Idee

Green Consumption Pledge Initiative, tra sostenibilità e greenwashing

Green Consumption Pledge Initiative, tra sostenibilità e greenwashing

Produzioni e consumi sostenibili sono gli obiettivi proposti dalla Commissione europea nella Green Consumption Pledge Initiative. L’iniziativa è stata presentata a Bruxelles il 25.1.21, con l’obiettivo di stimolare la transizione ecologica attraverso sinergie pubblico-private. (1) L’attenzione si sofferma su carbon footprint e product environmental footprint. Ma a due ottimi esempi segue una goffa caduta nel greenwashing, con uno scivolone sull’olio di palma.

Green Consumption Pledge Initiative

La Green Consumption Pledge Initiative è rivolta alle filiere di produzione e distribuzione dei beni di largo consumo nei diversi settori industriali. Le quali sono invitate a ridurre, su base volontaria, l’impatto ambientale delle proprie attività. E a sensibilizzare i consumatori su questo tema, al fine di stimolare scelte di acquisto sostenibili.

‘Questi impegni mirano a intensificare il contributo delle imprese a una ripresa economica sostenibile e rafforzare la fiducia dei consumatori nelle prestazioni ambientali delle imprese e dei prodotti. Il gruppo Colruyt, Decathlon, il gruppo LEGO, L’Oréal e Renewd sono le prime imprese pionieristiche a partecipare a questo progetto pilota’ (Commissione europea, comunicato stampa 25.1.21).

Carbon footprint e sostenibilità ambientale

Carbon footprint, l’impronta di carbonio, è definita come ‘la quantità di gas serra, espressa in termini di CO2-e, emessa nell’atmosfera da un individuo, un’organizzazione, un processo, un prodotto o un evento all’interno di un determinato confine’ (2)

L’adesione alla Green Consumption Pledge Initiative postula l’impegno ad adottare almeno tre delle cinque misure che seguono:

– calcolare la carbon footprint dell’impresa, con il metodo proposto dalla Commissione, e definire gli obiettivi per la sua riduzione. In linea con l’Accordo di Parigi sui Cambiamenti Climatici, (3)

– pubblicare informazioni chiare, precise e accessibili sull’impronta di carbonio dell’impresa,

– calcolare e ridurre l’impronta di carbonio relativa ad alcuni prodotti di punta dell’impresa, con impegno a pubblicarne i risultati,

– aumentare la quota di prodotti e servizi sostenibili sulle vendite totali dell’impresa (o del comparto scelto),

– promuovere pratiche sostenibili, assegnando loro una quota degli investimenti in relazioni pubbliche e commerciali.

Green Consumption Pledge Initiative, le prime adesioni

Il progetto-pilota della Commissione europea ha raccolto le adesioni di tre leader globali nei rispettivi settori di appartenenza. Decathlon, Lego e L’Oreal. I risultati dei loro impegni saranno resi disponibili e valutati dopo un anno dalla loro formale adozione.

A) Decathlon

La missione storica di Decathlon, fondata da Michel Leclercq nel 1976, è promuovere le attività sportive in una logica quanto più possibile inclusiva verso le categorie più vulnerabili dal punto di vista fisico ed economico. Il gruppo francese – nel progettare, produrre e distribuire attrezzature e accessori per lo sport e il tempo libero – ha già abbracciato i principi dello EU Green Deal nel proprio Transition Plan 2021-2026. (4)

Decathlon ha inoltre assunto una serie di impegni di rilievo, nell’ambito della Green Consumption Pledge Initiative:

1) company carbon footprint. A livello di gruppo,

– ridurre l’intensità di CO2 (kg CO2 equivalenti per kg merci vendute) in misura significativa, -40% tra il 2016 e il 2026,. Con obiettivo di riduzione intermedio -15% al 2022,

– abbattere le emissioni assolute di gas serra, -75% dal 2016 al 2026 (in linea con obiettivi di contenere l’aumento della temperatura globale entro +1,5° C, (5)

– raggiungere il 100% di approvvigionamento di energia rinnovabile entro il 2026 (dal 20% nel 2016),

2) product environmental footprint (PEF), GHG emissions. A livello di prodotti,

– l’impronta ambientale (PEF) verrà calcolata entro il 2022 sui prodotti realizzati da Decathlon, entro il 2026 su tutte le referenze distribuite dal gruppo, (6)

– le emissioni di gas-serra (GHG, greenhouse gases) complessive riferite ai prodotti vengono ridotte in misura del 40% tra il 2016 e il 2026, con obiettivo intermedio -15% al 2022 (7,8).

B) Lego

Il gruppo Lego, fondato in Danimarca nel 1932, è a sua volta leader globale nella produzione di giocattoli. Nell’ambito della Green Consumption Pledge Initiative, Lego si impegna a:

– raggiungere la neutralità carbonica entro la fine del 2022. Grazie all’investimento in energia solare in almeno un sito produttivo, l’approvvigionamento di energia da fonti rinnovabili, il progresso tecnologico nell’efficienza energetica,

– ridurre le emissioni globali di carbonio, con obiettivo -37% al 2032, in linea con gli obiettivi stabiliti nell’Accordo di Parigi. Utilizzando il sistema EMAS (Eco-Management and Audit Scheme) per la misurazione delle performance ambientali,

– richiedere a 150 fornitori strategici l’adozione di appositi programmi di riduzione dell’impronta carbonica,

– intensificare ricerca e sviluppo dei materiali per creare prodotti e packaging più sostenibili,

– promuovere pratiche sostenibili fra genitori e bambini, anche attraverso il progetto Lego Replay per il riutilizzo dei mattoncini Lego. (9)

C) L’Oréal. Dal green pledge al greenwashing

L’Oréal, costituita nel 1909, è la prima industria del pianeta nel settore cosmetico a livello planetario. Si impegna a:

– raggiungere entro il 2025 la neutralità carbonica nei suoi siti produttivi e i centri distributivi, di amministrazione e ricerca. Grazie all’efficienza energetica e l’approvvigionamento rinnovabile al 100%, con fasi intermedie 2021 (80%) e 2023 (90%),

– ridurre l’impronta ambientale dei prodotti nuovi e di quelli rinnovati, a raffronto con le prestazioni 2019. Il lavoro inizierà con gli shampoo, nel 2021, e verrà esteso ad almeno una categoria di prodotti ogni anno. (10)

La Corporation esclude però dai propri impegni le lavorazioni e i siti produttivi dei propri fornitori. Un’omissione non affatto casuale, considerati i suoi enormi consumi annuale di olio di palma, 71.727 tonnellate nel 2019. (11) Vale la pena a tale riguardo ricordare che:

– le monocolture intensive di palma da olio causano emissioni di gas serra che si protraggono per 7-8 decenni, a seguito di deforestazione dei polmoni verdi del pianeta, (12)

– le certificazioni di ipotetica sostenibilità dell’olio di palma, es. RSPO, si sono dimostrate del tutto inaffidabili (13,14,15).

Greenwashing, basta grazie.

Dario Dongo e Sabrina Bergamini

Note

(1) Commissione europea. La Commissione europea vara un’iniziativa per il consumo sostenibile, le prime imprese si impegnano ad adottare azioni concrete per una maggiore sostenibilità. Comunicato stampa. 25.1.21 https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_21_182
(2) Pandey D, Agrawal M, Pandey JS. Carbon footprint: current methods of estimation. Environ Monit Assess. 2011 Jul;178(1-4):135-60. doi: 10.1007/s10661-010-1678-y. Epub 2010 Sep 18. PMID: 20848311
(3) Dario Dongo. Biodiversità ed emergenza climatica, il filo comune. Égalité. 13.2.20, https://www.egalite.org/biodiversita-ed-emergenza-climatica-il-filo-comune/
(4) Dario Dongo. Green Deal, la nuova strategia UE. Égalité. 13.12.20, https://www.egalite.org/european-green-deal-la-nuova-strategia-in-ue/
(5) Dario Dongo, Sabrina Bergamini. Riscaldamento globale, il rapporto WMO. Égalité. 30.10.19, https://www.egalite.org/riscaldamento-globale-il-rapporto-wmo/ (6) Luca Zampori, Rana Pant (2019). Suggestions for updating the Product Environmental Footprint (PEF) method. JRC Technical Report. ISBN 978-92-76-00654-1. doi: 10.2760/424613 (online)
(7) Le emissioni complessive di gas serra relative ai prodotti sono misurate considerando i tre fattori:
– emissioni dirette,
– emissioni indirette legate all’acquisto di elettricità,
– altre emissioni indirette (siti di produzione e di operazioni, trasporto dei prodotti, viaggi del personale e dei clienti, estrazione delle materie prime, fabbricazione, uso e fine del ciclo di vita)
(8) Green Consumption Pledge by Decathlon, 25.1.21 https://ec.europa.eu/info/files/green-consumption-pledge-decathlon_en
(9) Green Consumption Pledge by LEGO , 25.1.21 https://ec.europa.eu/info/files/green-consumption-pledge-lego_en
(10) Green Consumption Pledge by L’Oréal, 25.1.21 https://ec.europa.eu/info/files/green-consumption-pledge-loreal_en
(11) Dario Dongo. Olio di palma nei cibi, dove si trova e come evitarlo. GIFT (Great Italian Food Trade). 8.10.20, https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/olio-di-palma-nei-cibi-dove-si-trova-e-come-evitarlo
(12) Dario Dongo. Olio di palma insostenibile, dalle favole dei palmocrati ai dati su emissioni di gas serra e cambiamento climatico. GIFT (Great Italian Food Trade). 3.4.17, https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/olio-di-palma-insostenibile-dalle-favole-dei-palmocrati-ai-dati-su-emissioni-di-gas-serra-e-cambiamento-climatico
(13) Dario Dongo. Olio di palma, rapina delle terre e deforestazioni. Un milione di ettari sfugge ai registri di RSPO, denuncia la ‘Zoological Society of London’. GIFT (Great Italian Food Trade). 31.3.17, https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/olio-di-palma-rapina-delle-terre-e-deforestazioni-un-milione-di-ettari-sfugge-ai-registri-di-rspo-denuncia-la-zoological-society-of-london
(14) Dario Dongo. Olio di palma insostenibile, la scienza conferma. GIFT (Great Italian Food Trade). 25.10.18, https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/olio-di-palma-insostenibile-la-scienza-conferma
(15) Dario Dongo, Giulia Caddeo. Indonesia, incendi e olio di palma certificato RSPO. Rapporto Greenpeace. GIFT (Great Italian Food Trade). 23.11.19, https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/indonesia-incendi-e-olio-di-palma-certificato-rspo-rapporto-greenpeace