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Coldiretti, AIA e il vitello d’oro. La rivolta di ANABORAPI

Coldiretti, AIA e il vitello d’oro. La rivolta di ANABORAPI

ANABORAPI, l’Associazione Nazionale degli Allevatori di Bovini di Razza Piemontese, si rivolta contro l’assalto di Coldiretti al vitello d’oro.

Il cerchio magico di Palazzo Rospigliosi, come si è visto, sta cercando di impadronirsi dei tesori degli allevatori italiani e drenare i contributi pubblici a essi destinati (1,2).

Ma alcune Associazioni Nazionali degli Allevatori (ANA) resistono ai giochi sporchi nelle sedi legali e nelle piazze (3,4). Senza accettare i possibili abusi d’ufficio sui bandi di finanziamento. (5)

#VanghePulite.

Coldiretti, AIA e il vitello d’oro

Il vitello d’oro, cioè il sistema allevamento in Italia, è cinto d’assedio da un gruppo di potere noto nell’ambiente come ‘la cupola’ di Coldiretti. La quale, dopo avere assunto il dominio su AIA (Associazione Italiana Allevatori), ha:

– fatto confluire le APA (Associazioni Provinciali Allevatori) nelle ARA (Associazioni Regionali Allevatori) sotto il proprio imperio,

– modificato lo statuto di AIA, a gennaio 2016, prevedendo che le ANA adottassero ‘statuti-capestro’ per privarle di ogni autonomia, (6)

– imposto alle ANA di aderire ad AIA 2, alias FEDANA, costituita a maggio 2018 per eludere le norme imperative di legge frattanto intervenute (7),

– trasferito da AIA ad AIA 2 alias FEDANA i poteri su CdA, organi di controllo e vigilanza delle ANA. (8)

Finanziamenti pubblici, requisiti di accesso

Il PSRN – Piano di Sviluppo Rurale Nazionale, finanziato dalla PAC 2014-2020 – ha stabilito due misure a sostegno del sistema allevamento in Italia:

– la sottomisura 10.2, rivolta agli enti selettori riconosciuti dal MiPAAF che gestiscono programmi di miglioramento genetico per la salvaguardia delle specie. Il relativo bando era perciò rivolto alle ANA, che potevano avere accesso ai finanziamenti a condizione di essere associazioni di primo grado (vale a dire, associare direttamente gli allevatori), dotate di autonomia tecnica e amministrativa, aggregate per comparti,

– la misura 16.2, relativa alla raccolta dei dati presso gli allevamenti, a cui solo AIA poteva di fatto accedere ma a condizione di non avere alcun rapporto con i beneficiari della sottomisura 10.2. Vale a dire a condizione di garantire l’indipendenza politica, amministrativa, gestionale e tecnica delle ANA (enti selezionatori che gestiscono i libri genealogici) rispetto ad AIA (centro di raccolta). (9)

ANABORAPI, l’assalto di Coldiretti – AIA

Il 20.6.17 Coldiretti ha iniziato l’assalto di ANABORAPI all’assemblea degli allevatori piemontesi. In tale occasione AIA ha fatto valere le norme del proprio statuto per nominare il suo Enrico Leccisi – il ‘cervello economico’ di Vincenzo Gesmundo – quale presidente del collegio sindacale. E marginalizzare il rappresentante del MiPAAF in tale organo, con buona pace delle previsioni statutarie.

Gli allevatori piemontesi hanno però contestato il teorema secondo cui – a seguito della scissione di AIA in AIA e AIA 2 alias FEDANA – ANABORAPI dovrebbe confluire automaticamente in quest’ultima. Chiedono invano copia di atto di scissione, bilancio, notizie. Si scopre che intanto è stato nominato il CdA della Federazione, senza alcuna comunicazione preventiva né notizie su chi lo abbia eletto, quando come e perché.

FEDANA, arricchimento indebito

Il 29.3.19 – dopo ‘pressioni di ogni genere’, secondo i testimoni, estenuanti trattative e CdA fatti saltare facendo mancare gli allevatori asserviti a Palazzo Rospigliosi – ANABORAPI approvava la riforma del proprio statuto. Stralciando, con il voto unanime di 47 delegati, il paragrafo secondo del contestato art.2, che prevede l’ipotesi di aderire alla Federazione delle Associazioni Nazionali di Razza (FEDANA).

A inizio 2020 gli allevatori soci di ANABORAPI sono però venuti a conoscenza dell’avvenuto pagamento, a loro insaputa, delle quote associative 2019 a FEDANA. Per un importo di circa 12.000 euro, che nel 2020 sarebbe quasi triplicato (€32.000). Senza che l’Assemblea di ANABORAPI avesse mai deliberato l’adesione ad AIA 2 né che FEDANA avesse fornito alcun servizio ad ANABORAPI.

ANABORAPI, tentativo di golpe

Le richieste di spiegazioni da parte di un rinomato studio legale per conto di un gruppo di allevatori piemontesi hanno indotto i ‘delegati’ – eletti il 23.7.20 con procedure opache dagli esiti mai resi noti – a organizzare un golpe in ANABORABI. All’assemblea ordinaria 10.11.20, tenutasi online per causa Covid, i ‘delegati’ hanno infatti:

– ratificato a posteriori il pagamento a FEDANA di 12.000 euro, a titolo di quota associativa 2019. Sebbene l’associazione a FedAna non sia mai stata deliberata in assemblea nell’esercizio 2019 né in quello precedente,

– votato il ‘rinnovo del vincolo associativo alla Federazione’. Senza neppure aver inserito tale questione, di rilievo cruciale per la vita associativa, all’ordine del giorno della convocazione dell’assemblea. Né avere ricevuto alcun mandato in tal senso da parte del consiglio direttivo.

ANABORAPI, rivolta degli allevatori

Gli allevatori iscritti ad ANABORAPI hanno così innescato la rivolta. Alla manifestazione organizzata il 19.12.20 sul piazzale di Carrù (CN), ove l’associazione ha sede, 182 allevatori hanno sottoscritto e depositato una lettera, all’indirizzo del presidente e del CdA (v. Allegato). L’opposizione degli allevatori al tentativo di golpe, ribadita in successive istanze al MiPAAF e al Prefetto di Cuneo, si declina in precise istanze:

– immediata fuoriuscita da FEDANA e recupero delle somme a essa indebitamente versate, (9)

– ristabilire l’ordine democratico mediante regolamento associativo che definisca i criteri di elezione di delegati e CdA e la trasparenza dei relativi atti,

– verifica di legittimità dell’operato del collegio sindacale uscente,

– garanzia di effettiva indipendenza, formale e sostanziale, dell’associazione. Un requisito indispensabile, si sottolinea, per l’accesso di ogni ente selezionatore ai finanziamenti europei. (10)

#VanghePulite

La vicenda in oggetto – assieme alle numerose altre violazioni delle norme vigenti, nel sistema allevamento italiano – deve venire valutata con urgenza dal ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Stefano Patuanelli. L’indipendenza del MiPAAF è soggetta alle gravi e continue minacce di un gruppo di potere che in nome degli interessi dell’agricoltura italiana porta avanti politiche clientelari, spesso illegali e contrarie tra l’altro ai principi di concorrenza consolidati nel TFUE (Trattato per il Funzionamento dell’Unione Europea, articolo 102).

‘Bisogna liberarsi da questa catena feroce dell’omertà che è uno dei fenomeni sui quali si basa la potenza mafiosa’ (Paolo Borsellino)

Ogni notizia circostanziata e documento utile a fare chiarezza su anomalie e illeciti, interferenze e conflitti d’interessi nella politica, amministrazione e finanziamento delle attività degli agricoltori e allevatori italiani può venire trasmessa all’indirizzo vanghepulite@gmail.com. Faremo del nostro meglio a servizio di una comunità troppo a lungo schiacciata dalla prepotenza dei soliti noti.

Dario Dongo

Note

(1) Dario Dongo. Coldiretti, AIA e il vitello d’oro. #VanghePulite urgono. GIFT (Great Italian Food Trade). 9.2.21,  https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/coldiretti-aia-e-il-vitello-d-oro-vanghepulite-urgono

(2) Dario Dongo. Coldiretti, AIA e il vitello d’oro. L’operazione AIA 2, alias FEDANA. GIFT (Great Italian Food Trade). 25.2.21,  https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/coldiretti-aia-e-il-vitello-d-oro-l-operazione-aia-2-alias-fedana

(3) Dario Dongo. AIA, FEDANA e il vitello d’oro, allevatori in rivolta. L’esempio di ANARB. GIFT (Great Italian Food Trade). 4.3.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/aia-fedana-e-il-vitello-d-oro-allevatori-in-rivolta-l-esempio-di-anarb

(4) Dario Dongo. Coldiretti e il vitello d’oro, in rivolta gli allevatori del Sannio. #VanghePulite. GIFT (Great Italian Food Trade). 22.3.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/coldiretti-e-il-vitello-d-oro-in-rivolta-gli-allevatori-del-sannio-vanghepulite

(5) Dario Dongo. Sistema allevamento e biodiversità, sbando pubblico. #VanghePulite. GIFT (Great Italian Food Trade). 31.3.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/sistema-allevamento-e-biodiversità-sbando-pubblico-vanghepulite

(6) Lo statuto-capestro imposto da Coldiretti arroga ad AIA:

– la direzione e la presidenza degli organi di controllo e di vigilanza delle ANA,

– la gestione amministrativa (contabilità, budget, aggiornamento scritture e registri, monitoraggio situazione finanziaria e flussi di cassa) delle ANA

(7) Il reg. UE 1012/2016, sulla riproduzione animale, riconosce le associazioni di allevatori come enti selezionatori riconosciuti dal MiPAAF che gestiscono programmi di miglioramento genetico. Con l’obiettivo di liberalizzare tali servizi e aprire il settore alla concorrenza (TFUE 102).
Il d.lgs. 52/2018 a sua volta prescrive, all’articolo 2, che gli allevatori siano iscritti direttamente a tali associazioni (ANA), rigorosamente autonome. Escludendo l’intermediazione di altre associazioni (es. AIA) tra i soci allevatori e gli enti selezionatori (ANA).
AIA 2alias FEDANA, è stata costituita al preciso scopo di eludere le norme imperative di legge sopra citate. Con il benestare di un MiPAAF compiacente, in barba alle diverse indicazioni dell’Autorità Garante per la Concorrenza (AGCM, v. articolo di cui in nota 2)

(8) Lo stesso MiPAAF aveva peraltro:
– rimarcato i differenti ruoli di AIA (a cui competono i controlli in campo) e delle ANA (alle quali invece spetta la gestione dei Libri Genealogici),
– espresso parere negativo sulla gestione diretta o indiretta da parte di AIA di Libri Genealogici gestiti dalle ANA,
– prescritto alle ANA di chiedere un parere preventivo al Ministero prima di adottare qualsivoglia modifica statutaria,
– ribadito che un’eventuale adesione a FEDANA non dovesse inficiare il mantenimento dei requisiti di indipendenza tecnica, gestionale, amministrativa delle ANA. Sotto pena di perdita dei finanziamenti

(9) Il presidente di ANABORAPI Renato Giordano – nella propria risposta 24.11.20 alla PEC 2.11.20 del prof. avv. Renato Borsari e dell’avv. Diego Girelli di Verona, per conto di alcuni soci allevatori – ha dedotto che Anaborapi, come le altre ANA, sarebbe confluita ‘automaticamente’ in FEDANA a seguito della scissione di AIA. Trascurando tuttavia:

– le disposizioni imperative di legge di cui agli articoli 20-21 del codice civile, secondo cui l’adesione a un’associazione ricade nella competenza esclusiva ed inderogabile sia dell’assemblea dei soci,
– i requisiti di piena autonomia e indipendenza degli enti selezionatori (ANA) prescritti dal reg. UE 1012/2016 e ribaditi da AGCM al MiPAAF il 18.10.19 (Prot. 67989)

(10) Il requisito di indipendenza degli enti selezionatori viene tra l’altro dubitato nella candidatura di ANAFIJ al bando citato in nota 5. Fattispecie che, assieme ai conflitti d’interessi dei membri delle commissioni valutatrici presso CREA e MiPAAF, non potrà ove del caso sfuggire alle doverose indagini delle autorità competenti in Italia e in UE

Allegato

 Lettera 19.12.20 di 182 allevatori soci dì ANABORAPI al presidente e al consiglio di amministrazione

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