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La Commissione europea chiede la riduzione dell’acrilammide

La Commissione europea chiede la riduzione dell’acrilammide

La Commissione europea ha fissato nuovi limiti alla presenza dell’acrilammide negli alimenti trasformati. Risultata cancerogena e genotossica sugli animali, questa sostanza può essere generata dal trattamento ad elevata temperatura nella produzione degli alimenti ricchi di amido.

Gli alimenti più soggetti a sviluppare acrilammide sono patatine fritte, biscotti e caffè, secondo l’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, incaricata della valutazione del rischio sanitario. La contaminazione di processo dovrà essere monitorata dagli Stati membri, e la sua riduzione perseguita anche attraverso la revisione dei processi di produzione alimentare, prevede la Raccomandazione della Commissione europea.

Individuata per la prima volta nel 2002, l’acrilammide è considerata un potenziale rischio per la salute. Nel gennaio 2011 la Commissione europea aveva stabilito per la prima volta i valori di riferimento per le varie categorie alimentari soggette alla contaminazione.