Idee

EDITORIALE. Expo 2015, il caso Campbell’s. Falsi italiani ‘Made in USA’, i sughi di pomodoro a marchio ‘Prego’

EDITORIALE. Expo 2015, il caso Campbell’s. Falsi italiani ‘Made in USA’, i sughi di pomodoro a marchio ‘Prego’

Un nostro lettore in visita a Expo 2015 Milano ci segnala un famigerato caso di falsi alimenti italiani, prodotti negli Stati Uniti e commercializzati con un marchio ‘Italian sounding, ‘Prego’. Approfondiamo l’argomento.

Il marchio internazionale ‘Prego’ (lit. ‘You’re welcome’) coincide con un’espressione italiana di cortesia, di risposta alla parola ‘Grazie’ (lit. ‘Thanks’). Il gruppo americano ‘Campbell International’- noto anche come ‘Campbell’s’, e reso celebre in particolare grazie a un’iconica opera della ‘pop-art’ di Andy Warhol – produce e vende anche con questo ‘brand’ sughi, salse e altri alimenti, in ogni parte del mondo. 35c12949 5d2d 4bd3 8d40 19c0bb4d29b5

Alcuni spiacevoli episodi hanno toccato ‘Campbell’s’ negli ultimi anni. Una crisi internazionale di sicurezza di alcuni suoi prodotti, contaminati con alti livelli di Bisfenolo A (1), una mobilitazione contro gli eccessivi tenori di sodio nelle sue zuppe (2), e il contributo a finanziare una campagna contro l’iniziativa popolare volta a informare i consumatori sulla presenza degli OGM nei prodotti alimentari (3).

Ma nessuno si è finora preoccupato del grave inganno pubblicitario sui prodotti ‘Prego, che ‘Campbell’s’ promuove come ‘Italian tomato sauce’ o ‘Florentine spinach’, senza che di italiano vi sia nulla al di fuori del nome. É un classico caso di ‘Italian sounding’, qui rafforzato con l’impiego di vari nomi tipici, come ‘Alfredo’ e ‘Marinara’. Una truffa colossale a danno dei consumatori del pianeta, i quali credono di acquistare autentici prodotti italiani, e spendono anche qualcosa in più in ragione di tale promessa che è invece tradita nei fatti.

Come distinguere il vero ‘Made in Italy’ rispetto alle sue false imitazioni? Bisogna sempre verificare in etichetta la sede dello stabilimento (http://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette-alimentari/etichette-trasparenti) di produzione, che deve precisamente trovarsi in Italia. Poichè solo i prodotti che sono davvero realizzati in Italia esprimono il Valore del Lavoro del Belpaese, l’integrazione delle sue filiere dai campi alla tavola, i rigorosi controlli sui residui di pesticidi nelle materie prime agricole (4) e sulla sicurezza dei prodotti. La qualità e il rispetto, dell’ambiente e dei lavoratori.

(Dario Dongo)

Note:

(1) BPA, sostanza cui sono attribuiti effetti di interferenza endocrina e cancerogenicità. Cfr. http://www.consumerreports.org/cro/magazine-archive/december-2009/food/bpa/what-we-found/bisphenol-a-what-we-found.htm

(2) L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di limitare a 5g/die l’apporto di sodio, al cui eccesso è direttamente correlata la cassazione di infarti, malattie cardiovascolari e altre patologie

(3) http://www.kcet.org/news/ballotbrief/elections2012/propositions/prop-37-funding-genetically-engineered-food.html, http://anh-europe.org/news/anh-calls-for-international-boycott-of-prop-37-no-campaign-companies

(4) Come attestato ogni anno nei rapporti dell’EFSA (‘European Food Safety Authority’), i prodotti agroalimentari italiani sono quelli con i più bassi livelli di residui di fitofarmaci nell’intera Europa