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Food security, tesi e antitesi del Parlamento europeo

Il 24.3.22 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione sul piano d’azione urgente per garantire la food security – vale a dire, la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari – a seguito del conflitto in Ucraina e le sanzioni applicate alla Russia. (1)

1) RUSSIA, UCRAINA E FOOD SECURITY IN UE

Le sanzioni imposte alla Russia ‘comporteranno una significativa perturbazione cumulativa dei mercati mondiali dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura, in aggiunta alla crisi del COVID-19 e ai recenti significativi aumenti dei costi dei fattori di produzione’.

1.1) Importazioni a rischio

Prima del conflitto Russia e Ucraina contribuivano in misura significativa al mercato globale di cereali (grano 31%, orzo 32%, mais 17%), semi e olio di girasole (20% e 50%, rispettivamente), fertilizzanti azotati. Oltre al carbonato di potassio, dalla Bielorussia.

Le importazioni in UE di commodities agricole, espresse in megatonnellate (mln t, Mt) riguardavano:

– mais (9,2 Mt, 57% forniture), colza (2 Mt, 42% delle importazioni UE in volume), panelli di girasole (1,3 Mt, 47% delle importazioni) e semi di girasole (0,1 Mt, 15%), frumento (1 Mt, 30 % delle importazioni) dall’Ucraina,

– colza (0,2, Mt, 50% delle forniture UE), panelli di girasole (0,9 Mt, 34%) e semi di girasole (0,3 Mt, 35%), frumento (0,5 Mt, 11%) dalla Russia (risoluzione 24.3.22, Considerando E,L,K).

1.2) PAC e food security

Gli obiettivi della politica agricola comune (PAC) e della politica comune della pesca (PCP) comprendono tra l’altro, ricorda il Parlamento,

– l’approvvigionamento di prodotti alimentari ad alto valore nutrizionale sul mercato dell’UE,

– la riduzione della dipendenza del mercato dell’UE dalle importazioni alimentari,

– la garanzia che i prodotti alimentari raggiungano i consumatori a prezzi ragionevoli.

La pandemia di COVID-19 e ora l’invasione russa dell’Ucraina hanno reso ancora più evidente la necessità che l’UE rafforzi la propria sicurezza alimentare e riduca la sua dipendenza da fattori di produzione importati da un unico fornitore o da un numero troppo esiguo di fornitori esterni all’UE’ (risoluzione 24.3.22, Considerando Q).

1.3) Energia, povertà e diritto al cibo

La Russia – primo fornitore di combustibili fossili in UE – ha fornito, nel 2021, il 40,5% del gas e il 27% del petrolio necessari agli Stati membri. (2) E ‘i prezzi dell’energia, dei fattori di produzione e dei prodotti alimentari sono tutti in aumento a causa del conflitto’. Di conseguenza, un numero sempre maggiore di persone – oltre ai 97 milioni attualmente a rischio nella sola UE – sarà a rischio di povertà.

Sono pertanto necessarie misure sociali per aiutare i produttori e i consumatori a far fronte a tali effetti; considerando che la sicurezza alimentare non implica soltanto la disponibilità di risorse alimentari, ma include anche, secondo la FAO, il diritto al cibo e l’accesso universale a un’alimentazione sana’ (Cons. S,T,U).

2) FILIERA AGROALIMENTARE UE

Il boom dei prezzi di energia, combustibili, fertilizzanti azotati, materie prime e prodotti agricoli ‘ha un notevole impatto sul settore agroalimentare e acquatico, provocando un forte aumento dei costi di produzione che mette a repentaglio la continuità della produzione e può determinare perturbazioni della catena di approvvigionamento’.

2.1) Fine dell’export in Russia

Le esportazioni agroalimentari dell’UE verso la Russia, che è il sesto partner commerciale dell’Europa, sono altresì compromesse dalle ‘perturbazioni commerciali e le sanzioni imposte’. Ciò richiede – secondo l’Assemblea di Strasburgo – ‘misure di attenuazione, compresa la creazione di mercati alternativi per i prodotti agricoli dell’UE’ (Considerando Z,AA).

2.2) Mercato interno

Il corretto funzionamento del mercato interno viene invocato quale ‘condizione essenziale per garantire la sicurezza alimentare’. Gli eurodeputati così lamentano il recente divieto alle esportazioni di cereali da parte dell’Ungheria, ‘in violazione dei suoi obblighi derivanti dal trattato e del principio di solidarietà dell’UE’ (Considerando AH). E il peggio ha da venire nella competizione internazionale tra Stati membri per l’accaparramento di gas, gas naturale liquido e petrolio.

2.3) Monitoraggio mercati e sostegno imprese

Gli eurodeputati denunciano ‘speculazioni sui prezzi’ e invitano la Commissione ‘a monitorare i mercati’ che rilevano per la food security. Ma è impossibile arginare questi fenomeni senza modificare le regole. E proprio in queste ore la proposta di introdurre un calmiere (price cap) sui prezzi del gas – caldeggiata da Italia e Spagna – viene osteggiata dai custodi del libero mercato (Germania e Olanda).

L’Assemblea di Strasburgo si limita perciò a chiedere alla Commissione di adottare ‘le misure necessarie [e sufficienti? Ndr] per proteggere le imprese agricole, ittiche e dell’acquacoltura dell’UE con misure di sostegno al fine di creare certezza e maggiori garanzie per mantenere e, ove necessario, aumentare la produzione alimentare da parte degli agricoltori e dei pescatori europei’.

3) FERTILIZZANTI

I fertilizzanti azotati hanno registrato un aumento straordinario dei prezzi (+142% nell’ultimo anno) e rappresentano in media, assieme all’energia, il 20% dei costi delle produzioni agricole.

3.1) Innovazione e riforme

L’innovazione è indispensabile per ridurre la dipendenza dai fertilizzanti sintetici e i rischi legati alla volatilità dei loro prezzi. È necessario aumentare l’impiego di fertilizzanti derivati da fonti organiche di nutrienti come fanghi di depurazione e stallatico trasformato, carbone biochar e frass. Senza trascurare biostimolanti e micorrize.

La Commissione europea è a tal fine invitata a:

– promuovere la ricerca, in Horizon Europe, sull’interconnessione tra sostenibilità e maggiore circolarità in agricoltura e l’abbandono della dipendenza dai fertilizzanti chimici a favore di alternative più verdi e rinnovabili,

– affrontare gli ostacoli legislativi e pratici che si frappongono alla messa in atto di tali soluzioni, per rafforzare l’uso di fertilizzanti organici. Con attenzione, ad avviso dello scrivente, all’esigenza di semplificare gli oneri di gestione dei sottoprodotti di origine animale destinati a successive lavorazioni.

3.2) Altre misure

L’Europarlamento esorta altresì la Commissione ‘ad avviare la revoca dei dazi antidumping sui concimi prodotti nei Paesi terzi’. E ‘invita la Commissione a valutare la possibilità e la fattibilità di mobilitare un sostegno finanziario supplementare per i settori più colpiti e ad adottare misure urgenti, mirate e provvisorie per aiutare gli agricoltori ad attenuare gli effetti del forte aumento dei prezzi dei fertilizzanti’ (risoluzione PE 24.3.22, punto 26).

La direttiva nitrati (91/676/CEE) potrebbe poi venire assoggettata a temporanea deroga, in barba alle esigenze di tutela della salute umana, ribadite nel reg. UE 2020/741. Per innalzare i limiti sull’applicazione di azoto da concime animale (es. letame, RENURE), ‘come alternativa ai fertilizzanti chimici, in linea con i limiti relativi ai fertilizzanti’ (punto 28).

4) COLTIVAZIONI ED ECOSISTEMI

L’occasione dell’emergenza viene colta, dall’Europarlamento, per introdurre deroghe agli obiettivi di transizione ecologica introdotti nel Green Deal e in Farm to Fork, Biodiversity 2030EU Soil strategy.

Oltreché, in termini più sfuocati, in PAC 2023-2027 e Next Generation EU (ex Recovery Plan).

4.1) Aree di interesse ecologico

Le lobby dell’industria agrochimica e le confederazioni agricole a loro servizio ha avuto la meglio sull’accorato appello dei 408 scienziati, per una politica orientata verso l’efficienza e la resilienza della produzione alimentare sotto l’egida dell’agroecologia. (3)

Pesticidi e fertilizzanti chimici dovrebbero venire utilizzati anche nelle aree di interesse ecologico, ‘se necessario’, ‘temporaneamente’. Il Parlamento europeo invita perciò la Commissione ‘a concedere agli Stati membri la flessibilità necessaria’ a vanificare gli sforzi ultradecennali per la conservazione e il ripristino degli ecosistemi (punto 29).

4.2) Terreni a riposo

Le ‘circostanze eccezionali vengono addotte a motivo della ‘urgente necessità di introdurre misure temporanee e reversibili per aumentare la produzione dell’UE nella stagione di raccolta 2022, al fine di contribuire alla sicurezza alimentare dell’UE’. E ‘a proporre ulteriori misure adeguate, se necessario, per il 2023’.

I terreni a riposo – 200 mila ettari in Italia, essenziali per recuperare le funzioni del suolo e mantenere le popolazioni di impollinatori, controllori di parassiti e altri fornitori di servizi ecosistemici – devono quindi lasciare spazio a colture ‘destinate al consumo umano o animale’, con ‘priorità alle colture proteiche’ (punto 30).

5) RISERVA DI CRISI, ANTICIPI PAC

Una riserva di crisi – 479 milioni di euro, di cui 48 per l’Italia – verrà sbloccata urgentemente per ‘aiutare il settore agricolo a far fronte alle attuali sfide del mercato’. Nuovi fondi, supplementari rispetto alle risorse già stanziate per la PAC, dovranno venire sbloccati per ricostituite la riserva di crisi.

Gli Stati membri, in base agli accordi frattanto intervenuti con la Commissione, potranno a loro volta cofinanziare le imprese agricole e alimentari in misura pari al 200% della riserva di crisi.

Gli anticipi ai produttori sui pagamenti diretti e sulle misure di sviluppo rurale connesse alla superficie e agli animali, secondo le indicazioni dell’Assemblea di Strasburgo, dovranno passare dal 50 al 70% per il sostegno al reddito e dal 75 all’85% per lo sviluppo rurale.

6) ANTITESI

Il Parlamento europeo ‘sottolinea che i cittadini, i produttori alimentari e i consumatori europei sono pertanto pronti a condividere il peso della guerra in solidarietà con l’eroico popolo ucraino’ (punti 3,16).

Emmanuel Macron, nell’attuale presidenza francese del Consiglio UE, annuncia una crisi alimentare senza precedenti che si protrarrà almeno per un paio d’anni.

L’Unione europea ha però stanziato 500 milioni di euro – una somma superiore alla ‘riserva di crisi’ per la nostra agricoltura – in armi letali e rifornimenti bellici a un Paese terzo in conflitto. (4) Alimentando il conflitto a base della recessione europea.

#NonInNostroNome, #MakeFoodNotWar!

Dario Dongo

Note

(1) Parlamento europeo. Risoluzione 24.3.22 sulla necessità di un piano d’azione urgente dell’UE per garantire la sicurezza alimentare all’interno e all’esterno dell’Unione Europea alla luce dell’invasione dell’Ucraina da parte russa (2022/ 2593(RSP). https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2022-0099_IT.html

(2) Dario Dongo. Gas ed energia elettrica, una crisi annunciata. GIFT (Great Italian Food Trade). 20.3.22, https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/gas-ed-energia-elettrica-una-crisi-annunciata

(3) Dario Dongo. Da Farm to Fork a Farm to War, l’appello della scienza per una strategia alimentare resiliente. GIFT (Great Italian Food Trade). 22.3.22, https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/da-farm-to-fork-a-farm-to-war-l-appello-della-scienza-per-una-strategia-alimentare-resiliente

(4) I trattati UE non consentono di attingere al bilancio europeo per scopi militari. L’ostacolo è stato aggirato da Ursula von der Leyen attingendo alle risorse extra-budget stanziate nel fondo European Peace Facility, istituito a marzo 2021. Missili di pace?

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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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