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Filiera equa e sostenibile, la pressione dal basso

Filiera equa e sostenibile, la pressione dal basso

La pressione dal basso impone un cambio di paradigma nella filiera agroalimentare. È una pressione idraulica, ma ancora sfugge alle relazioni nei convegni su un mercato che cambia. O forse, è già cambiato.

People, Planet, Prosperity. La pressione dal basso

Il settore produttivo probabilmente più vicino all’essere umano – poiché ‘mangiare è un atto agricolo’ (Carlin Petrini), oltreché quotidiano, e ‘l’uomo è ciò che mangia’ (Ludwig Feuerbach) – è sempre più avvertito dalla ‘parte umana’ dei ConsumAttori. Non più solo numeri ancorati alla logica del Produci-Consuma-Crepa ma individui consapevoli della realtà che li circonda. E della necessità ormai indifferibile di imprimere un cambiamento. Anzi, una svolta epocale.

Proprio i Millennials, destinati a superare i Baby-Boomers, (1) non sono più disposti a tollerare l’impatto sociale, sull’ambiente e la salute di filiere insostenibili.

La rivoluzione non è silenziosa, solo forse sottostimata. I desideri di equità, rispetto dei lavoratori e delle loro comunità, tutela dell’ambiente e del benessere animale sono invero espressi con una determinazione senza precedenti.

Le petizioni online e le iniziative politiche popolari (2) sono sintomi di una realtà che da alcuni anni ha iniziato a manifestarsi con crescente vivacità, nelle scelte quotidiane di consumo. Vengono privilegiati i prodotti ‘buoni e giusti’, scartando invece quelli che derivano dalla filiera globale dello sfruttamento.

#ChièilPadrone? CSV e disintermediazione

Il consumAttore è padrone e sta imparando a esprimere il #JobsActdellaspesaquotidiana#iovotocolportafoglio.

Il nuovo paradigma è dunque quello della CSV, ‘Contributing to Social Values’.

Contribuire ai valori sociali condivisi è possibile ed è compito di tutti, nessuno escluso. Senza illudersi nella vacuità di dichiarazioni di facciata, poiché le ‘tinteggiate di verde’ (greenwashing) cadono come birilli nella società dell’informazione 4.0.

La disintermediazione è il corollario di questo percorso. La rivoluzione digitale ha accelerato la crisi del mainstream media, facendo crollare il castello delle fake news imposte dal regime ma anche dai grandi inserzionisti pubblicitari e i loro lobbisti. (3)

I progetti di filiere integrate e partecipate intanto fioriscono. La Marca del Consumatore, #ChièilPadrone, debutta ora in Italia dopo uno straordinario successo nella GDO francese. #FilieraAmoreTerra e #ChainForFood hanno raccordato diverse centinaia di imprese agricole e laboratori artigiani di trasformazione, #IdentikEat prende le forme.

Rimane da chiedersi fino a quando i ConsumAttori saranno disposti a tapparsi il naso su sfruttamenti e abusi che imperano nel settore ecommerce. (4) E quando decideranno invece di rinunciare alla comodità del ‘tutto subito’, alle scelte di consumo indotte dalle promozioni e dall’intelligenza artificiale di Cupertino. Per contribuire, appunto, ai valori sociali condivisi. Per il beneficio di tutti, anziché di un gruppetto di miliardari alle spalle del resto del pianeta.

#Égalité!

Dario Dongo

Note

(1) I c.d. Millennials, la generazione del Millennio, sono i nati dal 1981 al 1996. I Baby Boomers sono invece i nati tra il 1946 e il 1964, cresciuti in una fase di prosperità nei Paesi del Nord del mondo. Tra le due generazioni si trova la X Generation (1965-1980), e nel finale i Post-Millennials (dal 1997 a oggi). Questi ultimi, i ‘nativi digitali’, hanno avuto non più di 10 anni quando è stato introdotto l’iPhone (2007).

Secondo il Pew Research Center, quest’anno per la prima volta i Millennials supereranno i Baby Boomers, in USA (73 vs. 72 milioni di individui, v. http://www.pewresearch.org/fact-tank/2018/03/01/defining-generations-where-millennials-end-and-post-millennials-begin/). ‘I mezzi principali di collegamento al web, per i giovani americani, sono i dispositivi mobili, il WiFi e le connessioni cellulari a banda larga’. Social media, connettività costante, intrattenimento e comunicazione on-demand.

(2) La petizione più fenomenale, nel settore alimentare, ha riguardato l’olio di palma. Così efficace da avere raccolto l’attenzione della GDO in un Paese ‘neutrale’ come la Svizzera, dopo Italia, Francia, Spagna, Svezia e Inghilterra (vedasi https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/olio-di-palma-svizzera-contro).

Le iniziative politiche popolari si moltiplicano a livello UE, nazionale e locale (si vedano gli articoli raccolti su https://www.greatitalianfoodtrade.it/?s=Iniziativa+cittadini)

(3) Sulla disintermediazione nell’accesso all’informazione, si segnala l’intervista a Giampaolo Rossi, membro del CdA Rai, da Federico Cenci per In Terris, 19.1.18, su https://www.interris.it/italia/dall-elite-al-popolo–cos-cambieremo-la-rai

(4) Gli abusi di Amazon, in larga parte impuniti, sono già stati messi in luce su questo sito (e pochi altri):

sfruttamento dei lavoratori,

evasione fiscale,

– disinformazione ai consumatori, si vedano gli articoli https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/amazon-troppi-illeciti-nella-vendita-di-alimenti-gift-si-appella-all-antitrusthttps://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/amazon-pantry-cosa-non-vahttps://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/amazon-fuorilegge

– clausole capestro e pratiche commerciali inique nei confronti dei fornitori

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