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Diciotti a cinque, quali abusi

Diciotti a cinque, quali abusi

Il circo mediatico indulge sull’ipotesi di abuso d’ufficio e altri reati legati alla nave Diciotti e ai 177 profughi suoi ospiti. Regna invece il silenzio su almeno cinque abusi del governo Gentiloni che, in palese contrasto alle regole UE, ha costretto centinaia di migliaia di imprese alimentari italiane ad affrontare inutili costi di ri-etichettatura di miliardi di confezioni. Giustizia a due velocità?

 

Abuso d’ufficio, 1-2-3. Decreti su etichettatura d’origine di pasta, riso, pomodoro

Carlo Calenda e Maurizio Martina, allora ministri dello Sviluppo Economico e delle Politiche Agricole, hanno firmato nel 2017 una serie di decreti interministeriali recanti obbligo di indicare, sulle etichette di alcuni prodotti alimentari, l’origine dei loro ingredienti.

Il governo guidato da Paolo Gentiloni ha imposto a tutte le imprese italiane – industrie, PMI, artigiani – di stampare nuove etichette, destinando al macero quelle residuate a magazzino. Per aggiungere notizie sull’origine di:

1) grano e semola (nella pasta),

2) riso,

3) pomodoro (nelle relative conserve).

Le norme nazionali in tema di etichettatura degli alimenti devono però venire preventivamente notificate alla Commissione europea. E la loro applicazione deve venire sospesa, in attesa del via libera di Bruxelles.

Il governo Gentiloni ha invece disatteso le regole UE, nei tre casi sopra citati, adottando i relativi decreti ministeriali senza attendere il doveroso riscontro di Bruxelles. E ha diffuso notizia sulla effettiva vigenza di norme di cui ben conosceva l’illegittimità, causando danno ingiusto a centinaia di migliaia di imprese alimentari basate in Italia.

Una denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma è stata presentata a giugno scorso, dallo scrivente, nei confronti dei succitati ministri e capo di governo, per i delitti di abuso d’ufficio e falso ideologico in atti pubblici. (1) Nessun riscontro a tutt’oggi. 

 

Abusi d’ufficio, 4. Decreto sede stabilimento in etichetta

Paolo Gentiloni e Carlo Calenda hanno seguito lo stesso copione di cui sopra, nell’adottare il decreto legislativo 145/17. Recante obbligo di citare la sede dello stabilimento (di produzione o, se diverso, di confezionamento) sulle etichette degli alimenti Made in Italy.

L’ex-ministro degli Esteri Angelino Alfano ha pure avuto un ruolo, in questo caso. Avendo ricevuto – e tenuto nascosta ai cittadini italiani – una lettera in cui la Commissione europea evidenziava la contrarietà del decreto in esame al diritto UE. (2)

L’allora vice-ministro dell’Agricoltura Andrea Olivero si è poi unito ai misfatti di governo, dichiarando pubblicamente la piena vigenza della norma. La cui illegittimità era invece stata dichiarata in termini inequivoci, già dal 3.7.17, dalla Commissione europea. (3)

 

Abuso d’ufficio, 5. Rinnovo di efficacia dei decreti origine pasta, riso, pomodoro

Il DM 9.5.18 – a firma di Paolo Gentiloni, facente funzioni di ministro dell’agricoltura, e Carlo Calenda – ha prorogato l’efficacia dei decreti su etichetta d’origine pasta, riso, pomodoro. 

Detti decreti – già di per sé contrari al diritto comune, per le ragioni di cui sopra – sarebbero in ogni caso decaduti l’1.6.18, data di entrata in vigore del regolamento ‘Origine Pianeta Terra’ (OPT). E sono stati invece prorogati fino al 31.3.20, giorno precedente all’applicazione del regolamento OPT. (4)

Il decreto 9.518 è a sua volta illegittimo, per due essenziali ragioni. Primo, poiché ambisce a rinnovare l’efficacia di decreti contrari alle regole UE, per difetto di notifica alla Commissione europea. (5) Secondo, per violazione del concetto di ‘entrata in vigore’ contenuto nelle preleggi. (6) 

 

Conclusioni

Al di là di ogni valutazione politica sulle decisioni del governo precedente e di quello attuale, in diversi ambiti, ci si limita qui ad annotare come le violazioni delle regole UE da parte del governo Gentiloni abbiano causato un danno ingiusto alle imprese alimentari italiane. 

Le imprese italiane sono state costrette a credere – anche a causa di comunicati stampa e circolari ministeriali, rilanciati dalla stampa senza alcuna verifica – nell’esigenza di rivedere i lay-out delle loro etichette. Ristamparle, e destinare al macero quelle credute desuete. In forza di decreti solo formalmente in vigore, bensì fuorilegge per palese contrasto con le norme europee. (7) 

Diciotti a cinque, solo un’inchiesta corre, e gli amministrati pagano. Perché?

Dario Dongo​​​

Note

(1) Cfr. https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/sede-stabilimento-omert%C3%A0-sul-niet-di-bruxelles-denuncia-penale-a-gentiloni-co

(2) V. https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/sede-stabilimento-la-grande-bugia-del-governo-gentiloni

(3) Si veda https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/decreti-origine-pasta-riso-pomodoro-sede-stabilimento-incertezze-e-pericoli

(4) Cfr. reg. UE 775/18. Vedasi anche https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/origine-ingrediente-primario-reg-ue-2018-775-call-for-action

(5) Al riguardo, si veda l’articolo https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/decreti-origine-prosegue-il-circo-gentiloni 

(6) V. https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/decreti-origine-ultimo-atto

(7) Cfr. TFUE, reg. UE 1169/11. Le regole europee in questione, vale la pena ricordare, hanno un ruolo sovraordinato rispetto a ogni norma nazionale, ivi comprese le leggi costituzionali. Così almeno, secondo giurisprudenza consolidata della stessa Consulta

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