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Ecommerce, il modello cinese

ecmmerce cinese

JD.com – colosso cinese dell’ecommerce che sta crescendo grazie anche alla competizione diretta con AliBaba – sbarca sul mercato del retail fisico con l’apertura di una nuova catena di grocery stores in Cina, 7Fresh

Un mercato enorme e al contempo quasi irraggiungibile – quello cinese – ove Amazon, eBay e i concorrenti occidentali hanno difficoltà di accesso o comunque di penetrazione. Non a caso Walmart ha fatto accordi proprio con JD, per avere una chance nell’Impero di mezzo.

 Il modello di sviluppo di JD (7Fresh) e Alibaba (Hema) è in linea con le attuali tendenze della distribuzione globale:

– iperlocalizzazione, attraverso punti fisici aperti al pubblico mediante i quali servire le comunità locali. La tecnologia viene utilizzata in questi punti fisici per ridurre al minimo le inefficienze di inventario e l’impiego di risorse umane (es. AmazonGo),

– integrazione verticale dell’intera supply chain, fino a controllare il fatidico ‘ultimo miglio’. Secondo la scuola di Amazon, che riesce a lavorare in economia anche sull’ultimo miglio nei Paesi sostanzialmente privi di norme adeguate a tutelare i diritti dei lavoratori (v. AmazonFlex).

Amazon e la GDO in Europa e nel continente americano dovrebbero guardare con attenzione allo sviluppo di Alibaba e JD, che fino a ora non ha considerato i mercati occidentali ma potrebbe prima o poi decidere di occuparsene, avvalendosi di tecnologie all’avanguardia.

L’unica minaccia per società come JD e Alibaba sono i governi dei paesi occidentali. Pratiche protezionistiche, come quella degli USA che hanno negato ad AliBaba l’acquisto di MoneyGram nei giorni scorsi, rappresentano l’unica barriera all’approdo di società il cui fatturato è superiore al PIL di molti paesi. Sviluppo distruttivo per le piccole attività locali.

Fabio Ravera e Dario Dongo

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