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Guerra in Ucraina e malnutrizione infantile

La guerra in Ucraina sta influendo drasticamente sulla sicurezza alimentare globale, già fortemente destabilizzata dalle conseguenze derivanti dall’emergenza sanitaria da Covid-19, dalle catastrofi ambientali dovute al climate change, nonché dal perdurare di alcuni storici conflitti in varie parti del mondo, Siria e Yemen, in primis.

Già prima dell’invasione russa i prezzi alimentari globali avevano raggiunto massimi storici. Con l’inizio della guerra, il costo di tutte le materie prime nel solo mese di marzo è ulteriormente aumentato di circa il 12,6%, rispetto al mese di febbraio 2022.

Guerra in Ucraina, rincari su cibo ed energia

Dopo oltre due mesi di conflitto la FAO (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) riferisce che i prezzi dei generi alimentari sono superiori del 34% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e che hanno raggiunto il massimo storico da quando l’indice è stato istituito nel 1990.

Secondo Ayhan Kose, direttore del Prospects Group della Banca Mondiale, ‘a causa della guerra in Ucraina, i mercati delle materie prime stanno vivendo uno dei più grandi shock dell’offerta degli ultimi decenni. Il conseguente aumento dei prezzi del cibo e dell’energia sta comportando un significativo tributo umano ed economico e probabilmente bloccherà i progressi nella riduzione della povertà. L’aumento dei prezzi delle materie prime esacerberà le già elevate pressioni inflazionistiche in tutto il mondo‘. (1)

Conflitto e produzione agricola

Russia e Ucraina sono tra le più grandi nazioni esportatrici di materie prime al mondo e detengono il controllo di prodotti agricoli, gas naturale, petrolio e metalli. Insieme forniscono il 30% del grano e dell’orzo del mondo, un quinto del mais e oltre la metà dell’olio di girasole.

Con l’inizio della guerra, la semina, il raccolto e l’esportazione sono stati interrotti dalla mancanza di fertilizzanti, dalla scarsità o assenza di rifornimenti di carburante, dalla chiusura dei porti e dall’attività militare.

Almeno un terzo della terra normalmente utilizzata per le colture primaverili, come mais e girasole, rischia di non essere seminata. Inoltre, circa il 40% del grano seminato lo scorso autunno potrebbe andare perso, trovandosi in regioni devastate dal conflitto in atto.

Anche la fornitura globale di fertilizzanti è destinata a risentire dell’impatto. Il 10% circa della produzione di nitrogeno e delle esportazioni di fosfato proviene dalla Russia/Ucraina, e quasi il 31% della capacità globale di potassio si trova nella Bielorussia/Russia.

Gas naturale

I prezzi del gas e dell’energia in Europa hanno subito nuovi rialzi, da metà febbraio sono saliti di oltre il 120%. La Russia fornisce il 30%-40% del gas del continente, e il gas naturale rappresenta il 20% del fabbisogno totale di energia dell’Europa.

Si stima che nel 2022 i prezzi del gas europeo saranno due volte più alti rispetto al 2021, mentre i prezzi del carbone saliranno dell’80%. Prezzi ai massimi storici.

Petrolio

Secondo la Banca Mondiale, nel 2022 a causa dei blocchi del commercio e della produzione legati alla guerra in Ucraina il prezzo del petrolio greggio Brent potrebbe raggiungere una media di 100 dollari al barile, il livello più alto dal 2013, con un aumento di oltre il 40% rispetto al 2021.

Conseguenze sulla sicurezza alimentare

L’attuale crisi potrebbe scatenare effetti devastanti sull’economia globale e sulla ripresa delle imprese, entrambe già fortemente rallentate dalla pandemia.

A pagare il prezzo di questa drammatica situazione saranno soprattutto le comunità più vulnerabili, in particolare giovani donne e bambini, che dipendono dalle forniture di grano e materie prime provenienti dai due paesi in conflitto.

La situazione è già particolarmente grave nel Corno dell’Africa, in paesi come Etiopia, Kenya e Somalia. Milioni di persone stanno lottando contro l’impatto macroeconomico della pandemia di Covid-19, oltre che contro l’invasione di locuste, la più grave in 70 anni, che ha distrutto i raccolti in tutte le regioni, già colpite da una devastante siccità, che ha esacerbato la carenza di cibo e acqua.

La scorsa settimana, il Programma alimentare mondiale ha annunciato che nel 2022, oltre 20 milioni di persone che vivono nel Corno d’Africa potrebbero soffrire la fame, a causa degli effetti combinati della guerra in Ucraina e delle contingenti problematiche socio-ambientali.

Potenziali impatti permanenti sui bambini

Lo Standing together for nutrition consortium stima che entro il 2022 ci potrebbero essere ben 13,6 milioni di bambini deperiti in più e altre 141 milioni di persone, che si aggiungono ai 3 miliardi di persone che già nel 2019 non potevano permettersi una dieta sana. (2)

Le famiglie più povere stanno affrontando l’aumento dei prezzi passando a cibi meno costosi e meno nutrienti, con conseguente rischio di forme di malnutrizione pericolose per la vita, tra cui deperimento, riduzione della crescita fisica e dello sviluppo cognitivo.

Il dott. Zulfiqar Bhutta, co-direttore del Center for Global Child Health, The Hospital for Sick in Toronto, ha recentemente affermato che: ‘In considerazione delle enormi esposizioni avverse durante la gravidanza e nel periodo della prima infanzia, alcune delle conseguenze sui bambini si faranno sentire negli anni a venire; gli impatti sulla crescita fetale, l’alimentazione perinatale e della prima infanzia possono probabilmente avere conseguenze a lungo termine per la salute e lo sviluppo umano che superano di gran lunga qualsiasi cosa attualmente visibile‘. (3)

Azioni urgenti

I leader mondiali della nutrizione di Standing Together for Nutrition (ST4N), un consorzio multidisciplinare di oltre 35 esperti di nutrizione, economia, sistemi alimentari e sanitari, e il movimento Scaling Up Nutrition (SUN), che sostiene gli obiettivi nutrizionali di 65 Paesi SUN, ritengono necessario che i governi intraprendano nell’immediato le seguenti azioni:

– ridurre le restrizioni commerciali non necessarie e l’accaparramento domestico per consentire una maggiore accessibilità dei cibi nutrienti essenziali,
– proteggere le categorie più vulnerabili con programmi di reti di sicurezza, come i buoni alimentari volti a migliorare la nutrizione,
– i bilanci nutrizionali nazionali dovrebbero essere delimitati per continuare a fornire supporto nutrizionale essenziale, compresi i servizi nutrizionali per donne e bambini, in particolare durante la gravidanza e i primi 1.000 giorni di vita,
– onorare i loro impegni finanziari per la nutrizione e astenersi dal riallocare i budget,
– investire maggiormente in sistemi di monitoraggio dei dati più solidi per indirizzare meglio gli interventi,
– implementare l’impiego di risorse per l’assistenza umanitaria per affrontare sia la crescente fame che la malnutrizione. (4,5)

Altresì, per prevenire una crisi di malnutrizione e le conseguenti perdite intergenerazionali di produttività futura e capitale umano saranno necessari investimenti immediati, schemi finanziari innovativi e azioni da parte di tutti i governi, i donatori, le Nazioni Unite e il sostegno politico dei forum globali del G7 e del G20.

Resilienza e sostenibilità dei sistemi alimentari come garanzia per il futuro

L’attuale scenario sta mostrando l’estrema vulnerabilità di un sistema alimentare globalizzato incapace di garantire i principi del security and safety food e conferma la necessità di dotarsi, quanto prima, di una strategia che acceleri la transizione del sistema agroalimentare verso i temi della resilienza e della sostenibilità.

La resilienza intesa come una progressiva diminuzione della dipendenza dell’agricoltura europea dalle importazioni di Paesi terzi e come l’individuazione di fonti di importazione e sbocchi di mercato diversificati, attraverso una solida politica commerciale multilaterale e bilaterale.

Per un futuro resiliente verso una piena autosufficienza alimentare, sarà inoltre necessario implementare misure che accorcino la catena produttiva, avvicinando il produttore al consumatore, attraverso una rinnovata attenzione al territorio locale.

La sostenibilità alimentare intesa come sicurezza economico-sociale di disponibilità di approvvigionamenti alimentari (food security) e come sicurezza igienico-sanitaria degli stessi (food safety) dovrà comportare un utilizzo sempre maggiore dell’innovazione, per contribuire ad aumentare i raccolti in modo sostenibile, come l’agricoltura di precisione, nuove tecniche genomiche, una migliore gestione dei nutrienti, una gestione integrata dei parassiti e alternative biologiche ai pesticidi chimici.

Non è mai troppo tardi per salvare una generazione di bambini dagli effetti devastanti della malnutrizione e garantire loro un futuro migliore.

Elena Bosani

Immagine di copertina da World Food Programme (WFP). Global Report on Food Crises – 2022. 4.5.22

Note

(1) M. Ayhan Kose (worldbank.org), https://www.worldbank.org/en/about/people/m/m-ayhan-kose
(2) Standing Together for Nutrition (ST4N), https://www.standingtogetherfornutrition.org
(3) Standing Together for Nutrition (ST4N) (healthdata.org), https://www.healthdata.org/about/zulfiqar-bhutta
(4) Standing Together for Nutrition – Micronutrient Forum, https://micronutrientforum.org/standing-together-for-nutrition-2/
(5) Working together in the fight against malnutrition in all its forms (scalingupnutrition.org), https://scalingupnutrition.org

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