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IED, la direttiva ‘ammazza-stalle’

Il 12 marzo 2024 il Parlamento europeo ha approvato la riforma alla ‘Industrial Emissions Directive’, IED, nota anche come direttiva ‘ammazza-stalle’. Gli eurodeputati hanno così deciso di equiparare gli allevamenti di suini, polli e galline ovaiole agli impianti industriali. (1)

Nell’occasione, è stato altresì approvato il regolamento che istituisce un portale europeo di informazione pubblica sui livelli di emissioni e di inquinamento provocati dagli impianti industriali. Mentre l’industria bellica esplode nel Vecchio Continente, e nel Mediterraneo.

1) Industrial Emissions Directive, IED

Industrial Emissions Directive 2010/75/EU è lo strumento adottato nel 2010 per regolare i livelli delle emissioni inquinanti prodotte nel settore industriale. Le industrie che svolgono le attività elencate in Allegato I alla Direttiva possono operare solo previo rilascio di un’autorizzazione concessa dalle autorità degli Stati membri sulla base dei seguenti criteri:

approccio integrato. Bisogna considerare la prestazione generale dell’impianto che comprende le emissioni inquinanti (in aria, acqua e suolo), la produzione di rifiuti, l’uso delle materie prime, l’efficienza energetica, il rumore, la prevenzione degli incidenti, il ripristino del sito dopo la chiusura

‘best available techniques’ (BAT). La Commissione europea, sulla base delle consultazioni coordinate da IPPC presso il Joint Research Center a Siviglia, pubblica i documenti tecnici ove sono definite le condizioni di autorizzazione, i livelli di emissioni in base al tipo di impianto e le migliori tecniche disponibili (IED, art. 3, par. 11 e 12), (2)

soglie limite di emissioni per le attività maggiormente inquinanti quali gli impianti di combustione, l’incenerimento dei rifiuti, le attività che utilizzano solventi e produzione di biossido di titanio (IED, art. 15, par. 3)

valori flessibili di emissioni per casi specifici ove una valutazione dimostri che ‘il raggiungimento dei livelli di emissione associati alle migliori tecniche disponibili descritte nelle conclusioni sulle BAT comporterebbe costi sproporzionatamente più elevati rispetto ai benefici ambientali’ dovuti, ad esempio, alla posizione geografica o alle condizioni ambientali locali (IED, art. 15, par. 4).

2) IED, le norme ‘ammazza-stalle’

La Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen nel 2022 ha avviato l’iter di modifica alla direttiva IED per ricomprendere gli allevamenti tra le attività industriali. (3) Il Parlamento Europeo ha a sua volta approvato l’idea di assoggettare a tali regole gli allevamenti di:

– suini con più di 350 unità di bestiame (UBA), ossia con più di 1100 suini adulti, esclusi quelli che applicano metodi estensivi o bio o che allevano gli animali all’aperto per un periodo significativo dell’anno

– avicoli con oltre 21400 galline ovaiole o 40000 polli da carne

– misti, suini e avicoli, con oltre 380 UBA.

Ad maiora, entro il 31 dicembre 2026 la (prossima) Commissione potrà decidere se estendere l’applicazione della IED agli allevamenti di bovini. Oltre a decidere se introdurre una clausola di reciprocità per i prodotti importati da Paesi extra UE, al fine di garantire standard equivalenti a quelli europei. (4)

3) Sanzioni

Gli Stati membri dovranno stabilire sanzioni ‘effettive, proporzionate e dissuasive’, in linea con i criteri definiti nella direttiva sulla tutela penale dell’ambiente. (5) L’efficacia delle sanzioni pecuniarie postula che esse siano‘proporzionate al fatturato della persona giuridica o al reddito della persona fisica autrice della violazione’.

Le sanzioni dovranno quindi:

– privare il responsabile della violazione dei benefici economici derivanti da tale violazione
– aumentare gradualmente in caso di recidive
– avere importo massimo non inferiore dell’8% del fatturato annuo dell’operatore, se commessa da una persona giuridica.

La determinazione delle sanzioni dovrà inoltre considerare:

– la natura, la gravità e l’entità della violazione;

– il carattere intenzionale o colposo della violazione;

– la popolazione o l’ambiente colpiti dalla violazione, tenendo in conto dell’impatto della violazione sull’obiettivo di raggiungere un livello elevato di protezione della saluta umana e dell’ambiente’ (nuovo articolo 79).

4) Principio di compensazione

I cittadini e/o consumatori che abbiano subito un danno alla salute a seguito di violazione delle norme in esame avranno diritto di agire – anche attraverso associazioni di tutela della salute umana e dell’ambiente – per ottenerne il risarcimento.

In sede legale, qualora esistano elementi che provano l’esistenza di un nesso di causalità tra il danno e la violazione delle norme, spetterà al responsabile delle violazioni dimostrare il contrario (inversione dell’onere della prova. Nuovo articolo 79-bis).

5) Portale sulle emissioni industriali

Il Parlamento Europeo ha altresì approvato la proposta di regolamento UE ‘relativo alla comunicazione dei dati ambientali delle installazioni industriali e alla creazione di un portale sulle emissioni industriali, e che abroga il regolamento (CE) 166/2006’. (6)

Il Portale ambisce a garantire l’accesso ai dati sulle emissioni industriali, a livello europeo, da parte del pubblico. I dati, comunicati dagli Stati membri alla Commissione, dovranno venire conservati per almeno 10 anni (art. 5.2), e fornire informazioni su:

– emissioni inquinanti
– trasferimenti dei rifiuti fuori dal sito e sversamenti di sostanze inquinanti in acque reflue (7)
– singole installazioni
– consumi di acqua, energia e materie prime
– emissioni di sostanze inquinanti da fonti diffuse
– link alle banche dati dei registri nazionali delle emissioni e dei trasferimenti delle sostanze inquinanti e altri registri, banche dati o siti web accessibili al pubblico (art. 4).

6) Approvazione ed entrata in vigore

Gli eurodeputati hanno approvato sia la direttiva sulle emissioni inquinanti, sia il regolamento sul portale ad ampia maggioranza, con voti favorevoli da tutti i gruppi del Parlamento europeo:

– 393 voti favorevoli, 173 contrari e 49 astensioni per la IED (9)

– 506 voti favorevoli, 82 contrari e 25 astensioni per il Portale. (10)

La Direttiva IED, previa approvazione formale del Consiglio europeo, verrà pubblicata in Gazzetta Ufficiale dell’UE. Gli Stati membri avranno 22 mesi per recepirla nei propri ordinamenti nazionali.

7) Emissioni e inquinamento, l’ipocrisia suprema

Le politiche europee su clima e inquinamento esprimono un’ipocrisia suprema che nessuno osa mettere in discussione:

– da un lato, con la direttiva in esame, si pretende di equiparare allevamenti europei di suini e pollame tutt’altro che ‘intensivi’ a impianti industriali. Aggravando i già insostenibili oneri burocratici a carico di allevatori il cui primo obiettivo è fornire alimenti sani e nutrienti a prezzi accessibili per i consumatori europei

– d’altra parte si accettano senza condizioni le carni suine e di pollame, oltreché bovine, importate in esenzione di dazio da Paesi terzi che praticano dumping socio-ambientale. Quali ad esempio Brasile e Argentina, ove la zootecnia divora rapina le terre alle popolazioni che vi abitano e devasta foreste primarie (11,12)

– e ancora, senza certo badare al ‘Green Deal’, il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel sollecita l’Unione e i Suoi Stati membri ad attivare una ‘economia di guerra’ che comporta la riconversione a scopi bellici dell’industria pesante. In vista dell’impiego di centinaia di migliaia di missili e munizioni ai confini dell’Europa, su popolazioni ed ecosistemi.

#NotinOurNames #PaceTerraDignità #Égalité

Dario Dongo e Alessandra Mei

Note

(1) Proposta per una Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, sulle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento) e la direttiva 1999/31/CE del Consiglio, del 26 aprile 1999, sulle discariche di rifiuti https://tinyurl.com/p7ebrbnb

(2) Ogni tipo di impianto avrà la BAT di riferimento. Per quanto attiene agli allevamenti, ad esempio, ‘i requisiti BAT pertinenti prendono in considerazione la natura, le dimensioni, la densità e la complessità di questi impianti, comprese le specificità dei sistemi di allevamento del bestiame basati sul pascolo, in cui gli animali vengono allevati solo stagionalmente in impianti al chiuso, e la gamma di impatti ambientali che possono avere. I requisiti di proporzionalità contenuti nelle BAT mirano a incentivare gli agricoltori ad attuare la necessaria transizione verso pratiche agricole sempre più rispettose dell’ambiente’ (nuovo considerando 4)
(3) Nuovo capitolo VI bis, articoli da 70 bis a 70 diecis

(4) Parlamento europeo. Ridurre l’inquinamento dell’industria e delle grandi aziende zootecniche. 12.3.2024 https://tinyurl.com/mr367rj3

(5) Dario Dongo, Alessandra Mei. Crimini ambientali, la nuova direttiva UE. GIFT (Great Italian Food Trade). 7.3.24

(6) Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla comunicazione dei dati ambientali delle installazioni industriali e alla creazione di un portale sulle emissioni industriali, e che abroga il regolamento (CE) n. 166/2006 https://tinyurl.com/bdjcecb3

(7) Dario Dongo, Ylenia Desiree Patti Giammello. Acque agricole e sicurezza alimentare, reg. UE 2020/741. L’ABC. GIFT (Great Italian Food Trade). 26.9.21

(8) Dario Dongo, Ylenia Desiree Patti Giammello. Inquinamento acque. Antibiotici, farmaci, pesticidi nel nuovo piano di monitoraggio UE. GIFT (Great Italian Food Trade). 17.10.22

(9) Risultato di voto nominale per la direttiva sulle emissioni industriali https://tinyurl.com/3djxv62j

(10) Risultato voto nominale sul regolamento per istituire il portale per le emissioni industriali https://tinyurl.com/4s55uz9n

(11) Dario Dongo, Isis Consuelo Sanlucar Chirinos. Land grabbing e deforestazioni in Brasile, le barbarie proseguono. GIFT (Great Italian Food Trade). 20.5.22

(12) Dario Dongo. Argentina, Gran Chaco in fiamme per soia OGM e bovini da carne. #Buycott. GIFT (Great Italian Food Trade). 10.8.19

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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

Alessandra Mei
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Laureata in Giurisprudenza all'Università di Bologna, ha frequentato il Master in Food Law presso la stessa Università. Partecipa alla squadra di WIISE srl benefit dedicandosi ai progetti europei e internazionali di ricerca e innovazione.

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