefano Patuanelli, è stato annullato in tre separati giudizi. (10)

Le regole da applicare ai casi in esame sono invece stabilite dal Food Information Regulation, reg. UE 1169/11, che semplicemente:

– non si applica a gestori di app come Yuka bensì esclusivamente agli operatori del settore alimentare, from farm to fork, ristorazione inclusa (articolo 1.3),

– non osta all’uso di informazioni facoltative come quella offerta da NutriScore (articolo 36). Anche a prescindere dalla sua formale adozione in Francia, Spagna, Portogallo, Belgio, Olanda, Germania.

Conclusioni provvisorie

In pericolo non è il made in Italy ma lo stato di diritto. Le libertà di opinione e d’informazione anzitutto. La governance delle istituzioni ed enti pubblici. La libera circolazione delle merci, primo pilastro su cui poggia l’Unione Europea. Incidentalmente, la libertà d’impresa.

Il successo di Yuka parla chiaro. 2 milioni di persone in Italia hanno scaricato in 12 mesi una simpatica app che aiuta a scegliere i prodotti alimentari e i cosmetici sulla base di criteri logici. Punteggio NutriScore, presenza di additivi sospetti, cibi bio.

Il significato di NutriScore è altrettanto chiaro. Aiutare le popolazioni ad apprezzare i prodotti più equilibrati dal punto di vista nutrizionale, grazie all’impegno profuso da ricercatori universitari e clinici in un’istituzione pubblica che persegue il bene comune. Il suo apprezzamento da parte di IARC deriva da una rassegna scientifica sulla sua efficacia.

Liberté, #égalité, fraternité

Dario Dongo

Note

(1) Dario Dongo. NutriScore, Ferrero e Coldiretti contro tutti. GIFT (Great Italian Food Trade). 16.7.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/nutriscore-ferrero-e-coldiretti-contro-tutti

(2) ‘A tutto possiamo porre rimedio, come abbiamo fatto nei giorni scorsi costringendo – dopo un comunicato di smentita del ministro Speranza – il delegato italiano Ricciardi, orientato a favore del NutriScore, a cambiare posizione a Bruxelles. Ma l’attenzione e la vigilanza erano mancate da prima, così come da prima era mancata l’adeguata informazione ai nostri soci e soprattutto agli stakeholders locali, che poi interagiscono anche con il Parlamento nazionale. Rispetto a tutte le altre organizzazioni di rappresentanza, noi viaggiamo con un doppio motore. Quello collocato centralmente in confederazione e quello presente a livello diffuso sul territorio: è tempo di mandarlo a pieni giri!!’ (Vincenzo Gesmundo, discorso ai direttori di Coldiretti, 25.3.21)

(3) Dario Dongo. Codex Alimentarius, il NutriScore e le linee guida WHO. GIFT (Great Italian Food Trade). 29.9.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/codex-alimentarius-il-nutriscore-e-le-linee-guida-who

(4) Draghi, consapevoli dei rischi del Nutriscore, tuteliamo la filiera. ANSA. 20.10.21, https://bit.ly/3xeKYf8

(5) PS12131-PS12183-PS12184-PS12185-PS12186-PS12187 – Avviate istruttorie sul sistema di bollinatura NutriScore e sull’app Yuka. AGCM, comunicato stampa 22.11.21, https://www.agcm.it/media/comunicati-stampa/2021/11/PS12131-PS12183-PS12184-PS12185-PS12186-PS12187

(6) Marta Strinati. Arriva in Italia Yuka, la app che smaschera gli alimenti squilibrati. GIFT (Great Italian Food Trade). 22.9.20, https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/arriva-in-italia-yuka-la-app-che-smaschera-gli-alimenti-squilibrati

(7) Dario Dongo. Influencer marketing, la nostra segnalazione all’Antitrust. GIFT (Great Italian Food Trade). 25.7.20, https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/influencer-marketing-la-nostra-segnalazione-all-antitrust

(8) Dario Dongo. Amazon, nuove denunce a Antitrust e ICQRF. GIFT (Great Italian Food Trade). 7.2.19, https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/amazon-nuove-denunce-a-antitrust-e-icqrf

(9) Dario Dongo. Everli, Carrefour, l’ecommerce che inganna. Prezzi sballati ed etichette fuorvianti. GIFT (Great Italian Food Trade). 28.11.20, https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/everli-carrefour-l-ecommerce-che-inganna-prezzi-sballati-ed-etichette-fuorvianti

(10) Dario Dongo. Tris del TAR Lazio sui CAA. Riammessi i liberi professionisti. GIFT (Great Italian Food Trade). 11.6.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/tris-del-tar-lazio-sui-caa-riammessi-i-liberi-professionisti

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