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Semafori in etichetta e diabete in lattina. Quanto zucchero nelle bevande?

Semafori in etichetta e diabete in lattina. Quanto zucchero nelle bevande?

L’attuale dibattito sui semafori in etichetta vale a richiamare un pericolo che interessa la salute di bambini e adolescenti in particolare, il diabete in lattina. Quanto zucchero si trova nelle bevande? Breve analisi a seguire.

8 bibite gassate a confronto

Una lattina da 33ml di Coca-Cola, la bevanda zuccherata e gassata più diffusa a livello planetario, contiene la bellezza – si fa per dire – di 35 grammi di zucchero. Pari al 39% del fabbisogno quotidiano di un adulto medio. (1)

La Pepsi-Cola è ancor più dolce, grazie a 35,8 g di saccarosio nella lattina da 330 ml, a raggiungere il 40% della razione giornaliera per un individuo adulto.lattina interna

La Ubuntu Cola, certificata Fair Trade, è solo lievemente meno zuccherata, con 31,2 g per lattina che occupano il 28% della soglia raccomandata. E quando pure ci si discosti dall’aroma di cola, la situazione varia di poco.

Addirittura la Fanta, sempre prodotta da Coca-Cola, raggiunge i 38,9 g di zuccheri. Vale a dire il 43% del limite giornaliero indicato per preservare la salute. La nota di patriottismo offerta dalle arance italiane (12% sul totale della bevanda) non vale perciò a ridurre l’attenzione sul profilo nutrizionale del prodotto.

L’italianissimo Chinotto Neri, a sua volta, contiene 38,3 g di zuccheri che esprimono il 42% delle Assunzioni di Riferimento per i consumatori adulti.

Un po’ meno dolce l’acqua tonica Schweppes, con soli 29,4 g di saccarosio pari al 33% dei fatidici Consumi di riferimento indicati dal legislatore europeo. (2)

La lattina di Sprite (Coca-Cola) ha invece un tenore di saccarosio assai inferiore – 6,3 grammi – poiché la sua dolcezza è ‘edulcorata’ con acesulfame K, aspartame e neoesperidina DC. (3)

Dulcis in fundo l’EstaThé di Ferrero – al terzo posto tra le bevande esaminate, dopo Fanta e Chinotto Neri – con 36 grammi di zucchero nella lattina da 330 ml. Cioè il 40% della soglia di riferimento per un adulto.

Relazioni di causa-effetto, il ‘diabete in lattina’

Il consumo eccessivo di zuccheri, grassi saturi e sale è causa di obesità, sovrappeso e malattie correlate che oggi rappresentano un’epidemia e una minaccia. Per la salute e il benessere della popolazione – a partire da bambini e adolescenti – e per la spesa sanitaria.

Il diabete di tipo 2 è un’emergenza planetaria, con 5 milioni di pazienti previsti in Italia entro il 2030. Ed è una malattia subdola, poiché si sviluppa senza sintomi fino a causare gravi danni alla salute. Il rischio di contrarre questa forma di diabete aumenta in misura sostanziale – secondo studi ventennali, raccolti dall’Università di Harvard (4) – già solo con il consumo di una lattina al giorno di bevande zuccherate.lattina interna2

Le Nazioni Unite hanno perciò sottolineato l’urgente necessità di ridurre gli zuccheri nelle bevande, nel Decennio per l’Azione sulla Nutrizione (2016-2025). In ogni angolo del pianeta sono state così adottate varie iniziative, dalla tassazione delle bevande zuccherate ai warning in etichetta. (5)

Ma in Italia si chiacchiera, sull’ipotetico impatto di questo o quel semaforo sulle esportazioni dei nostri caci. E si trascura il problema vero, il costo sociale del diabete in lattina e dei cibi HFSS. (6) Che rimarrà sulle nostre coscienze, oltreché sui bilanci pubblici e familiari.

Note

(1) Il reg. UE 1169/11, indica i consumi medi di riferimento per gli adulti, su base quotidiana, in 2000 kcal di cui 90 grammi di zuccheri (Allegato XIII, Parte B). 260 g i carboidrati totali, 70 g i grassi totali (dei quali 20 g di acidi grassi saturi), 50 g le proteine, 6 il sale. L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa) ha a suo tempo indicato in 25 g i c.d. Dietary Reference Intake relativi alle fibre

(2) V. nota 1
(3) La sicurezza degli edulcoranti di sintesi, c.d. Non-caloric Artificial Sweeteners, è peraltro ampiamente dibattuta. Si veda, ad esempio, lo studio pubblicato su Nature, doi:10.1038/nature13793,
(4) Cfr. https://www.hsph.harvard.edu/nutritionsource/healthy-drinks/soft-drinks-and-disease/
(5) La lobby dei produttori di bevande alcoliche ha invece convinto la Commissione europea a mantenere la deroga loro concessa dagli obblighi di dichiarazione nutrizionale e lista ingredienti in etichetta
(6) High Fats, Sugars and Sodium. Al di là della faziosa narrativa di Big Food Big Soda, gli alimenti presi di mira dai semafori non sono certo quelli tradizionali. I quali mantengono adeguati spazi nelle linee guida per una sana alimentazione, vieppiù nel contesto della dieta mediterranea. I semafori mirano invece ai cibi superflui con profili nutrizionali squilibrati, come appunto le bevande gassate piuttosto che le patatine fritte o altri snack HFSS

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