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31 gennaio 2024, il giorno della protesta degli agricoltori in Italia

Il 31 gennaio 2024 è il giorno della protesta degli agricoltori in tutta Italia, sotto l’insegna ‘Uniti si vince! Invitiamo tutti gli imprenditori agricoli e cittadini a unirsi con noi a difendere il valore dell’agricoltura Italiana’. Migliaia di trattori nelle strade impediscono alla stampa di ignorare la mobilitazione, salvo insistere nell’avvertire il rischio che essa possa venire sobillata da partiti di estrema destra o vari altri estremisti.

La protesta ha una bandiera principale, il tricolore, che accomuna chi lavora la terra e alleva animali sul territorio italiano. E varie altre, come quella della Confederazione italiana LiberiAgricoltori che da sempre si oppone alle politiche agricole imposte da Coldiretti sia ai governi succedutisi nei decenni, sia alle altre grandi confederazioni agricole sprovviste di altrettanti poteri e visibilità (1,2).

1) Agricoltori uniti contro le politiche delle grandi confederazioni agricole

Gli agricoltori di tutta Europa sono uniti nel denunciare le politiche portate avanti dalle grandi confederazioni agricole. Coldiretti (e in misura minore la Confagricoltura nazionale) in Italia, FNSEA in Francia, sono infatti le forze motrici di Copa-Cogeca a Bruxelles.

Solo i conflitti d’interesse delle grandi confederazioni – a monte con i monopolisti degli input tecnici e a valle, con i grandi clienti industriali e della grande distribuzione – possono spiegare perché:

– la direttiva UTPs sulle pratiche commerciali sleali non ha incluso il divieto delle vendite sottocosto né ha prescritto l’adozione di appositi strumenti di monitoraggio dei costi di produzione; (3)

– la strategia Farm to Fork, che avrebbe apportato sostanziosi finanziamenti agli agricoltori europei per sostenere la transizione ecologica, è stata del tutto vanificata (4,5);

– la deregulation dei nuovi OGM, che aggraverà la dipendenza delle aziende agricole dalle industrie sementiere a spese anche della agrobiodiversità, viene invece sospinta (6,7).

La morsa tra le forniture – con una crescente dipendenza dagli input tecnici, aggravata dal boicottaggio di #Farm2Fork – e i listini bloccati da industria e retail sta stritolando le aziende agricoltore piccole e medie, proprio a causa di queste politiche.

2) Agricoltura europea, i dati

Le grandi confederazioni agricole, a ben vedere, sono invece riuscite nella loro opera di demolire l’agricoltura familiare e contadina – che tuttora rappresenta il 94,8% delle aziende agricole in UE (Eurostat, 2020) – a vantaggio dei colossi agroindustriali. E i dati superano le parole:

– la dimensione media di un’azienda agricola nell’UE nel 2020 era di 17,4 ettari, e tuttavia

– quasi due terzi (63,8%) delle aziende agricole dell’UE avevano una dimensione inferiore a 5 ettari, mentre

– poco più di un decimo (11,4%) delle aziende agricole in UE aveva 30 ettari o più

– le aziende di dimensioni maggiori, con almeno 100 ettari, rappresentavano il 3,6% del numero totale delle aziende ma al contempo più della metà (52,5%) della superficie agricola totale utilizzata in UE.

Tra il 2005 e il 2020 Eurostat ha registrato:

– la scomparsa del 37% delle aziende agricole, da 14,7 a 9,3 milioni in tutto. L’87% delle aziende agricole scomparse (4,6 su 5,3 milioni di aziende agricole) aveva dimensioni inferiori a 5 ettari di superficie agricola utilizzata, mentre

– l’unica categoria di aziende agricole di cui si è osservato un aumento del numero di aziende è quella delle imprese con almeno 100 ettari.

Poiché la superficie complessiva utilizzata per la produzione agricola nell’UE non è cambiata quasi per nulla tra il 2005 e il 2020 (un aumento dello 0,3%), la diminuzione del numero di aziende agricole in tutte le categorie di dimensioni, ad eccezione di quelle più grandi, riflette fusioni o acquisizioni di aziende agricole’ (Eurostat). (8)

3) Agricoltura familiare e contadina al centro

L’agricoltura familiare e contadina di ogni Paese d’Europa protesta per sopravvivere e non venire fagocitata dai colossi agroindustriali che già dominano oltre la metà della superficie agricola utilizzata in Unione Europea. A tale scopo – come già richiesto a viva voce dalle sole confederazioni agricole indipendenti (i.e. Confédération paysanne in Francia, FUGEA e Jeunes Agriculteurs in Belgio, Assorurale, Altragricoltura e LiberiAgricoltori in Italia) è necessario e urgente:

– introdurre regole cogenti a garanzia del #prezzoequo delle derrate agroalimentari, con divieto di vendite sottocosto

– portare avanti e sostenere con appositi finanziamenti gli agricoltori nella transizione ecologica e il miglioramento del benessere animale

– redistribuire gli aiuti della Politica Agricola Comune a favore delle aziende microscopiche, piccole e medie

– condizionare gli accordi di libero scambio al rispetto di pari standard di sicurezza, sociali e ambientali sulle merci di importazione extra-UE

– abbattere la burocrazia e semplificare le procedure a carico degli agricoltori. (9)

4) Pratiche commerciali sleali e distorsioni della concorrenza. Stop alle deroghe

Le pratiche commerciali sleali – e così, il divieto di sottocosto – devono applicarsi anche ai ‘conferimenti di prodotti agricoli ed alimentari da parte di imprenditori agricoli e ittici a cooperative di cui essi sono soci o ad organizzazioni di produttori’, come invece oggi escluso dal d.lgs. 198/21 (articolo 2.1.e). (10) La deroga italica produce infatti due effetti negativi:

– esclusione della tutela dei singoli agricoltori e/o produttori e/o loro gruppi rispetto alle pratiche commerciali sleali poste in essere nei loro confronti da cooperative e organizzazioni dei produttori

– distorsioni della concorrenza a favore di cooperative e organizzazioni di produttori, con pregiudizio ai singoli produttori che sono invece soggetti al d.lgs. 198/21 e ai maggiori oneri che esso comporta (i.e. oneri finanziari legati al rispetto dei termini di pagamento ivi previsti).

La direttiva (EU) 2019/633 sulle pratiche commerciali sleali nella filiera alimentare, di cui il citato decreto costituisce (teorica) attuazione, regola invece tutte le forniture agroalimentari e vieta agli Stati membri di ridurre la tutela dei fornitori di prodotti agricoli e alimentari (articolo 9). Il citato decreto è perciò in contrasto con la direttiva di riferimento.

5) NO #sottocosto, #fairprice. Ecco come

Il divieto alle vendite sottocosto deve venire affermato senza mezzi termini – anche in UE, mediante riforma della citata Unfair Trading Practices (UTPs) Directive – e garantito, nella sua effettiva applicazione, assieme al #fairprice, #prezzoequo. A tale scopo gli Stati membri dovrebbero introdurre alcune semplici regole:

– rilevazione e pubblicazione dei costi oggettivi di produzione, in tempo reale, riferiti alle singole filiere produttive nelle singole regioni italiane

– istituzione di borse merci telematiche, per riscontrare le rilevazioni dei costi oggettivi e gli andamenti dei prezzi

– evidenza in fattura elettronica sia di quantità e qualità, composizione, origine e certificazioni delle merci, sia dei prezzi applicati a raffronto con i costi oggettivi e le quotazioni di borsa merci

– controlli sistematici sulle fatture, da attribuire agli ispettori del fisco (Guardia di Finanza in Italia) e sanzioni proporzionate al fatturato degli acquirenti. Con pubblicazione dei rapporti di ispezione

– trasparenza in etichetta, tramite QR-code, sul prezzo riconosciuto agli agricoltori e alle imprese di trasformazione.

6) Conflitti d’interessi e governance

I conflitti d’interessi in un settore strategico come l’agricoltura – a cui è dedicato il 33% del bilancio europeo – devono venire sottoposti a regole stringenti:

– i governi italiani che si sono succeduti hanno tollerato il conflitto d’interessi di Gabriele Papa Pagliardini censurato persino dal Commissario europeo per l’Agricoltura. (11) L’ex-direttore generale dell’organismo pagatore AGEA (Agenzia Generale per le Erogazioni in Agricoltura), nonché socio della AgriRevi del cerchio magico di Coldiretti, risulta ora lavorare per la Federconsorzi 2 alias CAI (Consorzi Agrari d’Italia) S.p.A., il cui socio dominante Bonifiche Ferraresi è uno dei primi beneficiari di contributi pubblici in agricoltura (12)

– il ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida, in data 13.9.23, ha nominato quale capo di gabinetto Raffaele Borriello, ex direttore generale di ISMEA (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) che era stato frattanto arruolato da Coldiretti come capo dell’area legislativa e relazioni istituzionali, senza particolare attenzione alla disciplina delle ‘porte girevoli’ così in voga a Palazzo Rospigliosi (13,14). Non sfugge a molti la coincidenza temporale con lo sviluppo del decreto per il ‘monopolio’ dei servizi in agricoltura (15)

Il cerchio magico di Coldiretti non ha bisogno dei trattori, avendo a disposizione la Porsche fornita al suo Osservatorio Agromafie dall’ex-direttore dell’Agenzia delle Dogane, frattanto arrestato. (16) Fino a quando?

#fairprice #VanghePulite

Dario Dongo

Note

(1) Dario Dongo. Italia, protesta degli agricoltori contro Coldiretti. #VanghePulite. GIFT (Great Italian Food Trade). 26.1.24

(2) Dario Dongo. Confédération paysanne e LiberiAgricoltori, le ragioni della protestaGIFT (Great Italian Food Trade). 29.1.24

(3) Il relatore alla Unfair Trading Practices (UTPs) Directive, l’eurodeputato Paolo De Castro, combinazione, è stato poi nominato ed è tuttora presidente della ‘Filiera Italia’ creata da Coldiretti per formare un’alleanza con i colossi dell’industria e della grande distribuzione organizzata

(4) Dario Dongo. No alla riduzione dei pesticidi, sì al glifosate. Toxic Europe. GIFT (Great Italian Food Trade). 23.11.23

(5) Dario Dongo, Alessandra Mei. Nature Restoration Law’, via libera con accordo al ribassoGIFT (Great Italian Food Trade). 14.11.23

(6) Dario Dongo. NGTs, nuovi OGM, la deregulation avanza. GIFT (Great Italian Food Trade). 14.1.24

(7) Paolo De Castro, l’eurodeputato fedelissimo a Coldiretti, annunciò il suo impegno a deregolamentare gli OGM già a inizio legislatura. Si veda il precedente articolo di Dario Dongo. OGM, il nuovo impero che avanza. GIFT (Great Italian Food Trade). 26.7.19

(8) Eurostat. Key figures on the European food chain – 2022 edition. 7.12.22 http://tinyurl.com/yed2n9sn

(9) La Via Campesina. Call to action: Fair incomes for all farmers! Stop free trade agreements immediately! 30.1.24 http://tinyurl.com/bdzmc729

(10) Dario Dongo. Pratiche commerciali sleali, i guai del d.lgs. 198/2021. GIFT (Great Italian Food Trade). 4.12.21

(11) Dario Dongo. AGEA – Coldiretti, la Commissione europea boccia il conflitto d’interessi. GIFT (Great Italian Food Trade). 24.3.21

(12) Nel database FarmSubsidy compaiono tre nominativi diversi per indicare Bonifiche Ferraresi S.p.a., parte del Gruppo BF S.p.a. che, in totale, ha ricevuto € 19.824.529,73 di fondi PAC tra 2015 e 2021. Si veda Edoardo Anziano, Paolo Riva. Gli ultraricchi dell’agricoltura europea. Irpimedia. 2.12.22 http://tinyurl.com/yurhd5j3

(13) ’I dipendenti che, negli ultimi tre anni di servizio, hanno esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto delle pubbliche amministrazioni di cui (…), non possono svolgere, nei tre anni successivi alla cessazione del rapporto di pubblico impiego, attività lavorativa o professionale presso i soggetti privati destinatari dell’attività della pubblica amministrazione svolta attraverso i medesimi poteri (…)’. D.lgs. 165/01, articolo 53.16-ter

(14) Dario Dongo. Pubblica amministrazione, fedeltà allo Stato o a Coldiretti? #VanghePulite. GIFT (Great Italian Food Trade). 27.6.21

(15) Dario Dongo. AGEA e MASAF ‘Coldiretti’. La soppressione dei liberi professionisti in agricoltura. GIFT (Great Italian Food Trade). 30.9.23

(16) Dario Dongo. Coldiretti, l’Osservatorio Agromafie e la Porsche dell’Agenzia delle Dogane. Il documento. GIFT (Great Italian Food Trade). 25.6.23

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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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