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Nuovi OGM, il tradimento finale

Gli eurodeputati e i governi degli Stati membri si apprestano a un tradimento finale dei loro elettori con la ‘deregulation’ dei nuovi OGM, o NGTs (New Genomic Techniques), nell’esclusivo interesse dei quattro colossi che controllano oltre il 70% del mercato globale di pesticidi e sementi. (1)

Le ‘Big 4’ Bayer (Monsanto), Corteva (Dow, DuPont), ChemChina (Syngenta, Longping) e BASF potranno così estendere il monopolio su ogni pianta sottoposta a modifiche genetiche anche minimali. In modo da registrarne i brevetti e aggravare sia i costi di produzione, sia la schiavitù degli agricoltori. (2)

Come se non bastasse – ed è questa la differenza tra OGM ‘tradizionali’ e nuovi OGM – questi ultimi potranno venire deliberatamente immessi nell’ambiente senza una preventiva valutazione, da parte di EFSA, della loro sicurezza per gli ecosistemi anche agricoli, la biodiversità e la salute pubblica.

1) OGM, la disciplina attuale

Gli OGM vecchi e nuovi, secondo le regole oggi vigenti, devono venire autorizzati a livello UE in relazione alle due distinte fasi di:

– immissione deliberata nell’ambiente, cioè semina e coltivazione

– utilizzo nella produzione di mangimi e alimenti.

Gli Stati membri mantengono il potere di limitare o vietare la coltivazione, non anche la commercializzazione di prodotti OGM. Così ad esempio, in Italia:

– è vietato coltivare soia, mais, colza OGM

– è ammesso l’impiego di OGM coltivati altrove, per produrre alimenti e mangimi, a condizione che si tratti di varietà autorizzate in UE.

2) Nuovi OGM, il progetto di ‘deregulation’

La Commissione europea, come si è visto, ha proposto di eliminare la valutazione del rischio sui nuovi OGM (NGTs) di ‘categoria 1’, vale a dire quelli che hanno subito non oltre 20 manipolazioni genetiche (esclusi quelli progettati per resistere agli erbicidi). E di minimizzare la valutazione del rischio per tutti gli altri.

Il Parlamento Europeo ha approvato tale proposta, rinunciando alla valutazione del rischio quand’anche i nuovi OGM di categoria alterino la funzione dei geni e i percorsi biochimici, ovvero comportino un aumento dei livelli di tossine e di allergeni noti. Limitandosi a prevedere la loro tracciabilità ed etichettatura. Così i colossi potranno azzardare qualsiasi esperimento di ingegneria genetica, senza preoccuparsi di verificare la sicurezza delle sementi per la produzione agricola, l’ambiente, la salute umana e animale.

Il Consiglio europeo non ha invece finora raggiunto la maggioranza qualificata richiesta per approvare la proposta della Commissione e avviare i negoziati con essa e il Parlamento. Alcuni Stati membri rimangono infatti contrari all’idea di:

– perdere la sovranità alimentare, poiché la proposta di regolamento esclude la possibilità di limitare o vietare le coltivazioni di nuovi OGM sui territori nazionali

– costringere gli agricoltori a pagare royalties ai titolari dei brevetti anche nei casi di contaminazioni accidentali delle loro colture con i nuovi OGM

– non prevedere tutele né risarcimenti danni provocati agli agricoltori a causa di contaminazioni accidentali che possono pregiudicare l’integrità dei loro raccolti.

3) Nuovi OGM, tradimento finale

L’eurodeputata svedese Jessica Pollfjärd (Partito Popolare Europeo), ha deciso di sottoporre in ogni caso la proposta di deregulation di cui essa è relatrice al voto dell’Assemblea di Strasburgo, in prima lettura, il 24 aprile 2024. Con l’obiettivo di ‘bloccare’ la posizione del Parlamento Europeo in uscita e vincolare gli eurodeputati della prossima legislatura a proseguire il negoziato su queste basi.

EFSA (European Food Safety Authority) è stata intanto delegata a valutare i rischi di sicurezza dei nuovi OGM di ‘categoria 1’ che sono stati evidenziati sia da centinaia di scienziati indipendenti, sia dalle autorità pubbliche in Francia (ANSES, Agence nationale de sécurité sanitaire de l’alimentation, de l’environnement et du travail) e Germania (BfN, German Federal Agency for Nature Conservation). (3,4)

4) Eurodeputati e governo italiano a servizio delle multinazionali

Le elezioni europee si avvicinano e gli eurodeputati dei grossi partiti italiani al potere e all’opposizione – Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, PD – hanno finora seguito gli ordini di Coldiretti e le altre grandi confederazioni agricole, a braccetto con le multinazionali di sementi e agrofarmaci che vogliono standardizzare le produzioni e così annientare la competitività delle aziende agricole familiari e contadine italiane ed europee.

Il modello ‘produttivista’ che tutti costoro vogliono imporre ai nostri agricoltori vale però soltanto, come si vedrà nel paragrafo successivo, ad arricchire le quattro ‘Corporation’ citate in premessa, oltre alla Federconsorzi 2 alias CAI SpA che a sua volta controlla la Società italiana Sementi SIS SpA. La quale è stata condannata al TAR per le pratiche commerciali scorrette a danno degli agricoltori, come si è visto, ed è ora partecipata anche da ENI (5,6).

Combinazione, sia ENI che CAI SpA e SIS sono soci della Filiera Italia di Coldiretti che è presieduta dall’eurodeputato Paolo De Castro, il primo ad avere annunciato la volontà di deregolare i nuovi OGM già nel 2019, all’inizio della legislatura europea che ora volge al termine. (7)

5) Agricoltori in schiavitù

Il sistema messo in piedi dalle multinazionali in sinergia con Coldiretti & Co. sta distruggendo le aziende agricole familiari e contadine che rappresentano il 94,8% del totale delle imprese agricole in Unione Europea. Il 37% delle aziende agricole europee è stato chiuso e/o ceduto, negli ultimi venti anni, proprio a causa di questo modello ‘produttivista’:

– i costi di produzione, a partire dagli input agricoli forniti dalle multinazionali, continuano ad aumentare, mentre i prezzi di vendita dei prodotti rimangono stagnanti

– gli agricoltori, per sopravvivere alle vendite sottocosto, sono costretti a tagliare ogni spesa possibile (a partire dalla forza lavoro, e così a spezzarsi la schiena da prima dell’alba a dopo il tramonto)

– i contadini sono allora stati convinti a produrre di più, investire sulle monocolture (e quindi acquistare più input dalle stesse multinazionali), indebitarsi per affittare altri terreni e acquistare nuovi macchinari. A loro esclusivo rischio e pericolo, poiché le assicurazioni e gli aiuti ‘de minimis’ coprono solo minima parte dei danni da eventi atmosferici e fauna selvatica

– le grandi confederazioni agricole e i politici traditori intanto portano avanti i trattati di libero scambio, da ultimo con il Cile e il Kenya, (8) per consentire le importazioni a dazio zero senza contingenti tariffari e così la concorrenza sleale degli altri quattro colossi (ABCD: Archer-Daniel Midlands, Bunge, Cargill, Dreyfuss) che invece dominano il mercato globale delle commodities

– la standardizzazione di cereali, legumi e ortofrutta che verrà fomentata dai nuovi OGM, nel fare scomparire la biodiversità che caratterizza le nostre tradizioni agroalimentari, rende gli agricoltori locali ‘sostituibili’ con quelli disposti a offrire i prodotti al miglior prezzo. E nessuno potrà competere con le economie di scala degli stessi colossi che frattanto investono (anche) sulle terre.

6) #AgricoltoriUniti, agricoltori e cittadini, la protesta prosegue

La protesta di #AgricoltoriUniti e cittadini deve proseguire fino a quando la politica non darà prova di ascoltarli:

– rigettare ogni ipotesi di ‘deregulation’ degli OGM, che i consumatori italiani non hanno mai voluto (sebbene la soia OGM d’importazione venga tuttora impiegata nelle filiere della quasi totalità dei salumi e formaggi DOP e IGP), (9)

– garantire agli agricoltori e alle imprese di trasformazione alimentare un #prezzoequo per continuare a fornire alimenti sani, buoni e giusti per tutti

– liberare gli agricoltori, allevatori e pastori italiani dalla schiavitù di Coldiretti per la gestione dei fascicoli aziendali. (10)

#PaceTerraDignità – il movimento a cui chi scrive aderisce, candidandosi nel collegio Nord-est alle elezioni europee del 6-9 giugno 2024 – porta avanti questi e altri obiettivi prioritari, già condivisi in apposito programma. (11)

#VanghePulite #Égalité

Dario Dongo

Note

(1) Dario Dongo. Sementi, i 4 padroni del mondo. GIFT (Great Italian Food Trade). 15.1.19

(2) Dario Dongo, Alessandra Mei. Nuovi OGM, NGTs. Via libera da Strasburgo alla deregulation. GIFT (Great Italian Food Trade). 9.2.24

(3) Dario Dongo. NGTs, nuovi OGM. Gli scienziati e ANSES espongono i rischi della deregulation. GIFT (Great Italian Food Trade). 23.12.23

(4) BfN (2024). For a science-based regulation of plants from new genetic techniques https://tinyurl.com/tczcrm3b

(5) Dario Dongo. Grano Senatore Cappelli e pratiche commerciali scorrette, la conferma di TAR Lazio. GIFT (Great Italian Food Trade). 11.11.23

(6) Eni Natural Energies entra nel capitale di Società Italiana Sementi (Gruppo BF). Finance community. 20.2.24 https://financecommunity.it/eni-natural-energies-entra-nel-capitale-di-societa-italiana-sementi-gruppo-bf/

(7) Dario Dongo. Grano Senatore Cappelli e pratiche commerciali scorrette, la conferma di TAR Lazio. GIFT (Great Italian Food Trade). 11.11.23

(8) Dario Dongo. Via libera agli accordi UE con Cile e Kenya. GIFT (Great Italian Food Trade). 28.2.24

(9) Dario Dongo. I crimini dell’Amazzonia nelle nostre DOP. GIFT (Great Italian Food Trade). 15.7.19

(10) Dario Dongo. #AgricoltoriUniti, il manifesto 2 marzo 2024. GIFT (Great Italian Food Trade). 27.2.24

(11) Dario Dongo. Pace, Terra e Dignità. Il nostro movimento alle elezioni europee 2024. GIFT (Great Italian Food Trade). 14.3.24

(12) Gli agricoltori tornano a bloccare il quartiere europeo a Bruxelles. Dopo il duplice assedio messo in atto a inizio e fine febbraio per contestare le politiche Ue, un centinaio di trattori si stanno assembrando questa mattina in prossimità delle sedi delle principali istituzioni Ue. Alcuni roghi sono stati appiccati a Place du Luxembourg, davanti ai palazzi del Parlamento europeo, già presa d’assalto il 1° febbraio. E’ in corso un lancio di petardi nelle prossimità delle sedi della Commissione europea e del Consiglio Ue, dove si trovano riuniti i ministri europei dell’Agricoltura. Sono stati appiccati alcuni roghi bruciando copertoni e balle di fieno anche di fronte al dipartimento responsabile per l’erogazione dei fondi della Politica agricola comune (Pac). I trattori assembrati a Rue de la Loi, la principale arteria che attraversa il quartiere Ue, sono attualmente un centinaio. Gli agricoltori di FUGEA ed ECVC tornano a Bruxelles.

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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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