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Lactalis, salmonella ai neonati

Lactalis, salmonella ai neonati

Lactalis, salmonella ai neonati. 12 milioni di confezioni di alimenti per la prima infanzia, 11 mesi di produzione di una grande industria francese, richiamati in 83 Paesi. Se mai fosse servito un esempio a dimostrare che il sistema a presidio della sicurezza alimentare in Europa ha urgente bisogno di riforme, eccolo!

Lactalis, salmonella ai neonati. Cronaca di un disastro

Il tempismo, nella gestione delle crisi di sicurezza alimentare, è un fattore cruciale. Quanto più breve è l’intervallo tra la notizia (o il sospetto) di un pericolo e l’attivazione delle doverose procedure di emergenza, (1) tante meno saranno le vittime. Un concetto chiaro a tutti, o quasi.

Lo stabilimento di Craon (Mayenne) del gruppo Lactalis, secondo quanto emerso a seguito delle prime indagini, ha riscontrato contaminazioni da salmonella su latte in polvere destinato alla prima infanzia già a partire dal 15 febbraio 2017. L’anno scorso! 

La crisi è stata però affrontata con almeno 10 mesi di ritardo. Il bollettino di un disastro globale: 

2.12.17. La Direction générale de la santé (DGS) annuncia il richiamo di alcune partite di latte per la prima infanzia, commercializzato con tre diversi marchi del gruppo Lactalis, a seguito di intossicazione da salmonella di 20 neonati (<6 mesi) in 8 regioni della Francia.

10.12.17. Estensione del richiamo a un più ampio numero di lotti di produzione (625).

21.12.17. Lactalis comunica l’ulteriore estensione del richiamo ad altri 740 lotti. Viene di fatto richiamata l’intera produzione dello stabilimento di Craon a partire dal 15.2.17. Quasi un anno di attività industriale, 1.345 lotti, 12 milioni di confezioni.

22.12.17. La Procura della Repubblica a Parigi avvia un’indagine per lesioni colpose. Ed è solo l’ultima delle numerose inchieste che hanno colpito il gruppo.

3.1.18. Il settimanale satirico Canard enchaîné rivela notizia di un’ispezione dello stabilimento di Craon da parte delle autorità locali di controllo, (2) a settembre 2017, con esito favorevole. Superficialità o falso in atti pubblici?

9.1.18. Leclerc, prima catena della GDO (Grande Distribuzione Organizzata) in Francia, ammette di non essere riuscita a impedire la commercializzazione di 984 delle confezioni sottoposte al richiamo.

Salmonella a Craon, i più gravi sospetti

Il ceppo di salmonella al centro dell’attuale crisi, secondo gli esperti dell’istituto Pasteur di Parigi, è riconducibile a quello che nel 2005 costrinse alla chiusura dello stabilimento stesso. Ma nei dodici anni trascorsi, sarà mai stato debellato? Vale la pena evidenziare che l’impianto è dedicato alla produzione di alimenti per la prima infanzia, ove l’attenzione verso la sicurezza alimentare deve tendere alla perfezione. (3)

Le notizie sulle condizioni igieniche dell’impianto Lactalis di Craon sono tutt’altro che confortanti. Sterili sono solo le parole di circostanza dei dirigenti del gruppo. Mentre varie fonti – non da ultimo l’eloquente dichiarazione alla tv francese di un ex-dipendente – riferiscono a zozzerie del tutto incoerenti con il tipo di lavorazione.

Lactalis è il terzo produttore al mondo nel settore lattiero-caseario, dopo Nestlé e Danone, con 246 stabilimenti in 47 Paesi, 75.000 dipendenti. Le vendite, per un valore complessivo di 17,5 miliardi di euro, hanno luogo in 150 Paesi (58% in Europa, 21% in America, 14% in Oceania, 7% in Africa). In Italia, Lactalis possiede Parmalat e Galbani (della quale a nostra volta abbiamo di recente denunciato una frode in commercio).

La crisi del sistema

Il sistema dei controlli pubblici ufficiali sulla filiera alimentare continua a mostrare le corde. Ora in Francia, come negli ultimi mesi in Belgio e Olanda (con il Fipronil), e già in Olanda e Germania con l’epatite E nelle carni suine fresche.

L’Europa taceanziché correre ai ripari. Come è doveroso, introducendo misure di assoluto rigore a carico degli Stati membri che vengano meno alle loro responsabilità di garanzia della sicurezza della filiera alimentare. Tenendo a mente che non ne va solo della salute degli individui, ma anche della reputazione del primo settore manufatturiero dell’Europa unita che scricchiola.

Le infrazioni sui controlli pubblici ufficiali vanno punite al pari di quelle sui bilanci pubblici in area euro. E servono subito altre misure, come abbiamo più volte evidenziato. 

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Dario Dongo

Note

(1) Immediati devono essere il ritiro commerciale degli alimenti a rischio, la notifica all’autorità sanitaria e la comunicazione ai consumatori. Quando altre misure risultino inadeguate a garantire un livello elevato della sicurezza alimentare – come in questo caso – è indispensabile procedere al richiamo pubblico. Cfr. reg. CE 178/02, c.d. General Food Law, articolo 19

(2) Direction départementale de la cohésion sociale et de la protection des populations (DDCSPP)

(3) In ragione della peculiare vulnerabilità di neonati e prima infanzia verso batteri patogeni, come appunto la salmonella

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