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Diritti umani e pesticidi, PFAS, rifiuti pericolosi. Audit OHCHR in Italia

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I diritti umani fondamentali sono compromessi dalla cattiva gestione in Italia di pesticidi, PFAS e rifiuti pericolosi. Così dichiara lo United Nations Special Rapporteur on the implications for human rights of the environmentally sound management and disposal of hazardous substances and wastes, Marcos A. Orellana, a esito del proprio audit 30.11-13.12.21. (1)

Il relatore speciale delle Nazioni Unite sulle implicazioni per i diritti umani della gestione e dello smaltimento eco-compatibile di sostanze e rifiuti pericolosi ha visitato Porto Marghera e l’area inquinata da PFAS in Veneto, (2) il quartiere Tamburi vicino all’impianto ILVA di Taranto, la Terra del Fuochi in Campania e il termovalorizzatore di San Vittore (FR) in Lazio. Il Bel Paese dei veleni.

1) PESTICIDI

1.1) PAN

Nota con preoccupazione, il relatore speciale ONU, che ‘il Piano d’Azione Nazionale (PAN) dell’Italia per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari è scaduto nel 2018, e nessun nuovo piano è stato ancora adottato. Questa situazione e questo ritardo sono incompatibili con la direttiva dell’Unione Europea sui pesticidi, che richiede che i piani d’azione nazionali siano rivisti almeno ogni cinque anni.’ La consultazione pubblica sul progetto di un nuovo PAN venne organizzata il 4.10.19 – anche chi scrive vi partecipò, denunciando la totale assenza di misure per proteggere le comunità dal c.d. effetto deriva (3) – ma il documento non ebbe alcun seguito.

Un’altra questione fondamentale per il nuovo piano sono le dimensioni delle fasce tampone. Queste fasce non trattate sono indispensabili per proteggere le persone e le aree vulnerabili, tra cui scuole, parchi giochi e ospedali, riserve naturali e siti archeologici. Le zone tampone sono anche fondamentali per prevenire l’inquinamento delle acque di superficie e sotterranee. (4) Chiedo all’Italia di garantire che le zone tampone siano adeguatamente dimensionate per proteggere le persone, le acque e le aree sensibili dai gravi rischi e danni legati alla dispersione dei pesticidi’.

1.2) Veneto e Trentino-Alto Adige

L’aumento significativo del volume di pesticidi utilizzati in Veneto, in particolare nelle zone di coltivazione del vino Prosecco’, causa molta preoccupazione anche nello Special Rapporteur. ‘La zona è uno dei maggiori consumatori di pesticidi per ettaro del paese, con un equivalente di un metro cubo di pesticidi per abitante all’anno’. Si accoglie perciò con favore l’iniziativa presa da diversi comuni italiani di aderire alla Rete Europea di Città Libere dai Pesticidi.

Sono anche preoccupato per la situazione nella zona del Trentino-Alto Adige. Secondo le informazioni ricevute, è stata rilevata la presenza dei pesticidi nei parchi giochi per bambini siti in prossimità delle zone agricole. Uno di questi pesticidi pericolosi è il Clorpirifos, un pesticida neurotossico ad impatto negativo sul neurosviluppo dei bambini. Questo pesticida pericoloso è vietato nell’Unione Europea, ma l’Italia ha chiesto una deroga per il suo uso.’ (5)

1.3) Export italiano di pesticidi vietati in UE

Soltanto grazie all’alto funzionario ONU apprendiamo che l’Italia sta tuttora autorizzando ‘l’esportazione di pesticidi che non sono approvati nell’Unione Europea perché pericolosi per la salute umana e per l’ambiente.’ Un fenomeno che avevamo già denunciato in relazione al paraquat, senza tuttavia immaginare che anche l’Italia fosse coinvolta in questo tipo di operazioni.

Questoabominevole doppio standard che deriva dall’esportazione di pesticidi altamente pericolosi che sono vietati’ deve venire interrotto subito, come i funzionari ministeriali avrebbero promesso al relatore speciale ONU. Il quale perciò chiede ‘all’Italia di esercitare leadership a livello regionale per garantire un divieto a livello europeo per l’esportazione di pesticidi vietati.’ Nel frattanto, è nostro diritto accedere a queste informazioni ambientali. (6)

2) SITI CONTAMINATI

2.1) Inquinamento e diritti umani

I siti contaminati costituiscono problemi molto seri in materia di diritti umani, a causa dell’esposizione a sostanze pericolose delle comunità che vivono nelle loro vicinanze. I siti contaminati non sono solo un problema legato allo sviluppo industriale passato, poiché alcune attività e operazioni svolte ancora oggi generano una grave contaminazione tossica e portano ad un numero crescente di casi di malattie e di morti fra la popolazione.’

Lo Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento (progetto SENTIERI) ‘ha rilevato un eccesso di mesotelioma maligno, di cancro al polmone, al colon e allo stomaco, e di malattie respiratorie non maligne nelle popolazioni residenti nei SIN [Siti di Interesse Nazionale per le bonifiche, ndr]. L’eccessiva incidenza del cancro ha colpito soprattutto le persone che vivono nelle vicinanze degli impianti chimici e petrolchimici, delle raffinerie di petrolio e di luoghi dove rifiuti pericolosi sono stati scaricati.

2.2) Porto Marghera

L’enorme complesso industriale petrolchimico di Porto Marghera ‘per decenni ha trascurato la protezione ambientale ed ha rilasciato rifiuti contaminanti pericolosi’. È ora essenziale quanto segue:

– il piano di bonifica deve venire attuato con urgenza ed efficacia sull’intero sito ove la contaminazione, si sottolinea, è grave ed estesa,

– il governo regionale deve controllare lo stato di salute dei residenti nella zona intorno a Porto Marghera, con attenzione ‘all’eccesso di mortalità, ai tumori ed alle malattie cardio-circolatorie che potrebbero venire associati agli alti livelli di inquinamento’.

2.3) PFAS in Veneto

Gli PFAS – noti come ‘forever chemicals’, perché persistono senza degradarsi nell’ambiente, in Veneto hanno contaminato le acque potabili e agricole. ‘I residenti della zona hanno sofferto gravi problemi di salute, come infertilità, aborti e diverse forme di tumori, tra gli altri’. E ‘le autorità non hanno informato i residenti delle aree colpite né hanno dato informazioni sull’inquinamento da PFAS e sui rischi sulla salute della popolazione’.

Il Tribunale di Vicenza ‘ha avviato un procedimento penale per reati ambientali a carico di 15 imputati coinvolti nelle operazioni della Miteni’. In ipotesi di condanna, l’alto funzionario ONU confida ‘che l’Italia possa cooperare con quelle giurisdizioni in cui gli imputati hanno dei beni, al fine di rimediare alla decisione del Tribunale, assicurare il risarcimento alle vittime e soddisfare il principio ‘chi inquina paga’.

2.4) PFAS in Piemonte e altre Regioni

Inoltre, vorrei evidenziare che l’inquinamento legato ai PFAS non si limita al Veneto. Tra le altre aree interessate, la contaminazione da PFAS è preoccupante lungo il principale bacino italiano, la valle del Po. Sono particolarmente preoccupato per la produzione di PFAS da parte della società Solvay, attualmente in corso a Spinetta Marengo, in provincia di Alessandria, in Piemonte. Questa operazione potrebbe creare un disastro ambientale simile a quello sofferto dalle comunità colpite in Veneto.’

L’utilizzo di PFAS nei processi produttivi e il conseguente scarico di acque contaminate viene segnalato, si noti bene, anche nelle ‘attività di piccole e medie imprese’ in vari settori, ‘tra cui ad esempio l’industria tessile e del cuoio’. Bisogna perciò controllare la loro presenza nelle acque, identificare e bloccare le contaminazioni. Il relatore speciale invita a tal fine l’Italia ‘ad adottare le misure necessarie per la restrizione dell’uso di queste sostanze a livello nazionale, e ad esercitare la sua leadership a livello regionale’.

2.5) Terra dei Fuochi

La Terra dei Fuochi comprende circa 500 siti contaminati in 90 comuni nelle province di Caserta e Napoli e colpisce 3 milioni di persone, il 5% della popolazione italiana. ‘Lo scarico e la combustione illegale di rifiuti pericolosi hanno generato in alcune zone livelli molto alti di inquinamento di aria, acqua e suolo.’ A seguito di analisi su 400 ettari di terreno, l’agricoltura è stata vietata del tutto sul 12% delle terre e in parte su un altro 20%.

L’entità del problema non è ancora del tutto nota. Gli studi documentano un aumento della morbidità e della mortalità nelle persone che vivono nelle zone inquinate, oltre che una loro maggiore vulnerabilità al Covid-19. Nonostante le mie richieste, le autorità sanitarie regionali non hanno fornito dati dettagliati che potessero confutare questi risultati.’

Le attività di bonifica, rimarca il relatore speciale ONU, non sono ancora state realizzate per carenza di risorse ed è necessario un maggiore sostegno da parte del governo centrale. La combustione dei rifiuti oltretutto ‘continua ancora nella regione Campania, anche se a livelli inferiori rispetto ai primi anni 2000. Secondo le informazioni ricevute, i rifiuti vengono bruciati in discariche a cielo aperto anche in altre regioni del paese’.

Conclusioni

Le autorità dovrebbero garantire che le industrie utilizzino tecnologie e metodi di produzione che non danneggino la salute dei residenti. Ogni persona ha il diritto di vivere in un ambiente sano e privo di sostanze e rifiuti tossici.

Il rapporto accenna tra l’altro ad altri siti inquinati, a Taranto per via dell’ILVA e Livorno a causa della Solvay. Senza dimenticare la situazione nella Capitale, da cui i rifiuti vengono addirittura esportati in altre Regioni d’Italia.

Dario Dongo

Note

(1) United Nation Human Rights Office of the High Commissioner. End-of-visit statement by Marcos A. Orellana on his visit to Italy, 13 December 2021https://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=27957&LangID=E

(2) Dario Dongo. Veneto. Le Mamme No PFAS pubblicano la lista degli alimenti contaminati. GIFT (Great Italian Food Trade). 22.9.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/veneto-le-mamme-no-pfas-pubblicano-la-lista-degli-alimenti-contaminati

(3) Dario Dongo. Pesticidi, il pericolo di Peter Pan. Égalité. 5.10.19, https://www.egalite.org/pesticidi-il-pericolo-di-peter-pan/

(4) Dario Dongo. ISPRA, rapporto 2020 sui pesticidi nelle acque. GIFT (Great Italian Food Trade). 24.12.20, https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/ispra-rapporto-2020-sui-pesticidi-nelle-acque

(5) Dario Dongo, Marta Strinati. Clorpirifos, il pesticida che danneggia il cervello dei bambini. Class action in USA, deroghe in Italia. GIFT (Great Italian Food Trade). 26.7.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/clorpirifos-il-pesticida-che-danneggia-il-cervello-dei-bambini-class-action-in-usa-deroghe-in-italia

(6) I cittadini hanno diritto ad accedere alle informazioni ambientali ai sensi del d.lgs. 195/05 (articolo 2.1.a, punti 6 e 3) che attua la dir. 2003/4/CE sull’accesso del pubblico all’informazione ambientale

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