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Coop presenta “Buoni&Giusti”, l’ortofrutta non è mai stata così pulita

Coop presenta “Buoni&Giusti”, l’ortofrutta non è mai stata così pulita

La responsabilità sociale continua a guadagnare terreno tra le imprese italiane. Coop, da sempre in posizione avanzatissima sulla eticità delle produzioni, ha presentato la campagna “Buoni&Giusti Coop” il 17 marzo 2016, a Roma, presso il ministero delle Politiche agricole, presente il ministro Maurizio Martina.

Sotto controllo le 13 “filiere sporche”

L’iniziativa è di quelle che lasciano il segno. La prima insegna della grande distribuzione in Italia estende i controlli di legalità a tutta l’ortofrutta in vendita nei suoi 1.100 punti vendita. Controlli di filiera, vale a dire dal campo alla tavola, per agrumi, fragole, pomodori, meloni, angurie, uva, patate novelle e altri 5 ortaggi di largo consumo.

I medesimi rigorosi criteri con i quali sono selezionati i fornitori dei prodotti a marchio Coop sono ora estesi a tutti i fornitori dei prodotti ortofrutticoli delle 13 filiere a rischio criminalità e sfruttamento, le cosiddette “filiere sporche”, nelle quali si stima siano vessati 400mila lavoratori, per l’80% stranieri.

“Un fenomeno serio, che non riguarda solo il Sud, e che rovina l’economia del nostro paese”, dice Marco Pedroni, presidente di Coop, il quale ricorda: “Per cambiare contano i comportamenti quotidiani”.

Le garanzie offerte al consumatore

Primo distributore in Europa ad adottare, nel 1998, lo standard SA8000 per ottenere precise garanzie in tema di responsabilità sociale dai propri fornitori di prodotto a marchio, Coop ha sempre vigilato sull’intera filiera dei prodotti agroalimentari proposti con il proprio marchio. Un criterio di selezione ben noto agli 8 milioni di soci Coop e al quale ormai guardano sempre più consumatori italiani. In primis i consumAttori, che condividono la responsabilità sociale con le scelte di acquisto e la partecipazione attiva.

Dai prodotti a marchio a tutta l’ortofrutta presente nei punti vendita

L’operazione “Buoni&Giusti” coinvolge tutti gli 832 fornitori di ortofrutta di Coop, con i quali lavorano oltre 70.000 aziende agricole. Per tutti è scattato l’obbligo di sottoscrivere il Codice etico e accettare il piano di controlli volto ad accertare il rispetto dei patti. Pena l’esclusione dalla rosa dei fornitori.

Le 7.200 imprese agricole che forniscono i prodotti poi commercializzati con il marchio Coop – già “pulite” – sono inoltre invitate ad aderire alla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità ministeriale, che attesta la correttezza dell’impresa nel rispetto delle leggi, anche di natura contrattuale e previdenziale, e l’assenza di condanne o pendenze penali.

Marta Strinati

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