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Origine ingrediente cercasi

Origine ingrediente cercasi

Il regolamento della Commissione europea sulle modalità d’indicazione in etichetta dell’origine dell’ingrediente primario – qualora diversa dal Made in dichiarato (vale a dire, il Paese di ultima trasformazione sostanziale dell’alimento) – stenta a decollare. Aggiornamenti da Bruxelles.

Origine ingrediente primario, reg. UE 1169/11

Il Food Information Regulation ha introdotto una regola chiara, secondo cui ogni qualvolta l’etichetta dichiari l’origine dell’alimento ma il suo ingrediente primario abbia diversa provenienza il consumatore deve venire informato di ciò. (1)

L’informazione deve venire offerta, alternativamente, mediante:

– citazione della diversità di origine del prodotto rispetto al componente essenziale (che occupa il 50% o più della ricetta, es. latte nei prodotti lattieri-caseari, o comunque lo caratterizza, es. nocciole evidenziate nella presentazione di una crema da spalmare),

– precisazione dell’origine o provenienza dell’ingrediente primario (es. polenta Made in Italy con mais USA). (2)

Origine ingrediente primario, i lavori a Bruxelles

La Commissione europea avrebbe dovuto definire entro il 13.12.13, in apposito regolamento di esecuzione le modalità per l’indicazione in etichetta della diversa origine dell’ingrediente primario.

I lavori erano iniziati, meglio tardi che mai, a settembre 2013. Le potenti lobby di Big Food sono riuscite a farli interrompere per due anni e mezzo, fino al febbraio 2016. E poi, dopo un incontro fugace con gli Stati membri a ottobre 2016, l’orologio si è fermato di nuovo. Riattivandosi a gennaio 2018. (3)

Con il passare degli anni, lo schema di regolamento è stato infarcito di deroghe non previste nel regolamento UE 1169/11 che, come si è visto, ha attribuito alla Commissione il solo compito di definire le modalità di attuazione di una norma semplice e chiara, senza scappatoie né sotterfugi.

L’ultima bozza di regolamento esclude così l’obbligo di precisare l’origine dell’ingrediente primario in una serie di ipotesi non previste dal regolamento di base, e perciò contra legem:

– nessuna notizia se il Made in è suggerito da un marchio (es. pasta Miracoli, con tricolore italiano bensì prodotta in Germania da Kraft), (4)

– zero informazioni su provenienza ingrediente primario di prodotti IGP (es. speck Alto Adige IGP da cosce di suino danese),

–  niente origine sui numerosi alimenti disciplinati dai reg. UE 1308/2013 (Organizzazione Comune dei Mercati, OCM), né su bevande spiritose e liquori, né su vini aromatizzati,

esclusi infine i prodotti compresi in accordi internazionali. (5)

Come non bastasse, la Commissione ha ridotto al minimo il livello di precisione geografica delle notizie. Al punto da ammettere che la provenienza dell’ingrediente primario sia espressa in termini di ‘UE’, ‘non-UE’, ‘UE e non-UE’, quand’anche l’origine del prodotto sia vantata con dettaglio localistico (es. regione, provincia).

Origine ingrediente primario, ultime novità 

Il 20.3.18 a Bruxelles ha avuto luogo l’ultima riunione del ‘Comitato Permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi della Commissione Europea’ (PAFF).

Un primo gruppo di Paesi (Svezia, Olanda, Finlandia, Danimarca, Croazia, Cipro, Lettonia, Malta) si è espresso a favore dell’ultima proposta della Commissione europea. Chiedendo addirittura la posticipazione di un anno dell’entrata in vigore del regolamento (prevista per l’1 aprile 2019).

Un secondo gruppo di Paesi – tra cui Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Romania, Belgio, Slovacchia e Lussemburgo, oltre a Germania, Estonia e Irlanda – ha invece richiesto altro tempo per discutere la bozza di regolamento.

L’Italia in particolare –  grazie all’impegno del Mipaaf, sostenuto dal Ministero della Salute (6) – ha proposto alcuni emendamenti volti a riportare un minimo di equilibrio rispetto all’inaccettabile proposta di Bruxelles. Sottolineando, in particolare:

– l’esigenza di considerare qualsiasi dicitura, simbolo o pittogramma, ivi compresi i marchi registrati, quale premessa per fare scattare l’obbligo di indicare l’origine dell’ingrediente primario (ove diversa rispetto all’origine del prodotto suggerita in vario modo),

– la necessità di coerenza dei livelli di precisione delle notizie. Vale a dire ad esempio che se un alimento appare come prodotto nel Paese X si deve precisare la provenienza dell’ingrediente primario dal Paese Y (anziché ‘UE’ e/o ‘non-UE),

– la deroga assoluta a favore delle DOP e delle IGP. (7)

Ultime novità, nessuna novità. La giostra prosegue, in attesa della prossima riunione del Comitato PEFF il 16.4.18. Origine Cercasi.

Dario Dongo

Note

(1) V. reg. UE 1169/11, articolo 26.3

(2) V. articoli https://www.foodagriculturerequirements.com/archivio-notizie/domande-e-risposte/made-in-italy-in-etichetta-risponde-l-avvocato-dario-dongohttps://www.foodagriculturerequirements.com/archivio-notizie/applicazione-del-reg-ue-1169-11-un-esempio-dalla-gdo-francese

(3) La cronologia dei balli a Bruxelles è descritta nei precedenti articoli:

– febbraio 2016, https://www.foodagriculturerequirements.com/archivio-notizie/etichettatura-d-origine-quando-l-ingrediente-primario-ha-provenienza-diversa-dal-made-in-scatta-l-obbligo-di-informazione-riprendono-i-lavori-a-bruxelles

– dicembre 2016, https://www.foodagriculturerequirements.com/archivio-notizie/made-in-dell-ingrediente-primario-il-nuovo-schema-di-regolamento

– gennaio 2018, https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/origine-ingrediente-primario

(4) Altri esempi di Italian sounding su https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/editoriale-expo-2015-il-caso-campbell-s-falsi-italiani-made-in-usa-i-sughi-di-pomodoro-a-marchio-prego

(5) Si veda l’articolo https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/origine-ingrediente-primario-vincitori-e-vinti

(6) Il Mi.S.E. aveva invece espresso posizione favorevole all’approccio mercantilista e oscurantista della Commissione. A conferma dell’incoerenza bipolare delle politiche del governo in uscita

(7) È curioso annotare come il Ministero dell’Agricoltura – che da sempre rappresenta le posizioni di Coldiretti – si accanisca per mantenere segreta l’origine delle materie prime dei prodotti IGP. Niente più bandiere gialle al Brennero quando le cosce di maiale tedesco o danese siano destinate allo speck dell’Alto Adige? Quali convenienze e/o conflitti d’interesse?

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