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Fame e denutrizione, il mondo alla rovescia

Fame e denutrizione, il mondo alla rovescia

Fame e denutrizione riprendono a crescere nel mondo, tornando ai livelli di dieci anni fa. Il mondo alla rovescia.

Fame e denutrizione, bilancio globale 2017 vs. SDGs

821 milioni di esseri umani – il 12% della popolazione – soffrono la fame oggi nel mondo. Tra questi, 150 milioni di bambini, condannati a ritardi nella crescita. È il bilancio globale 2017, in netto peggioramento rispetto all’esercizio precedente, quando gli affamati erano già 804 milioni.

Il rapporto ‘Food Security & Nutrition around the World’ – pubblicato dalla FAO (Food and Agriculture Organization) a settembre 2018 – declassa il rating di una civiltà in declino. Che a dispetto dei rinnovati impegni, non è in grado di affrontare la prima emergenza planetaria.

Dopo avere fallito i Millennium Development Goals, gli Stati membri delle Nazioni Unite si avvicinano ora al confronto con i Sustainable Development Goals (SDGs). Eliminare la fame nel mondo è il secondo obiettivo, strettamente legato al primo – eliminare la povertà – da raggiungere entro il 2030.

END HUNGER, achieve food security and improved nutrition, and promote sustainable agriculture’ (2’ Obiettivo di Sviluppo Sostenibile, Assemblea Generale ONU, risoluzione A/RES/70/1, 25.9.15).

END POVERTY in all its forms everywhere’ (1’ Obiettivo di cui sopra).

Sustainable Development Goals sono lontani, e il mondo va alla rovescia. Considerato che, sulla base dei dati FAO, ci si allontana anziché avvicinarsi al loro raggiungimento. Il il 18.7.18 la Commissione europea ha registrato un’iniziativa dei cittadini UE per eliminare la fame nel vecchio continente, che si stima colpire l’8% della popolazione. Ma nulla è ancora stato fatto, neppure a Bruxelles.

Fame e denutrizione, dove e perché

Il rapporto FAO – frutto degli studi condivisi con le Nazioni Unite – offre una chiara geolocalizzazione del problema. L’Africa è il continente con la più alta incidenza di denutrizione (Prevalence of Undernourishment, PoU). La quale colpisce oltre 256 milioni di individui, il 21% della popolazione. In Asia la denutrizione affligge oltre 515 milioni di esseri umani, l’11,4% del totale. In Sud America la situazione, relativamente meno grave, è a sua volta in peggioramento (dal 4,7% nel 2014 al 5,0% stimato nel 2017).  

Le cause dell’attuale incremento di povertà, malattia e morte sono identificate come segue:

A) conflitti e persistere delle instabilità in varie aree del pianeta, (1)

B) eventi climatici avversi, in diverse regioni del mondo, (2)

C) avversità economiche, che si estendono anche alle regioni non afflitte da guerre ed eventi climatici disastrosi.

Colonialismo e neo-colonialismo hanno un ruolo cruciale nella sempre più iniqua ripartizione delle risorse tra il Nord e il Sud del pianeta. Ai vincoli tuttora imposti da Paesi come la Francia alle ex-colonie (3) si aggiungono i gravi crimini contro l’umanità legati alla rapina delle terre. 

Il land grabbing viene tuttora perpetrato a danno delle comunità umane in Sud-Est asiatico, Africa centrale, Sud America. Ed è bene ricordare il suo primo movente, l’estensione delle monocolture di palma da olio. La soia, a seguire. (4)

Malnutrizione, donne e bambini le prime vittime. Fame nascosta e obesità 

Donne e bambini sono le fasce di popolazione più afflitte dalla piaga della denutrizione, e della malnutrizione più in generale. 202 milioni di bambini di età inferiore ai 5 anni soffrono di disturbi della crescita e deperimento. Il verdetto della diseguaglianza può così condurre alla morte prematura o alla disabilità (fisica e/o neurologica), a seconda dei casi. 

La ‘fame nascosta’ – vale a dire, la carenza di micronutrienti (vitamine e minerali) – completa il quadro delle disgrazie legate alla malnutrizione. È una sofferenza subdola poiché spesso asintomatica (o comunque, di rara diagnosi), con elevata incidenza sui popoli del pianeta. (5) Anche su individui affetti da obesità e sovrappeso, che pure aumentano negli stessi Paesi ove la fame colpisce i più.

Il junk food è più accessibile – anche nei Paesi poveri e ai ceti indigenti – rispetto ai cibi nutrienti, dai profili nutrizionali equilibrati. Ed è grave, sotto tale aspetto, l’irresponsabilità di Big Food che bombarda anche le baraccopoli di cibo-spazzatura, osteggiando le politiche sanitarie proposte dall’ONU.

Dalla precarietà del cibo alla malnutrizione in eccesso, il percorso è semplice. Scarso accesso a cibi equilibrati a causa dei loro maggiori costi, stress legato all’incertezza del cibo e del vivere, adattamenti fisiologici alla privazione del nutrimento. Le famiglie indigenti sono così esposte a maggiori rischi di sovrappeso e obesità. A cui pure contribuisce il livello di scolarizzazione, altresì inferiore presso le fasce meno abbienti. Piove sul bagnato.

Che fare?

Il documento FAO Food Security & Nutrition around the World indica la necessità di attuare e potenziare ogni intervento mirato a garantire un diritto umano fondamentale. L’accesso a cibo sicuro, nutriente e sufficiente. Per affrontare l’estremizzazione della variabilità climatica e il suo impatto sulla sicurezza alimentare è invece necessario ragionare sulla resilienza climatica.

Dalle parole ai fatti, solo la volontà politica può fermare questo ciclo vizioso.

Egalité!

Dario Dongo e Giulia Baldelli

Note

(1) Il Consiglio di Sicurezza ONU ha le sue gravi responsabilità al riguardo. Esemplare, dopo la Siria, caso dello Yemen ove 5 milioni di bambini sono attualmente esposti alla fame, a causa dei bombardamenti sauditi. Si veda https://www.independent.co.uk/news/world/yemen-crisis-conflict-children-famine-starvation-death-a8545666.html

(2) I fenomeni di disastro climatico – tra cui il caldo estremo, la siccità, le inondazioni e le tempeste – sono raddoppiati tra il 1990 e il 2016, fino a raggiungere una media di 213   eventi ogni anno

(3) Molte ‘ex’ colonie in Africa sono tuttora costrette a depositare le loro riserve finanziarie presso la Banque de France. La Francia così mantiene le riserve finanziarie di quattordici paesi africani (Benin, Burkina Faso, Camerun, Ciad, Congo-Brazzaville, Costa d’Avorio, Gabon, Guinea Bissau, Guinea Equatoriale, Mali, Niger, Repubblica Centrafricana, Senegal, Togo). Si veda https://www.zambianobserver.com/china-reportedly-gives-france-an-ultimatum-to-end-the-colonial-pact-in-africa/

(4) Per un aggiornamento quotidiano sulla rapina delle terre nei vari angoli del pianeta, si veda https://www.farmlandgrab.org/

(5) Ne è prova l’anemia da carenza di ferro che interessa, a livello planetario, il 32,8% delle donne in età riproduttiva

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