Idee

Attenzione agli standard internazionali

Si fa presto a dire certificazione "Halal". Ma per le imprese del settore alimentare che vogliono competere su un mercato da 4 milioni di consumatori potenziali in Italia e ben più rilevante all’estero, gli standard e le linee guida riconosciute a livello internazionale hanno grande importanza. La produzione nazionale di cibi etichettati con la certificazione religiosa è in crescita. L’ultimo arrivato è il pecorino toscano DOP, ma prima c’erano stati altri formaggi prodotti da caglio di origine vegetale, nati per intecettare le esigenze alimentari dei musulmani residenti in Italia. La sezione italiana dell’Halal International Authority, organismo in grado di fornire certificazioni con valore in più paesi, parla di un mercato che potenzialmente vale 4 miliardi di euro, con circa 130 aziende italiane certificate, come per esempio Bresaole Bordoni e Oca Sforzesca, ma si stanno muovendo anche gaziende produttrici di grandi DOP, come Latteria Soresina, che produce tra l’altro il Grana Padano. Le diverse comunità islamiche non sono unanimemente concordi su ciò che va considerato halal ("lecito" in arabo), quindi è fondamentale rivolgersi alla società di certificazioni giusta. (Foto dal reportage sul tema del nostro media partner Il Fatto Alimentare).