Salute

Allarme nei Paesi in via di sviluppo. Urge educazione nutrizionale

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Obesità e sovrappeso nei Paesi in via di sviluppo sono quadruplicate negli ultimi 30 anni. 250 milioni di casi negli anni ’80, un miliardo oggi. Diverse popolazioni in Nord-Africa, Medioriente e America Latina hanno già raggiunto i livelli di disagio dell’Europa, ove il 58% dei cittadini ha un indice di massa corporea fuori standard. I dati provengono dal rapporto ‘Future Diets‘, appena pubblicato dallo ‘Overseas Development Institute’ (ODI), ONG britannica per la cooperazione internazionale.

La crescita economica è purtroppo accompagnata da vertiginosi aumenti dei consumi di zuccheri, grassi ‘cattivi’ e sodio. ‘Junk-food’ e porzioni pantagrueliche causano nuove forme di malnutrizione, con un rischio sanitario di proporzioni epidemiche. Che fare?

Efficaci campagne di educazione nutrizionale sono essenziali – al pari di altre misure – per ridurre la mortalità prematura. Un buon esempio è costituito dalla dieta mediterranea che, associata a uno stile di vita sano e all’esercizio fisico regolare, può assicurare benessere e longevità.