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Amazon Pantry, troppi illeciti nella vendita di alimenti. GIFT ricorre all’Antitrust

Amazon Pantry, troppi illeciti


A un anno dal lancio del servizio Amazon Pantry – per la vendita a distanza di alimenti e bevande – il colosso dell’ecommerce continua a violare le più elementari regole di informazione al consumatore. Lo denuncia GIFT – Great Italian Food Trade, il portale di informazione indipendente su alimenti e nutrizione, che ha segnalato il caso all’Antitrust.(1)

La nostra indagine dimostra la superficialità di Amazon, già stigmatizzata per le dure condizioni imposte ai lavoratori, nel fornire ai consumatori le informazioni obbligatorie sui prodotti alimentari. Tali informazioni, prescritte dal regolamento UE 1169/11, sono cruciali in particolare per i consumatori affetti da allergie alimentari e intolleranze, come la celiachia. Auspichiamo il tempestivo intervento dell’Antitrust, nell’attesa che si attivino anche le autorità preposte ai controlli pubblici ufficiali sulla filiera alimentare. (Dario Dongo, fondatore di Great Italian Food Trade)

Indagine su 250 prodotti

Great Italian Food Trade ha esaminato le condizioni di vendita di 250 alimenti, pari a circa il 20% dei prodotti presenti su Amazon Pantry. Il risultato è che quasi sempre mancano una o più informazioni obbligatorie.

Talvolta manca il nome del prodotto, in altri casi la tabella nutrizionale, in altri ancora il peso netto è assente o espresso in maniera non univoca (ne vengono indicati 4 differenti).

Le informazioni obbligatorie sono spesso incomplete o del tutto incomprensibili, poiché riportate soltanto in lingue straniere.

Nei casi più eclatanti, Amazon Pantry omette informazioni essenziali dal punto di vista della sicurezza alimentare, come la lista degli ingredienti con evidenza degli allergeni.

Alimenti venduti come cianfrusaglie

A dispetto delle regole europee e di quelle italiane – ancora più stringenti in materia di sicurezza alimentare ed etichettatura degli alimenti (1) – il portale Amazon sembra trattare gli alimenti come i tanti oggetti low cost offerti nelle sezioni non food.

L’approssimazione è tale da generare una grottesca ricerca di informazioni basilari, come si verifica leggendo tra le ‘domande e risposte’ degli utenti.

C’è chi domanda quali siano gli ingredienti del prodotto. Chi chiede di poter leggere una tabella con i valori nutrizionali. E chi diffida del famoso prodotto Made in Italy, perché presentato con la sola etichetta in cinese, instillando il dubbio che l’alimento sia frutto di contraffazione.

Uno scandalo da fermare, ricorso all’Antitrust

A conclusione dell’indagine, GIFT ha segnalato all’Antitrust il servizio Amazon Pantry, nella fiducia di un pronto intervento che ristabilisca la sicurezza negli acquisti anche a distanza di alimenti e bevande. E metta in guardia anche gli altri siti di e-commerce alimentare, tendenzialmente avari di garanzie e informazioni, come dimostrato in una precedente indagine.

Note

(1) Si veda la rassegna dell’attività svolta in ambito alimentare dall’AGCM nell’ultimo decennio

(1) Si citano, a titolo di esempio, le norme italiane in tema di:

indicazione obbligatoria d’origine della pasta e del riso

indicazione d’origine del latte nei prodotti lattiero-caseari 

indicazione d’origine del pomodoro nelle conserve,

obbligo di indicare la sede dello stabilimento di produzione (o se diverso, di confezionamento) sulle etichette degli alimenti Made in Italy